La pelle: involucro contemporaneo tra sperimentazione formale e innovazione energetico-ambientale
Giulia Delpiano, Rebecca Dublino, Cristina Ficetti, Silvia Fontana
La pelle: involucro contemporaneo tra sperimentazione formale e innovazione energetico-ambientale.
Rel. Orio De Paoli, Elena Piera Montacchini, Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Anni di studio, di nozioni, di analisi e di composizione sull'architettura, di corsi sul panorama edilizio che costituisce la nostra storia e sulle prestazioni richieste dall'oggi. E' così che lo studente giunge alla fine di un percorso universitario con un bagaglio di conoscenze che lo spingono inevitabilmente a nuove domande.
Quelle che hanno delineato il nostro approccio alla tesi riflettono l'oggi, o più propriamente il domani.
Abbiamo fino ad oggi fatto consapevolezza su ciò che l'architettura è stata, sul mercato che la caratterizza a livello edilizio e poi, ci siamo fermate. Fermate ad osservare quello che potenzialmente sarà il mondo costruito del futuro che è già iniziato vent'anni fa, quando la comunicazione, il consumismo, il virtuale hanno delineato un nuovo modo di fare progettazione. Negli ultimi tempi a ciò si è andato a sommare un nuovo rapporto all'ecosistema, per anni troppo poco rispettato e che ha visto nell'architettura, come in ogni artefatto o attività umana, il punto da cui ripartire per ricreare questa relazione. Così, mentre noi giungevamo alla nostra formazione da futuri architetti, accanto alle sedi universitarie si delineavano i nuovi linguaggi architettonici e noi, seduti di fronte alle riviste non potevamo fare altre che cercare affannosamente di seguire questo bombardamento di nuove immagini che ancora non riescono ad essere inseriti in codificazioni.
La tesi ci ha messo di fronte alla necessità di riflettere sull'architettura e a noi è apparso importante cogliere questo momento di ricerca come occasione per cercare di definire un punto fermo, per informarci, informare e apprendere quali sono le caratteristiche dei nuovi edifici, con lo scopo di raccoglierli e farne nuovi spunti progettuali.
Ciò che si è andato modificando è innanzitutto il rapporto tra uomo e ambiente, l'architettura come mediazione tra essi ne ha subito le conseguenze. E la sua superfici è diventata il luogo di ricerca del nostro lavoro. Come si mostra, come si relazione, come vive l'edificio attraverso il suo limite. Perché è su di esso che, abbiamo compreso, l'architetto di oggi ha spinto le sue conoscenze e i suoi messaggi.
Raccogliere, studiare, comprendere e riflettere sulla pelle, le nostre premesse, definire progettualmente la nuova superficie di un edificio, i nostri obiettivi.
Relatori
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