Piena Bassa, valle Roia: ipotesi di conservazione e valorizzazione
Valentina Settimo
Piena Bassa, valle Roia: ipotesi di conservazione e valorizzazione.
Rel. Emanuele Romeo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
L'UNESCO ha dato vita ad un osservatorio internazionale che si occupa di scandagliare ii patrimonio architettonico dei XX secolo; in particolare, durante il convegno di Vienna del 1989 si è discusso su alcuni temi riguardanti gli edifici di tale periodo: tecniche per fare un inventario dell'edilizia del XX secolo, problemi di protezione e selezione,conservazione fisica dei materiali, politiche di informazione e sensibilizzazione dei responsabili politici e dell'opinione pubblica, problemi di salvaguardia dei grandi complessi e delle abitazioni sociali.
Il restauro e la valorizzazione non devono include solo le opere di riconosciuto valore artistico, ma anche quelle in cui sia identificabile un valore documentario dato dalla memoria o dalla tipologia caratteristica della civiltà del XX secolo.
Nell'Europa settentrionale sono in atto, già da diversi anni, importanti trasformazioni delle periferie. Con il trascorrere degli anni e con il sopraggiungere di idee architettoniche diverse, queste periferie hanno finito con l'essere considerate "dormitori". Gli edifici che le compongono richiedono, il più delle volte, sostanziali modifiche; a volte, queste sono così importanti da stravolgere l'aspetto delle facciate e la composizione dei volumi (per esempio l'aggiunta di nuovi rivestimenti, cappotti o facciate ventilate, la predisposizione di nuove aperture in facciata, la sostituzione degli infissi, nuove pareti divisorie interne, l'aggiunta di servizi sanitari, di nuovi volumi al piano terra, di nuovi volumi a sbalzo ai piani fuori terra, di un nuovo sistema di copertura, ecc).
Le modifiche cambiano anche il loro rapporto con il circostante, questo è dovuto all'introduzione di nuovi servizi, alla riorganizzazione degli spazi verdi, al nuovo rapporto tra gli edifici e le strade e le altre infrastrutture.
La conservazione e il riutilizzo di edifici vuoti può avere un'intera serie di aspetti positivi. Nel contesto ambientale essi sono un fattore importante anche se, a un primo sguardo, possono sembrare non particolarmente significativi. Le risorse degli edifici esistenti vengono accortamente usate, con il risultato, anzitutto, che si dovranno utilizzare meno materiali grezzi di quanti non ne servirebbero nel caso di nuovi edifici; in secondo luogo, in conseguenza di ciò, l'impatto sull'ambiente viene ridotto. Una minore produzione si risolve a sua volta in un risparmio di energia. Vi è anche una riduzione della quantità di detriti e materiali di scarto, la cui eliminazione o immagazzinamento stanno diventando sempre pie problematici, sia per mancanza di spazi sia, in parte, per la natura dei materiali. Inoltre gli accessi per i mezzi di trasporto esistono già. Non devono quindi essere costruite strade o altre vie di accesso.
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