Riqualificare attraverso la coabitazione sostenibile: dalle esperienze internazionali a due proposte per la città di Torino
Matteo Povero, Sara Preti
Riqualificare attraverso la coabitazione sostenibile: dalle esperienze internazionali a due proposte per la città di Torino.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
La società in cui viviamo è governata da fenomeni come la precarietà, la flessibilità del mercato del lavoro, la dissoluzione della famiglia tradizionale, la crescita del numero di nuclei familiari con un unico genitore e uno o due figli, la crescente atomizzazione e solitudine delle grandi città. Questa riflessione ci ha portato allo studio del cohousing come alternativa concreta al modello sociale convenzionale. Il cohousing non è definibile in modo univoco, ma si può semplificare considerandolo una diversa concezione dell'abitare, con nuove tipologie di abitazioni e nuovi modelli organizzativi improntati su un ritrovato senso di appartenenza ad una comunità. Uno stile di vita, quindi, capace di combinare l'autonomia dell'abitazione privata, ormai irrinunciabile, con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi.
Lo studio è iniziato da un'analisi sociale e architettonica in seguito all'esperienza diretta nei numerosi cohousing della California
Tornati in Italia il nostro interesse è stato rivolto alla realtà italiana e alle sporadiche amministrazioni pubbliche italiane, di cui una delle principali è il Comune di Torino, che promuovono e sostengono l'housing sociale realizzato con la formula del cohousing. Infatti la vita in cohousing stimola la socialità e la collaborazione tra le persone, consente agli abitanti di vivere utilizzando spazi e servizi (che possono essere autogestiti o dati in gestione) che rendono la vita più facile e meglio organizzata. Questo spesso si riflette anche al di là dei confini del cohousing, nel quartiere e nella città. Ad esempio, se c'è un asilo nido nel cohousing, spesso questo è aperto anche ad accogliere altri bambini del quartiere, se si organizzano mostre o attività, esse possono essere aperte a tutti, a beneficio della comunità circostante.
In seguito sono stati presi contatti con una associazione torinese che da anni promuove la cultura del cohousing in ambito privato in questa città e con il Dirigente del Settore Edilizia Sociale del Comune di Torino, Giovanni Magnano. Con entrambi sono stati sviluppati due progetti differenti che ci hanno portato ad analizzare le differenze tra la cultura nord-europea e statunitense, consolidata da decenni, e quella italiana in evoluzione oltre ad aver studiato le differenze tra un
intervento di cohousing in ambito pubblico e uno in ambito privato.
Il primo progetto si sviluppa nel tessuto storico di Borgata Campidoglio, convertendo due edifici di via Locana in un cohousing; mentre il second riguarda la riqualificazione di una ex piscina, situata nel quartiere 16* IACP, di via Sospetto, in una coabitazione solidale per giovani.
Attraverso i due interventi si è cercato di leggere il tessuto della storia attraverso cui è cresciuta Torino e di intervenire armonizzando la valorizzazione del passato con le esigenze del presente e del futuro. Un processo complesso, ma indispensabile perché gli spazi siano riconquistati per un uso sociale e riproposti come luoghi di vita e di scambio.
Relatori
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