Luca Marangoni
Livelli di prestazione energetica ottimali in funzione dei costi: un edificio per uffici esistente.
Rel. Marco Filippi, Enrico Fabrizio, Cristina Becchio. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
La forte preoccupazione dei cittadini e degli organi di governo dei Paesi Europei nei confronti dell'aumento della temperatura globale e dei conseguenti rischi ambientali, sociali ed economici, ha portato gli Stati Nazionali a deliberare degli interventi che mirassero al contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra.
Il contributo maggiore al riscaldamento globale viene dato dagli edifici, in quanto responsabili del 40% del consumo globale di energia e del 36% delle emissioni di CO2 all'interno dell'Unione Europea. Il settore edilizio risulta in espansione, nonostante il periodo di forte crisi economica, e ciò porterà all'aumento di questi valori. Pertanto, la riduzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell'Europa.
La Direttiva 2010/31/UE, Energy Performance of Building Directive - EPBD (recast), si pone nel solco delle misure da prendere per poter raggiungere tali obiettivi posti per il 2020, indicati dal "Piano d'azione per l'efficienza energetica: Concretizzare le potenzialità". La strategia europea, conosciuta come strategia del 20/20/20, si concentra su tre traguardi raggiungibili entro quell'anno: l'aumento dell'efficienza energetica nell'Unione al fine di diminuire del 20% i consumi energetici, il contenimento delle emissioni di gas serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990, in modo da conformarsi al protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nonché la copertura con fonti rinnovabili del 20% dell'energia prodotta.
La EPBD (recast) introduce due concetti fondamentali: l'edificio a energia quasi zero e il valore di costo ottimale. Essa stabilisce che a partire dal 2020 tutte le nuove costruzioni dovranno essere a energia quasi zero. In meno di un decennio, quindi, dovranno presentare delle performance energetiche molto alte e i consumi, così ridotti, saranno coperti da fonti rinnovabili in maniera significativa. Tuttavia, tra i possibili interventi di miglioramento della prestazione energetica di un edificio, ve ne sono alcuni che presentano un miglior rapporto costi-benefici e viene demandato agli Stati membri di fissare, sulla base delle specificità nazionali e regionali, i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici. Tali requisiti dovrebbero essere fissati in modo da conseguire "un equilibrio ottimale in funzione dei costi tra gli investimenti necessari e i risparmi energetici realizzati nel ciclo di vita di un edificio".
La Direttiva impone che l'applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica avvenga non solo per le unità immobiliari di nuova costruzione, ma anche per gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti, in quanto essi rappresentano la maggior parte dello stock edilizio presente sul mercato, nonché il più energivoro e bisognoso di interventi di riqualificazione.
Studi sull'intero parco edilizio nazionale2 evidenziano come il consumo annuo per unità di superficie (circa 250 kWh/m2a) sia superiore alla media di quello degli altri Paesi europei. Le analisi indicano sprechi significativi, ma anche ampi margini di miglioramento dell'efficienza di questo settore. Gli edifici ad uso ufficio sono numericamente molto diffusi, seppur in misura decisamente minore rispetto agli edifici residenziali, tuttavia, a fronte della loro quantità, essi sono responsabili di una importante percentuale del consumo energetico nazionale, in particolare legato alla grandissima richiesta di energia elettrica. Per tale motivo questa tesi analizza lo stock di edifici per uffici esistenti con il supporto di strumenti di analisi dinamica, al fine di trovare i livelli ottimali di prestazione energetica in relazione ai costi che fungano da riferimento per la determinazione delle possibilità di efficientamento di tutto il parco edilizio nazionale, nella direzione di edifici a energia quasi zero.
Relatori
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