Paesaggi della tecnica : le culture dell'ingegneria idraulica del Novecento e il serbatoio dell'acqua di Pier Luigi Nervi A Mirafiori (Torino, 1961-1963)
Cinzia Gavello
Paesaggi della tecnica : le culture dell'ingegneria idraulica del Novecento e il serbatoio dell'acqua di Pier Luigi Nervi A Mirafiori (Torino, 1961-1963).
Rel. Sergio Pace. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2011
Abstract
Questa Tesi nasce come tentativo di esplorare, e per quanto possibile approfondire, un tema ad oggi ancora poco esaminato ma, non per questo, meno affascinante e ricco di spunti di ricerca: lo studio dei serbatoi idrici sopraelevati, con particolare attenzione al ruolo di icona e di landmark che questi apportano al paesaggio, con un particolare approfondimento relativo al lavoro svolto da Pier Luigi Nervi per il Servizio Costruzioni e Impianti Fiat di Mirafiori a Torino.
L'analisi delle molteplici realizzazioni descritte rileva una vasta gamma di profili per tali tipologie di serbatoi; forme che vengono adottate sia in funzione della capacità di accumulo, sia in base a considerazioni strutturali ed estetiche. Data la particolare imponenza ed altezza di tali opere, le quali risultano particolarmente visibili anche ad una certa distanza, ed in considerazione del fatto che vengono solitamente ubicate in prossimità dei centri abitati per un loro più funzionale utilizzo, viene posto in primo piano il rapporto con l'ambiente circostante. Tale rapporto deve essere attentamente considerato già a partire dalle prime fasi progettuali, al fine di creare delle forme che si inseriscano coerentemente ed in maniera armonica nel paesaggio. I serbatoi, come i grandi sili di stoccaggio e le torri di raffreddamento, sono entrati a far parte del contesto dei grandi edifici industriali ed hanno raggiunto un ruolo, per la loro importanza formale e funzionale, oramai autonomo nel vasto panorama dell'architettura moderna, tanto da poter essere valorizzati come patrimonio di archeologia industriale attraverso un loro restauro e riqualificazione, come nel caso della torre dell'acqua di Jaegerborg, all'interno della quale hanno trovato posto ben quaranta alloggi per studenti universitari.
L'idea di riuso e conversione dei serbatoi sopraelevati esistenti nasce dalla concreta possibilità di conciliare l'esigenza della modemizzazione, ovvero di creare nuovi spazi aderenti agli attuali bisogni individuali e sociali, con l'esigenza di un recupero del patrimonio esistente, legato invece a bisogni passati.
Gli esempi di riutilizzo descritti all'interno del Capitolo I di questo lavoro, oltre ad assumere un valore culturale in relazione alla consolidata esperienza dell'archeologia industriale, assumono senza dubbio un forte carattere di innovazione, grazie al riutilizzo di un elemento funzionale, il serbatoio, costituito da forti caratteristiche tecnologiche. Il caso studio specifico, affrontato nella Tesi, è un manufatto dalle peculiari caratteristiche tecnologiche e formali, progettato e costruito da una delle più importanti figure dell'ingegneria italiana dello scorso secolo, ovvero Pier Luigi Nervi, con la sua impresa di costruzioni, la Nervi e Bartoli.
Il serbatoio pensile della Fiat da 2000 me di capacità, realizzato dal 1961 al 1963, diventa un caso di studio emblematico, se collocato nell'ambito di studio di analisi di tutto uno stabilimento industriale, quello di Mirafiori, composto da altre strutture rilevanti dal punto di vista tecnico-architettonico, progettate dallo stesso Nervi, come il Nuovo Ampliamento Nord e l'Ampliamento Officine Principali, realizzati durante la metà degli anni cinquanta, le cui vicende sono state esplorate all'interno del Capitolo III. Rispetto agli altri edifici industriali circostanti, tali strutture si caratterizzano per le particolari soluzioni costruttive adottate e l'arditezza stessa appartenente alla costruzione, parametri costantemente alla base della ricca produzione nerviana. Pur trattandosi di opere industriali e, di conseguenza, piuttosto trascurate dalla critica, esse rappresentano una rilevante testimonianza tanto dello sviluppo delle costruzioni nel dopoguerra, quanto del contributo apportato da Pier Luigi Nervi nel vasto panorama architettonico italiano degli anni cinquanta e sessanta.
«L'Italia del boom si riconosce nell'equazione ingegneria-architettura proposta da Nervi e la cultura occidentale scopre in Nervi il costruttore in grado di sublimare in termini formali il proprio modello di sviluppo che sembra trovare nell'Italia del cinquanta e del sessanta il simbolo di una saldatura tra umanesimo e nuovo capitalismo».
La presente indagine nasce da un'interessante esperienza di tirocinio svolta da giugno a dicembre 2011, presso l'Archivio Maire Tecnimont, con sede amministrativa a Milano, a capo di un Gruppo leader nell'Engineering & Main Contracting, attivo sul mercato nazionale ed internazionale nei settori: 0/7, Gas & Petrolchimico, Energia, Infrastrutture ed Ingegneria Civile e Costruzioni. Tale azienda vanta di competenze distintive nel licensing e IP (Intellectual Property), ed è tuttora attiva nel settore delle energie rinnovabili e si è affermata negli anni, con successo, grazie ad un forte orientamento alla tecnologia e alle avanzate competenze nei servizi di Project Management, Engineering, Procurement & Construction, applicate all'implementazione di progetti complessi in tutto il mondo.
La ricerca svolta nel corso del periodo di stage, costruita con il Prof. Carlo Olmo e coordinata dall'Archi. Michela Comba del Dipartimento di Progettazione Architettonica e Disegno Industriale della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, si pone, accanto agli obiettivi di studio e divulgazione, anche quello didattico e di crescita personale. L'obiettivo posto all'interno dell'attività condotta nei mesi, ha previsto il carotaggio e la sistemazione di alcune commesse storiche del Servizio Costruzioni e Impianti Fiat, conservate presso l'Archivio Karmak a Bruino, all'interno del progetto di valorizzazione dell'Archivio Disegni del fondo documentario degli uffici Progetti e Costruzioni ex Fiat Engineering. Tra i casi studio catalogati sono compresi il Palazzo delle Esposizioni di corso Massimo D'Azeglio (1947-1954), il Palazzo del Lavoro in Corso Unità d'Italia (1960-61), l'intervento all'interno dello stabilimento Fiat Mirafiori a Torino (1954-1955), con particolare attenzione al serbatoio pensile situato presso Mirafiori Sud (1961-1963), e lo stabilimento Cromodora di Venaria Reale (1966), oltre che numerose opere di altri importanti progettisti italiani fra cui Riccardo Morandi, Gino Valle, Franco Albini, e molti altri.
Lo sviluppo della catalogazione di tale Archivio prevede, attraverso la ricerca dei sopracitati progetti come di altri possibili lavori di Pier Luigi Nervi condotti negli anni per la Fiat, l'informatizzazione della documentazione che li riguardano e l'elaborazione di un modello di scheda più dettagliata, con voci diverse, più funzionale e coerente ad un libero ed efficace accesso ai documenti. L'Operazione Nervi ha dunque previsto l'analisi e lo studio dell'importanza dell'Archivio Disegni, come testimonianza di un modello imprenditoriale unico in Italia, che ha comportato, inoltre, la sua collaborazione con progettisti di indiscussa fama internazionale: una collaborazione che rimane, ad oggi, tesoro prezioso da rivelare sia al grande pubblico, ma anche a tutti gli studiosi del settore di certo non consapevoli della grande quantità di materiali inediti reperibili. Gli esiti della ricerca sono confluiti nella tappa torinese del mostra di Pier Luigi Nervi, Architettura come sfida, svoltasi di recente presso il salone C del complesso di Torino Esposizioni a Torino e in una pubblicazione monografica con materiali d'archivio, saggi critici e schede analitiche. Il nucleo centrale della mostra era costituito dall'esposizione, attraverso disegni d'archivio originali, modelli in scala ridotta e scenografiche riproduzioni fotografiche e video, di una selezione di dodici delle opere più celebri di Nervi, in Italia e nel mondo, definite come icone, dagli Hangars di Orbetello e Orvieto degli anni trenta, alla Cattedrale di St. Mary a San Francisco, alla Sala delle Udienze Pontificie e all'Ambasciata di Brasilia della fine degli anni sessanta, passando attraverso le opere olimpiche di Roma realizzate al termine degli anni cinquanta e quelle torinesi di Torino Esposizioni e del Palazzo del Lavoro.
Conseguentemente alla conoscenza acquisita attraverso lo stage, è stata svolta un'indagine relativa alla condizione degli archivi in Italia, procedendo attraverso un excursus dal 1980 al 2010, oggetto del Capitolo IV. Basta pensare al grande sviluppo urbano ed edilizio del Novecento che ha coinvolto l'intero territorio italiano per comprendere la corrispondente quantità di documentazione prodotta, archiviata e potenzialmente rintracciabile. Il corpus è, infatti, estremamente ricco e variegato: si va da fondi privati nel caso di archivi professionali di architetti o di archivi delle imprese coinvolte nei processi edilizi ed infrastrutturali o di natura pubblica quando vengono trattati archivi di ministeri e degli enti locali. Tale diversificazione e diffusione significano una grande ricchezza che, volendo, porterebbe a costruire un articolato archivio nazionale, diffuso nel territorio e caratterizzato dalle specificità dello stesso, ma comunque unificato in base a programmi comuni che tuttavia rispettano le singole individualità.
Le ricerche di carattere storico che formano la colonna vertebrale di tutta la Tesi sono state condotte attraverso l'analisi dei documenti consultati e conservati presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma e il MAXXI di Roma. Le carte consultate non rappresentano solo una fonte di un innegabile valore storico e documentario relativa alla figura di Pier Luigi Nervi, ma sono state sicuramente un elemento essenziale al fine di ricostruire l'iter progettuale che ha accompagnato i diversi progetti dei serbatoi interrati e sopraelevati, realizzati dagli anni trenta agli anni settanta, che hanno interessato tutta la carriera dell'ingegnere valtellinese, esplorati all'interno del Capitolo Il di questo lavoro. L'esplorazione delle cartelle d'archivio relative agli studi dei serbatoi ha costituito certamente la struttura più consistente della ricerca e, se da un lato è stato fondamentale per la comprensione del percorso relativo ai singoli progetti, dall'altro ha permesso di verificare in prima persona il rapporto che sussiste fra il calcolo, l'intuizione strutturale e la forma architettonica.
Parte integrante del Capitolo I è anche la descrizione delle principali caratteristiche tecniche e funzionali dei serbatoi sopraelevati. Sono state così illustrate, attraverso un itinerario cronologico, le principali opere realizzate nel mondo nel corso degli anni cinquanta del Novecento e che hanno letteralmente rivoluzionato il panorama delle grandi città europee e non solo. I serbatoi, vere e proprie icone degli anni cinquanta e sessanta, reclamano «la dichiarazione di uno stato di radicale novità, anche quando come nella maggior parte dei casi, questa novità consiste nella deliberata volontà di riallacciarsi all'autoctona tradizione di un vagheggiato passato remoto». All'interno dello stesso capitolo, è stato descritto, in via preliminare, lo scenario entro cui si collocano queste importanti opere realizzate, attraverso l'indagine del rapporto fra architettura e ingegneria e il contributo che la conoscenza strutturale della figura professionale dell'ingegnere ha prodotto negli anni cinquanta nell'oramai vastissimo panorama architettonico italiano. Il campo della costruzione di carattere industriale rappresenta indubbiamente il settore in cui la struttura in cemento armato viene per la prima volta lasciata a vista, priva di decorazioni, innescando un fervore generale intorno a queste opere di architettura.
Come chiaramente esplicitato nel Capitolo III, attraverso ardite soluzioni sia strutturali che formali e la completa padronanza del cemento armato, Nervi riesce a conferire alla struttura più semplice un grande effetto estetico, nonché di grande interesse per la società. L'approccio che egli utilizza è quello di riconoscere all'architettura la propria funzione comunicativa, attribuendo alla forma stessa il valore aggiunto di segni comunicativi anche ad un pubblico di non addetti ai lavori, al fine di poter essere simbolicamente riconosciuti.
«Nervi ha potuto compiere dietro lo scudo dell'estetica uno dei percorsi sperimentali più significativi della modernità. Assoggettando l'informe alla struttura, l'artificioso all'organico ha sviluppato una rigorosa geometria costruttiva capace di unire in una stessa avventura strutturale gli ideali elitari della cultura accademica e le aspettative più diffuse in materia di armonia».
Il successo delle proprie opere torinesi è dunque indiscutibilmente legato alla fama di innovatore della tecnica che Pier Luigi Nervi è stato abile a guadagnarsi durante la prima fase della sua carriera.
Questa Tesi mira a sottolineare, inoltre, come molti personaggi si siano interessati al lavoro dell'ingegnere valtellinese; le opere costruite a Mirafiori da Nervi, a soli pochi mesi dal completamento, accendono una grande popolarità in Europa e nel mondo, tanto da suscitare interesse anche dal punto di vista economico. La risonanza del serbatoio pensile, ad esempio, viene singolarmente dimostrata dal fatto che il 26 agosto del 1963, Betty Campbell della Cement and Concrete Association, richiede all'ingegnere italiano l'importo complessivo dei lavori per la realizzazione dell'opera, per poter comparare «un progetto interessante, rispetto ad uno tradizionale, quindi senza peculiarità estetiche».
Un'ulteriore testimonianza del successo delle opere è rappresentata dall'interessamento sorto dall'Union d'Entreprises de Constructions a seguito di un articolo relativo al serbatoio pubblicato su La Technique des Travaux, nell'aprile del 1964.
«Nous avons été très interéssés par un article paru dans la revue "LA TECHNIQUE DES TRAVAUX" de Mars-Avril 1964, concernant la construction d'un réservoir de 2000 me aux usines Fiat [...]. Or, dans l'un de ces pays, existe un projet de construction d'un réservoir de 1500 mc (hauteur 35 m environ) pour lequel un appel d'offres est ouvert avec échéance le 2 Décembre. Nous pensons qu'il serait intéressant de faire une proposition utilisant la technique que vous avez employée aux usines Fiat avec quelques modifications de détail destinées à simplifier l'ouvrage pour l'adapter aux besoins locaux et aux moyens dont on peut disposer sur piace».
L'impresa di costruzioni francese avrebbe voluto esportare la tecnica costruttiva impiegata da Nervi per il serbatoio di Torino, per la costruzione di manufatti analoghi in Africa Occidentale. Nonostante l'ingegnere si dimostrasse onorato della richiesta, si rivela piuttosto obiettivo circa la fattibilità dell'operazione in Africa, là dove non si disporrebbe di manodopera qualificata. Infatti, la stima provata da Pier Luigi Nervi nei confronti del proprio personale è dimostrata ancora una volta dalla risposta alla sua lettera dove egli affida il merito del buon esito dei lavori alla manodopera altamente qualificata e specializzata di cui egli dispone per la realizzazione e la messa in opera degli elementi prefabbricati.
L'obiettivo di questa Tesi non è stato dunque quello di una rilettura tecnica dell'architettura di Pier Luigi Nervi, seppur ancora parzialmente inesplorata, quanto piuttosto l'analisi e l'illustrazione dei caratteri salienti dei serbatoi che egli ebbe modo di progettare nell'arco della sua lunga carriera. Questo studio è da intendersi come un'opportunità di apprendimento circa le relazioni fondamentali che hanno determinato le alternative costruttive ideate da Nervi, la realizzazione dei propri manufatti e i criteri che hanno condotto alle scelte costruttive impiegate nelle sue strutture.
Questa Tesi ha dunque sia un valore documentativo che di ricerca. Oltre a riflettere sui criteri di intendere la monumentalità relativa ai serbatoi, trattati ed esplorati non solo dal punto di vista ingegneristico, apre altri fronti di analisi che anche recenti studi non hanno ancora esplicitato nella loro totalità data la complessità del tema in oggetto: i rapporti di Nervi consolidati con l'industria torinese, la forte notorietà e popolarità che i serbatoi idrici hanno a livello internazionale e di come l'ambito della storiografia dei serbatoi analizzata rimanga, ancor oggi, un oggetto inconsueto.
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