Relazioni tra piano di gestione UNESCO e Piano Regolatore Generale nel caso di paesaggi storico-urbani
Stefano Fraire
Relazioni tra piano di gestione UNESCO e Piano Regolatore Generale nel caso di paesaggi storico-urbani.
Rel. Claudia Cassatella. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2011
Abstract
Lo scopo di questa tesi è quello di analizzare alcuni casi studio di città con un sito Unesco all'interno del proprio territorio comunale, cioè una parte di città inserita nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO da tutelare, avente caratteristiche assimilabili a contesti di paesaggio storico-urbano, e mettere in evidenza le influenze che la presenza del sito (e del relativo Piano di Gestione) può avere o aver avuto sul piano urbanistico locale e viceversa, nella prospettiva di raggiungere una serie di riflessioni rilevanti sul rapporto tra le strumentazioni citate, utili per la pianificazione di questo specifico ambito.
L'interesse verso determinati aspetti culturali e paesaggistici della pianificazione è scaturito dall'esperienza compiuta durante il tirocinio curriculare della scorsa primavera svolto a SiTI -Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione. Esso è un'Associazione senza scopo di lucro costituita nel 2002 tra Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo, che svolge attività di ricerca e formazione orientate all'innovazione e alla crescita socio¬economica.
Le sue attività si concentrano nei settori: Logistica e trasporti, Patrimonio ambientale e riqualificazione urbana, Sicurezza del territorio.
Il mio tirocinio si è svolto all'interno dell'area Patrimonio ambientale e riqualificazione urbana e ho partecipato ad alcuni progetti che mi hanno permesso di accrescere la mia esperienza e soprattutto di mettere in pratica le mie capacità e conoscenze apprese durante gli anni di studio al Politecnico.
Durante questo tirocinio, tra i vari compiti, mi sono occupato di un progetto riferito all'UNESCO e alla sua lista di siti da salvaguardare. Come fase iniziale, si è trattato di realizzare un database che classificasse tutti i siti UNESCO del mondo (fino all'anno 2010) per facilitarne il monitoraggio gestionale e la valutazione degli impatti socio-economici. Il progetto, tuttora in fase di sviluppo, prende il nome di "MOMAU" ed è consultabile sul sito web dell'associazione: http://www.siti.polito.it.
Le motivazioni alla base dell'interesse verso gli aspetti appena citati sono:
- l'approccio culturale della pianificazione e gestione di beni e paesaggi non è stato preso in considerazione molto spesso durante il corso di studi ma mi è sempre interessato; mi sono sempre chiesto che cosa può accadere quando si incontrano la materia urbanistica-pianificatoria e la materia culturale-paesaggistica. Oltre ai Piani Paesaggistici Regionali (come strumenti) e il Codice dei Beni culturali e paesaggistici del 2004 a livello nazionale (come norma) si possono riscontrare altre strumentazioni. La situazione odierna in Italia, per quanto concerne gli aspetti legati al paesaggio storico-urbano, è caratterizzata dalla presenza di una strumentazione e di leggi nazionali che vertono prevalentemente sull'istituzione di vincoli e aree protette-speciali per tutelare, ma ciò non è più sufficiente, occorrono strumenti che affrontano la questione anche sotto altri punti di vista, cioè che si occupino di promuovere piani e programmi a livello strategico e operativo, ma che preservino anche l'integrità dei beni e paesaggi interessati a livello più locale possibile. Il Piano di Gestione dei siti UNESCO potrebbe essere, come strumento, molto simile a quello ricercato poiché è in grado di attuare politiche complete e promuovere azioni e obiettivi che spaziano dalla conservazione fino alla valorizzazione paesaggistica, economica e sociale del territorio in esame;
l'ente che ha predisposto e creato lo strumento sopra citato è l'UNESCO, che con la sua lista del patrimonio mondiale, tutela un numero grandissimo di siti nel mondo; l'Italia è il Paese con più siti iscritti quindi sono stato subito attratto (durante il tirocinio) da questo ente internazionale e dal suo lavoro soprattutto in campo gestionale, ma anche dalle sue ideologie basilari di costruzione della pace, eliminazione della povertà e sviluppo del mondo in maniera sostenibile; - infine, viste le due premesse, lo strumento del Piano di Gestione dei siti UNESCO mi ha affascinato subito e quindi ho deciso di analizzarlo meglio in questa tesi e di capire il suo funzionamento nei dettagli: è un piano turistico gestionale, o un piano di semplice salvaguardia del sito oppure un piano strategico su più fronti?
E' emersa quindi l'idea di analizzare l'argomento anche da un punto di vista urbanistico-pianificatorio, senza esaminare solamente il Piano di Gestione ma confrontandolo con lo strumento che regola il territorio a livello locale, cioè il Piano Regolatore Generale Comunale.
Per comprendere al meglio questa analisi, nel capitolo 2, è stato necessario fare prima un excursus sui concetti di paesaggio, centro storico e paesaggio storico-urbano secondo le accezioni e i dibattiti nazionali e internazionali.
Successivamente, nel capitolo 3, sono state portate avanti le analisi su alcuni casi studio cercando di definire una metodologia uniforme, nonostante siano state incontrate una serie di limitazioni, per poter osservare i rapporti, le influenze e gli effetti della coesistenza dei due strumenti considerati nello stesso territorio.
Come si vedrà nei capitoli successivi, si è deciso di prendere in considerazione solamente siti UNESCO italiani per facilitare il confronto tra il loro piano di gestione e lo strumento urbanistico locale, quindi avere omogeneità e correlabilità tra i casi studio presi in esame e di
conseguenza giungere a riflessioni complessive molto più corrette.
Le "research questions" che mi hanno guidato nel procedimento di analisi dei casi studio sono state molteplici ed è possibile riepilogarle di seguito:
• Data di adozione: è stato adottato prima il Piano di gestione o il Piano regolatore? Quali conseguenze si riscontrano in base a questo rapporto temporale?
• Efficacia del Piano di Gestione: esso assume una valenza urbanistico-normativa o è solo uno strumento redatto per obbligo di legge?
• Relazione tra PdG e PRG: quali forme assume la relazione tra questi due strumenti?
• Paesaggio 1: il Piano di Gestione Influenza anche il contesto paesaggistico del sito? si registrano attenzioni speciali?
Paesaggio 2: II PRG si fa carico del paesaggio del sito o solo dei beni contenuti? Regole del PRG: le regole adottate sono regole speciali, regole comuni, PRU o altro? Definizione delle zone: la Core zone e la Buffer zone subiscono l'influenza del PRG? Che rapporti ha la Buffer zone con le indicazioni del PRG?
Le principali limitazioni incontrate durante l'analisi dei casi studio e la redazione del documento di tesi in generale sono state:
difficoltà nel reperimento dei documenti di gestione dei siti UNESCO (PdG), a cui è seguita di conseguenza una lunga ricerca on-line ma anche telefonica, contattando direttamente gli uffici comunali interessati;
la lettura di piani e strumenti non redatti tutti secondo lo stesso modello, imposto dal Ministero dei Beni Culturali e dall'UNESCO, che poi si risolvono in una serie di programmi e strategie differenti; infatti in alcune situazioni tendono ad occuparsi maggiormente di alcuni settori rispetto ad altri, per esempio di conservazione e promozione turistica rispetto a sviluppo territoriale e salvaguardia paesaggistica e della visibilità;
la scelta della metodologia di analisi (descritta nel capitolo 3 di questo documento).
Alla fine dell'analisi e del lavoro, nel capitolo 4, sono riportate le riflessioni e le considerazioni finali a risposta e chiarimento dei dubbi iniziali e delle "research questions", seguite ovviamente anche dai risultati delle analisi svolte nel capitolo 3. Ciò che emerge da queste riflessioni porta ad avanzare alcuni suggerimenti (o proposte) per tentare di migliorare la situazione e la pianificazione in questo specifico ambito.
- Abstract in italiano (PDF, 120kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 118kB - Creative Commons Attribution)
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