Influenza delle scelte di modellazione e dei livelli di qualità climatica sulla valutazione dei fabbisogni energetici degli edifici
Cinzia Piras
Influenza delle scelte di modellazione e dei livelli di qualità climatica sulla valutazione dei fabbisogni energetici degli edifici.
Rel. Stefano Paolo Corgnati. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
L'efficienza energetica e i cambiamenti climatici sono importanti questioni di attualità in tutto il mondo. Questo poiché negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento nel consumo mondiale di energia, che è uno dei maggiori responsabili dell'elevato carico ambientale nei paesi sviluppati.
Il settore edile gioca un ruolo importante in quanto rappresenta una percentuale significativa del consumo energetico nazionale speso nello sforzo di mantenere un ambiente interno salutare e confortevole: 23% per la Spagna, 25% per il Giappone, 28% per la Cina, 37% per l'Europa, 39% per il Regno Unito, 42% per il Brasile, oltre il 47% per il Botswana, 47% per la Svizzera ecc1. Nell'unione Europea, il 40% del consumo energetico totale finale proviene dagli edifici e le famiglie sono responsabili nel consumo per più del 26%. Secondo l'EuroAce, il 57% dell'energia consumata negli edifici è utilizzata per il riscaldamento, il 25% per l'acqua calda, N1% per l'illuminazione e gli elettrodomestici e il 7% per la cottura.2
Con l'intento da un lato, di assicurare una buona qualità dell'ambiente interno e dall'altro, di porre rimedio ai problemi causati dall'alto consumo energetico, i governi hanno emanato una serie di politiche e normative volte ad aumentare l'efficienza energetica delle abitazioni e a mitigare le emissioni di gas serra. Un esempio di tali iniziative è l'EPBD, che dal 2003 obbliga tutti gli stati membri europei ad attuare normative energetiche volte al miglioramento delle prestazioni, nell'ottica di ridurre il consumo energetico negli edifici in relazione a riscaldamento, raffreddamento, ventilazione, illuminazione e acqua calda sanitaria. Troviamo quindi norme nazionali che forniscono metodologie per il calcolo dell'efficienza energetica degli edifici, requisiti minimi da rispettare nelle costruzioni e metodi per la valutazione e la classificazione dei risultati. Ne conseguono sforzi per progettare e costruire edifici a basso consumo energetico, mediante l'utilizzo di attrezzature di illuminazione più efficienti, maggior isolamento, materiali a cambiamento di fase, vetri intelligenti, ventilazione notturna, energie rinnovabili ecc.
Tuttavia ci sono spesso larghe discrepanze tra le prestazioni energetiche e il comfort calcolati mediante simulazioni, in accordo alla legislazione nazionale, e quelli effettivamente misurati e rilevati negli edifici reali. Questo perché i programmi utilizzati sono capaci di accurate simulazioni delle proprietà fisiche dell'edificio, ma risultano carenti nella caratterizzazione del comportamento degli occupanti. Risulta infatti molto estesa la letteratura riguardante le caratteristiche dell'edificio e il loro impatto, che ha permesso la riduzione dell'uso di energia associato ad esse, ma per contro ha reso più influente l'impatto del comportamento degli utenti che vivono al loro interno sulla variazione del consumo energetico stesso. La portata di tale influenza è ancora sconosciuta, poiché non esistono ancora sufficienti studi a riguardo, che permettano la definizione di un insieme di comportamenti standard e l'implementazione di essi nei programmi di simulazione dell'edificio, così da aumentarne notevolmente la validità. L'unica cosa certa è che una variazione nel comportamento di controllo degli occupanti può risultare in ampie variazioni del consumo energetico negli edifici. Da un prospettiva sostenibile, sarebbe utile capire e anticipare quella che può essere considerata come interazione sostenibile dell'occupante con i sistemi e i componenti dell'edificio e, viceversa, evitare condizioni costruttive nelle quali l'interazione dell'occupante possa causare penalità nella sostenibilità, come ad esempio un maggior dispendio energetico. A livello pratico, questo potrebbe significare correlare il consumo energetico unitario dell'edificio (kWh / m2 / anno) con le varie opportunità di controllo degli occupanti. Nell'ottica di perseguire tale obiettivo, il seguente lavoro si occupa di analizzare i concetti di comfort termico, consumo energetico e comportamento dell'occupante per studiare e capire quali sono i parametri che li influenzano e la relazione che li lega.
Relatori
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