Peter Zumthor: tra scrittura e architettura
Alessandro Berci
Peter Zumthor: tra scrittura e architettura.
Rel. Carlo Olmo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
Lo scopo di questa tesi è studiare la metodologia progettuale dell'architetto Peter Zumthor attraverso la ricerca e l'analisi delle relazioni intercorrenti tra la produzione scritta e la produzione architettonica, due elementi che in questo caso si differenziano notevolmente, si potrebbe persino parlare di uno Zumthor scrittore e uno Zumthor architetto.
La connessione tra questi "due personaggi" avviene mettendo in relazione la parte più intellettuale del suo pensiero e quella più pragmatica degli edifici costruiti.
La scelta di dedicare il mio lavoro finale a Peter Zumthor avviene in seguito ad un viaggio in Svizzera durante il quale ho avuto modo di conoscere, vedere e rimanere affascinato dalle sue architetture, questo ha portato ad un crescente sentimento di curiosità verso l'alto grado di sensibilità e impatto psicologico che questi edifici sono in grado di suscitare, in tal senso ho deciso di sviluppare la mia tesi su queste tematiche.
II lavoro che cercherò di svolgere è abbastanza particolare in quanto la produzione scritta dell'architetto è molto limitata e solitamente è curata dallo stesso, inoltre ad aggravare la ricerca subentra l'impossibilità di accedere a fonti dirette, ovvero all'archivio personale di Zumthor.
Pertanto l'organizzazione della tesi avviene attraverso la lettura di tutto ciò che è stato scritto da lui o su di lui, sia attraverso articoli di periodici, monografie, trascrizioni di conferenze e interviste e cercherà di relazionare alcune di queste tematiche che spesso vengono trattate in maniera astratta e fenomenologica con quella che è invece la produzione tangibile e reale della sua professione, ossia i suoi edifici realizzati.
Ulteriore elemento stimolante è rappresentato dalle caratteristiche professionali e personali dell'architetto quali, ad esempio, la mancanza di adesione allo star system architettonico attuale, pur facendone parte, data la sua fama a livello internazionale e i numerosi riconoscimenti e premi ricevuti, si è creato un po' il personaggio dell'architetto schivo, dello sciamano sulla montagna, dell'eremita. In realtà lo scopo della tesi non è quello di sfatare questo mito o accrescerlo ulteriormente ma è quello di cercare di approfondire al massimo delle possibilità consentitemi dalle fonti, i processi attraverso i quali le sue architetture riescono a produrre dei risultati profondamente poetici e di forte impatto psicologico.
A contribuire all'alone "misterioso" che attraverso il mio lavoro spero di poter dipanare o almeno a fare maggiore chiarezza è l'aspetto stilistico della sua architettura, anche se nel caso di Zumthor, la parola stile non è propriamente corretta, si potrebbe parlare anzi di un astilismo dei suoi edifici, i quali nonostante l'aspetto tipicamente minimalistico e facendo ricorso ad un vocabolario di materiali di tipo tradizionale, quali vetro, cemento, acciaio e legno riescono a raggiungere le vette più alte della poetica architettonica contemporanea, dando nuova linfa al connubio arte-architettura riportandolo su un piano più umano e meno astratto. Ciò che mi preme studiare, approfondire e comprendere è la capacità dell'architetto di sfruttare la sua sensibilità profonda per i materiali, il luogo e la funzione al fine di trame il maggior risultato possibile sia dal punto di vista funzionale e programmatico ma anche e soprattutto dal punto di vista fenomenologico. Un architetto che ricorda i suoi predecessori dell'antichità quanto ad impostazione e principi, che in un contesto di architettura internazionale, legata al concetto dell'apparire, dell'autolegittimazione attraverso i media risulta assai inusuale, un architetto che in un certo qual modo riporta in vita i classici principi vitruviani di firmitas, utilitas e venustas.
Pertanto lo sviluppo di questa tesi è portato ad una comprensione globale di quelle che sono le tematiche di fondo del suo metodo progettuale e di come da concezioni puramente intellettuali e astratte, che non sono però di tipo teoretico o stilistico, si possano raggiungere importanti risultati architettonici.
Buona lettura
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
