Solar Cooling Tecnologie per il raffrescamento solare passivo ed attivo
Elisa Valentina Danzero
Solar Cooling Tecnologie per il raffrescamento solare passivo ed attivo.
Rel. Orio De Paoli, Elena Piera Montacchini, Danila Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2010
Abstract
Come è ben noto, la continua immissione nell'atmosfera terrestre dei gas serra, tra i quali annoveriamo il vapore acqueo(H2O), il biossido di carbonio(CO2), l'ossido di di azoto(N2O), il metano(CH4) e l'ozono(O3), hanno incrementato esponenzialmente la naturale azione dell'effetto serra inducendo ad un surriscaldamento globale in costante crescita. L'aumento più significativo del fenomeno è connesso alla produzione di anidride carbonica (circa l'80%): analizzando quindi quello che è il panorama dei settori implicati nella produzione di CO2, notiamo come vi sia un'importante percentuale, intorno al 51%, relativa al campo edile.
L'emissione di CO2 nel suddetto settore è dovuta dalla produzione dei materiali impiegati nella costruzione, la realizzazione dell'oggetto architettonico e, soprattutto, da una scorretta gestione energetica residenziale.
Il protocollo di Kyòto, entrato in vigore con la ratifica da parte della Russia dal 16 febbraio 2005, prevede l'obbligo, da parte dei paesi industrializzati, di ridurre le emissioni di elementi inquinanti quali: biossido di carbonio, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo. Tale riduzione è prevista in misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 e da effettuare nel periodo compreso tra il 2008 ed il 2012. L'Italia, in particolare, si è impegnata a ridurre le proprie emissioni del 6,3% entro il 2012, con scarsi risultati, visto che sono invece sensibilmente aumentate, tanto che è necessario abbattere il 15% delle attuali emissioni entro il 2012.Dal punto di vista legislativo, il trattato è stato recepito a livello europeo con la direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, dove vengono dettati i parametri per la legislazione nazionale, ed in Italia con il D.Lgs.n.192/2005 e le relative modifiche del D.Lgs.n.311/2007: si tratta di provvedimenti di indubbia utilità, ma che limitano l'attenzione al solo riscaldamento invernale, non prendendo in considerazione l'importante contributo ai danni dell'atmosfera dato dal rinfrescamento estivo. Siamo quindi rivolti a progettare secondo una tipologia architettonica specifica per la riduzione dei consumi dovuta al riscaldamento ed ovviando alle problematiche relative al periodo estivo solo dal punto di vista tecnologico. Ad oggi, la tecnologia maggiormente utilizzata per il rinfrescamento degli ambienti, si basa sul ciclo di compressione a vapore e l'uso di fluidi frigorigeni.
Relatori
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