Oltre il progetto comprensione e sperimentazioni materiche per una facciata multifunzionale
Federico Mazzolini
Oltre il progetto comprensione e sperimentazioni materiche per una facciata multifunzionale.
Rel. Simonetta Pagliolico. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
INTRODUZIONE
Durante tutto l'arco della storia dell'architettura, la progettazione e la produzione di artefatti è stata caratterizzata da una crescente separazione tra la questione formale e le sue naturali origini nella condizione materiale. A differenza della produzione artigianale nella quale materiale e forma sono naturalmente legati insieme, la moderna progettazione si è storicamente allontanata da questa integrazione verso una compartimentalizzazione della produzione della forma come un processo indipendente dalle sue risorse nella conoscenza materiale. Almeno sin dal Rinascimento, con la diffusione delle teorie architettoniche, la creazione della forma, intesa come la produzione della forma inspirata dalla teoria, è diventata un campo autonomo della conoscenza. All'interno dell'architettura e del design industriale, i settori maggiormente sensibili agli sviluppi culturali, la forma è cresciuta per importanza nel processo di progettazione fino a raggiungere la condizione di predominanza rispetto alla sua stessa materializzazione.
La materialità è, entro la logica della tradizione modernista, un agente secondario della forma. La Rivoluzione Industriale ha aperto le porte alla produzione di massa attraverso l'utilizzo di macchinari. La creazione della forma inizia ad essere concepita e creata a seconda della automazione industriale; la funzionalità assume la carica di standard basilare e di ontologia principale (Jencks 1984). La forma deve seguire la funzione e l'ornamento, così appartenente alla cultura artigianale, diventa un crimine (Frampton e Futagawa 1980). I valori promossi dalla tradizione, che affermavano un'integrazione di sostanza materiale e metodi costruttivi, vengono abbandonati e sostituiti con una pratica progettuale per la produzione di massa. Edifici tipo veloci, economici, ripetitivi e modulari diventano sinonimi del sogno Fordista.
Questo approccio non materiale alla progettazione e l'automazione della costruzione sono stati ancor di più rinforzati con l'avvento dell'era digitale.
La forma sembra aver definitivamente perso ogni connessione con la materia, marcando sempre più la separazione gerarchica e sequenziale tra i processi di modellazione, analisi e fabbricazione. L'implementazione ed il sempre maggiore utilizzo di metodi computazionali per la progettazione nella pratica architettonica hanno motivato, sin dall'inizio degli anni novanta, una rinascita del progetto formalista in architettura; forme geometricamente complesse diventano emblema della creatività. Questa orientazione progettuale formale e geometrica ha creato inoltre le basi per una generale convinzione che tali architetture con forme libere, insieme alle tecnologie che ne permettono la realizzazione, fossero parte di un fenomeno più largo per la "personalizzazione di massa" di forme non standard.
Oggi, tuttavia, sotto l'imperativo di un crescente riconoscimento del fallimento ecologico del design moderno, la cultura progettuale sembra sperare per una nuova materialità. Durante la scorsa decade, sia nel campo architettonico che in quello del disegno industriale, un nuovo corpo di conoscenza è emerso attraverso varie iniziative di ricerca a livello industriale e accademico. Esempi di crescente interesse nel potenziale utilizzo di materiali innovativi e innovazione materiale come risorsa per la generazione di design, sono stati visti in biomateriali, materiali reattivi e mediati, come anche materiali compositi.
Relatori
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