Tenimenti di Barolo e Fontanafredda. Studio e ipotesi di recupero della cascina "Galaretto" a Serralunga d'Alba
Francesco Diotto
Tenimenti di Barolo e Fontanafredda. Studio e ipotesi di recupero della cascina "Galaretto" a Serralunga d'Alba.
Rel. Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Immersa in oltre settanta ettari di vigneti specializzati, attorniata dalle dolci colline delle Langhe, la tenuta di Fontanafredda si estende lungo la dorsale della collina ubicata tra Alba e Monforte, nel comune di Serralunga d'Alba, in provincia di Cuneo.
Fontanafredda è un'azienda vitivinicola oggi tecnologicamente all'avanguardia, ma che ha radici storielle risalenti al 1858, anno in cui Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna e futuro Re d'Italia, fece dono della tenuta alla moglie morganatica Rosa Vercellana e al figlio Emanuele Gurrieri di Mirafiore, che nel 1878 iniziò l'attività vinicola. Ancora oggi si producono uve di grande pregio: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Freisa, Pinot nero, Moscato e Chardonnay.
Il paesaggio è sempre stato una delle caratteristiche più importanti di Fontanafredda, ben apprezzato dagli appassionati intenditori o dai numerosi viaggiatori che in ogni periodo dell'anno si recano nella tenuta. Il colpo d'occhio è eccezionale: lunghe distese di vigneti connotano i versanti collinari susseguendosi in perfetta armonia con l'ambiente rurale circostante.
Proprio quest'ultimo è il fiore all'occhiello dell'azienda: c'è l'antico borgo rurale con i due lunghi fabbricati dalle caratteristiche strisce color ocra e mattone, dove vivono tutt'ora dodici famiglie di dipendenti dell'azienda, che fa da cornice alla piccola chiesetta dove si celebrano le funzioni religiose; la Villa Reale, edificio ottocentesco recentemente restaurato che sorge all'ingresso di un parco secolare arricchito dal lago dei cigni, il quale raccoglie le acque della vicina sorgente da sempre chiamata "fontana fredda". Ci sono le vecchie cantine, con le imponenti botti di rovere di Slavonia, dove i nobili vini rossi riposano e lentamente elaborano i loro profumi intensi, le botti in cemento Borsari-Zollikon, costruite nel 1887 (le prime in Piemonte), la cantina del Re e la maestosa cantina Mirafiori con le robuste colonne in laterizio, disposte a formare un perimetro circolare, raccordate alla muratura dalla successione di volte a vela. Il nuovo stabilimento, costruito nel 1964, dove le necessarie innovazioni tecnologiche sono state introdotte nel tempo, a proteggere la tipicità e ad esaltare la qualità dei vini, razionalizzando inoltre la produzione su vasta scala.
In realtà, se ci si immerge nel paesaggio che caratterizza il borgo, le cantine, i vigneti e si osservano le persone, il loro lavoro, le loro abitudini, nascono istintivament riflessioni profonde su cosa possa rappresentare Fontanafredda. Emergono alcune peculiarità, punti qualificanti e indispensabili per una filosofia aziendale che garantisce i massimi livelli di qualità; Fontanafredda racchiude in se, storia, socialità, tradizione ed innovazione.
La cascina Galaretto, oggetto di questa tesi, si inserisce in questo contesto storico e territoriale, entrando a far parte della tenuta nel 1863, anche se le fonti collocano la sua edificazione a prima del 1850. Sorge sul crinale della collina retrostante le "case lunghe" del borgo antico, parallelo alla strada Alba-Serralunga, da sempre abitata dalle famiglie che lavoravano per l'azienda e che negli anni si sono succedute. Oggi, la mancata manutenzione, unita al degrado dei materiali e delle strutture hanno portato al completo abbandono della Cascina, utilizzata soltanto in alcune sue parti come deposito.
L'analisi della cascina Galaretto, non può prescindere dallo studio dell'ambito aziendale e del territorio in cui essa si trova, ne dalla funzione che storicamente ha avuto. Verranno quindi trattati la storia e lo sviluppo di Fontanafredda, seguita dal rilievo e dall'analisi dello stato di degrado della cascina Galaretto. Si proporranno infine gli interventi e le indicazioni progettuali.
Obiettivo di questo lavoro è quello di creare uno strumento che sia in grado di fornire delle linee guida alla proprietà, al fine di un possibile recupero e della conservazione di questo bene. Un progetto di valorizzazione e rifunzionalizzazione che rispetti lo straordinario contesto storico, architettonico e paesaggistico dell'intera area presa in esame.
Relatori
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