Torino e l'esperienza igienista : il caso di San Salvario tra il 1850 e il 1915
Andrea De Amicis
Torino e l'esperienza igienista : il caso di San Salvario tra il 1850 e il 1915.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Con questa argomentazione intendo puntualizzare la situazione igienico-sanitaria di Torino negli ultimi decenni dell'Ottocento fino ai primi anni del Novecento. Ho analizzato le varie discussioni e questioni municipali che hanno portato alla creazione della fognatura di Torino, dell'acquedotto e del Villino Ingegneria Sanitaria quale esempio di casa salubre ed estremamente funzionale. Ho affrontato e messo in relazione ad un caso studio, come può essere quello del borgo San Salvano, quartiere del capoluogo piemontese, sviluppatosi tra la prima metà dell'Ottocento ed inizio Novecento, che vede, nel suo disegno urbano e nelle nuove strutture architettoniche, realizzate le profonde innovazioni dettate dalle esigenze funzionali e politiche igienico-sanitarie dell'epoca.
L'utopia igienista che viveva della grande illusione di un mondo sano ed ordinato, riuscirà ad insidiarsi nelle problematiche e nei contesti politici, in particolar modo sotto i governi Depretis (1876-1878; 1878-1879 e 1881-1887) e Crispi (1887-1889 e 1889-1891).
L'ideologia igienista nasce con l'esigenza di dover risolvere i gravi problemi di mala salubrità che le città italiane, mentre si apprestavano a diventare grandi centri industriali, come accadrà per Torino, furono costrette ad affrontare in quegli anni.
Nasceranno e si conosceranno grandi tecnici che seguiranno con dedizione le politiche igienico-sanitarie: parliamo delle figure professionali specialiste come l'ingegnere sanitario e il medico igienista. Queste figure furono di enorme importanza nella previsione di progettare grandi opere igienico-infrastrutturali, che non potevano essere affidate a funzionari o ad addetti non specializzati in tali questioni e che non conoscevano gli aspetti prettamente tecnici del nuovo campo di studio.
Divenne, di conseguenza, indispensabile l'introduzione di queste nuove materie all'interno di corsi specifici delle Scuole d'Applicazione degli Ingegneri. Il tutto risultò collegato al grande progresso tecnologico che, a sua volta, avrebbe favorito ogni tipo di specializzazione e garantito una manodopera notevolmente più preparata e competente.
Nacquero delle riviste con il compito di diffondere la politica e il pensiero igienista oltre che a informare gli addetti delle nuove tecniche e innovazioni apportate in questo campo.
Furono istituiti nuovi settori amministrativi come l'Ufficio d'Igiene, che ebbe la funzione di gestire le attività tecniche e di sensibilizzare la società a salvaguardare la propria salute e quella degli altri.
Nel voler sottolineare il legame che può esserci in questi anni tra igienismo, disegno urbano e tipologie architettoniche, appare indispensabile affrontare anche un'analisi storica, per studiare lo sviluppo urbanistico e territoriale di Torino e, successivamente, una parte di questa. Ho messo in risalto gli aspetti legati alle direttive igieniste osservando il mutamento urbano di capoluogo piemontese, soffermandomi in particolar modo ad esaminare le tappe che hanno portato dal 1850 al disegno (e alla realizzazione) del nuovo quartiere di San Salvano, quindi, gli aspetti connessi alla creazione della fognatura pubblica e gli allacci a quella di tipo domestica.
Nel dare concretezza al pensiero igienista, anche in campo architettonico, si è analizzato il Villino ingegneria Sanitaria, prototipo di abitazione salubre, progettato e realizzato dall'Ing. Francesco Corradini, il quale progetto è stato fonte di ispirazione nello studio dei disegni e nell'osservazione delle tipologie architettoniche del borgo San Salvario.
Relatori
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