Involucro contemporaneo & prestazioni
Luca Parodi
Involucro contemporaneo & prestazioni.
Rel. Orio De Paoli, Elena Piera Montacchini, Danila Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Nel panorama dell'architettura contemporanea l'involucro architettonico riveste un ruolo di primaria importanza: collabora a esprimere il linguaggio compositivo del progettista, si propone come uno dei componenti a più alta tecnologia, influenza profondamente il comfort degli ambienti interni e la qualità dell'abitare, rappresenta un terreno di grande sperimentazione di tecniche e materiali ed esercita una forte spinta all'industrializzazione dei componenti edili.
Quasi come un elemento che vive di una vita propria, l'involucro architettonico definisce e attribuisce significato a un contesto, aggiunge così valore al suo compito primario di protezione e chiusura degli spazi interni. Questo lavoro di tesi vuole andare ad analizzare come primo approccio quello che l'involucro edilizio è stato nella storia, di come è nato e di come la trasparenza del vetro delle facciate, abbia giocato un ruolo di primaria importanza nella sua evoluzione. Il concetto di trasparenza, proiettandosi oltre l'idea di utilizzazione di un materiale che garantisca la massima permeabilità visiva, oltre qualsiasi intenzione progettuale di tipo meramente funzionale, definisce sostanzialmente un diverso modo di concepire le relazioni spaziali, trovando molteplici declinazioni ed interpretazioni in architettura, tra cui nella trasparenza letterale dei curtain wall. Alla necessità di realizzare organismi edilizi energeticamente efficienti e rispettosi del benessere di chi vive e occupa lo spazio confinato si affiancano oggi nuove esigenze connesse alla sostenibilità ed alla compatibilita ambientale, si approfondirà come l'architetto sia chiamato, di volta in volta, a reinventare le regole del sistema, interpretando in modo dinamico e propositivo esigenze, requisiti e prestazioni per un'ottima sintesi finale del progetto. Di fronte ad uno scenario di proposte tecnologiche estremamente vasto, se da un lato, appare necessario l'utilizzo di strumenti e procedimenti che aiutino nell'analisi previsionale prestazionale il progettista, dall'altro appare essenziale il ruolo dell'informazione, il confronto con dati ed esperienze già acquisite, da qui il titolo "La sfida del possibile", ovvero la sfida nei confronti di ciò che già si conosce e si può perfezionare per avere prestazioni sempre migliori.
Verranno analizzate le diverse tipologie di facciate leggere, spaziando dalle più classiche, come quella a montanti e traversi, fino ad arrivare ad un capo ambizioso e particolare come quello delle facciate a pannelli pneumatici. L'ambito delle facciate leggere deve far fronte, inoltre, ai grandi mutamenti decretati dalle norme politiche in campo prestazionale che negli ultimi anni hanno contraddistinto l'attuale progettazione.
In Italia sono presenti centinaia di edifici che hanno necessità di adeguarsi a tali norme. Questa considerazione mi porta ad esaminare un tema, che potrebbe essere applicato a qualsiasi edificio presente in Italia realizzato intorno agli anni Settanta.
In questa sede si è scelto di approfondire il Palazzo Civico della città di Collegno (TO), un edificio costruito nel 1972, il quale presenta caratteristiche negative dal punto di vista energetico.
Sono state elaborate tre soluzioni progettuali, descrivendo caratteristiche e tecnologie utilizzate, dalla scelta della facciata leggera alla tipologia di vetro. Per ciascun progetto è stata eseguita un'indagine sulla classificazione energetica.
Si potranno, inoltre, prendere in esame i render che descrivono in maniera grafica l'estetica di ogni progetto.
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