Strumenti e politiche per la valorizzazione delle Borgate rurali in territorio alpino: la misura 322 del PSR 2007-2013
Patrick Francou
Strumenti e politiche per la valorizzazione delle Borgate rurali in territorio alpino: la misura 322 del PSR 2007-2013.
Rel. Agata Spaziante, Federica Corrado. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
Imponenti mutazioni stanno oggi interessando il territorio alpino. Le montagne del Piemonte si sono confrontate nel secolo scorso con dinamiche sociali, economiche ed ambientali che ne hanno alterato la struttura, da tempo caratterizzata da uno straordinario equilibrio tra ambiente, risorse territoriali ed insediamenti. Si pensi innanzitutto alle criticità connesse al traffico, alla crescita urbana, al fenomeno dell'abbandono di grandi aree territoriali, alla polarizzazione turistica. Molte località fortemente abitate si sono progressivamente impoverite della presenza dell'uomo e numerose costruzioni private, pubbliche e di uso collettivo, sono state abbandonate o sotto utilizzate.
Oggi, si interpretano le Alpi e il loro mondo come patrimonio da salvaguardare e valorizzare, a partire dalla popolazione e dagli enti locali che, spesso, purtroppo, sono i primi a vedere il proprio territorio come limitante e poco attraente, oltre che problematico e inaccessibile, privandolo di una prospettiva di sviluppo per il futuro. Per continuare a essere risorsa, l'ambiente deve essere tenuto in modo adeguato e il suo valore si mantiene, cresce, si evolve nella continuità della trasformazione ma se si verifica l'abbandono, l'ambiente perde valore, si deteriora. Per evitare ciò, non bisogna proporre, con atteggiamento di nostalgia, attività della tradizione, ma pensare a nuovi modelli di sviluppo che possano essere anche economicamente autonomi con l'aiuto delle conoscenze ed esperienze di tutti i soggetti.
"Ridare slancio ai paesi" è una delle "azioni chiave" presentate dal Consiglio dell'Unione europea al fine di concretizzare le priorità comunitarie relative all'asse MI (decisione del Consiglio del 20 febbraio 2006 n.2006/144/CE) tramite "iniziative integrate che combinino diversificazione, creazione di imprese, investimenti nel patrimonio culturale, infrastrutture per i servizi locali e rinnovamento che possono contribuire a migliorare sia le prospettive economiche che la qualità della vita".
Il crescente rilievo della politica di sviluppo rurale sembra sollecitare il rafforzamento del modello di governance multilivello in quanto portatore di una maggiore capacità elaborativa/innovativa, sia in termini progettuali che attuativi, nonché di coinvolgimento ed integrazione interistituzionali.
(Brunori G., Di lacovo F., 2006)
Questo principio di sussidiarietà rientra nei concetti chiave promossi a livello comunitario ed è stato assunto in ambito nazionale sotto forma di nuove leggi, che trasferiscono il potere decisionale sul territorio alle istituzioni locali, più adatte a conoscerne risorse, potenzialità ed esigenze.
Forma e significato della tesi
Le ipotesi da cui parte il presente lavoro di ricerca riguardano il fatto che le Alpi possano essere viste sotto una nuova luce come "tenitori di progetto", un patrimonio di importanza cruciale per il Piemonte con il 45% del territorio classificato montano: un territorio fortemente caratterizzato da un sistema di valli alpine che convergono a ventaglio verso il cuore pianeggiante della regione. La tesi si organizza sostanzialmente in due parti: la prima riguarda il contesto alpino e la complessità di intervento sulle borgate storiche. Qualsiasi progetto finalizzato alla riqualificazione e alla valorizzazione di queste borgate, deve tenere conto delle specificità e delle potenzialità endogene, inoltre si deve fare carico della "fragilità" strutturale di questi territori, fragilità innanzitutto economica dovuta a fenomeni di abbandono e alla progressiva marginalizzazione dei sistemi produttivi tradizionali legati all'agricoltura e difficilmente riproducibili e proponibili alle nuove generazioni negli stessi termini.
Nella seconda parte viene introdotto il tema dello Sviluppo Rurale sottolineandone l'importanza nell'UE e la consapevolezza della necessità di mettere in relazione il livello locale a quello globale. Quindi, dopo un breve excursus storico viene presentato il panorama attuale delle politiche di SR e vengono analizzati gli elementi innovativi della programmazione 2007-2013. L' attenzione viene focalizzata sullo studio della Misura 322 del PSR - sviluppo e rinnovamento dei villaggi - di cui ho evidenziato gli obiettivi e le linee guida per poter analizzare un caso studio di riqualificazione di due borgate, Argiassera e Richettera ( Bussoleno), e candidate al PSR 2007-2013. Posso quindi affermare di aver affrontato il problema dello sviluppo e della riqualificazione delle borgate storiche alpine, inizialmente in maniera analitica, studiando il problema a livello teorico, e successivamente attraverso un caso studio, così da poter avere un riscontro sulle modalità con cui l'urbanistica descrive questo fenomeno attraverso l'applicazione dei suoi strumenti e la conseguente traduzione a livello normativo.
La scelta dell'argomento
Questo lavoro di ricerca ha origine dall'esigenza di approfondire la conoscenza e identificare strategie comuni sul tema del recupero e dello sviluppo delle borgate storiche alpine. Il tema del riuso degli edifici rurali occupa un posto non secondario all'interno delle politiche per la montagna. Non si tratta solo del destino di molti edifici, ma anche del rapporto con il passato rurale della montagna e la direzione che si va ad imprimere al suo sviluppo futuro.
Questo contesto è veramente ancora fermo alle immagini dello spopolamento e dell'abbandono, oppure si sta muovendo verso altre direzioni? A cosa è legata oggi l'immagine delle borgate alpine?
Per invertire le tendenze negative come il declino economico, il forte invecchiamento della popolazione, l'abbandono delle borgate, la diminuzione delle attività culturali e il decadimento degli edifici, servono obiettivi e misure complesse. Obiettivi dei quali ormai da diversi anni si sta parlando: organismi nazionali ed internazionali si stanno muovendo fervidamente per la promozione di uno sviluppo alpino sostenibile.
Come intervengono i Programmi di Sviluppo Rurale? Con quali obiettivi? Quanto le parole corrispondono ai fatti? Quanto la retorica si traduce in azione?
Ipotesi di partenza → Necessità di migliorare la qualit6à della vita nelle aree rurali con progetti mirati a rivitalizzare e valorizzare le borgate alpine a forte rischio di abbandono → Una nuova visione delle borgate come “territorio di progetto”
Parte 1:
Ob. Specifico = indagine sulle forme di aggregazione degli insediamenti e sui caratteri architettonici ricorrenti delle tipologie edilizie.
Ob. specifico = definizione di regole filologiche del territorio “conservato” in merito agli aspetti del recupero e della rifunzionalizzazione.
Parte 2:
Ob. Specifico = studiare tramite quali strumenti vengono gestiti gli Orientamenti Strategici Comunitari a “livello locale”.
Ob. Specifico = tramite un caso studio verificare l'efficienza del PSR nell'interpretare e soddisfare i fabbisogni delle borgate rurali con progetti mirati allo sviluppo locale e alle potenzialità endogene.
Obiettivo generale → Capire come sia possibile dare concretezza ad una serie di interessanti proposte atte a conservare e valorizzare il territorio rurale, in particolare le borgate antiche di montagna, da considerarsi non ai margini dell'urbano ma con una propria identità.
Relatori
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