Percorsi di mobilità sostenibili lungo le valli dei fiumi Simeto e Salso : ipotesi di recupero come greenway della linea ferroviaria dismessa "Motta S. Anastasia-Regalbuto"
Antonio Caruso, Alessandro Napoli
Percorsi di mobilità sostenibili lungo le valli dei fiumi Simeto e Salso : ipotesi di recupero come greenway della linea ferroviaria dismessa "Motta S. Anastasia-Regalbuto".
Rel. Elena Vigliocco, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2010
Abstract
La presente tesi di laurea ipotizza il recupero e riuso come greenway della linea ferroviaria dismessa "Motta S. Anastasia - Regalbuto" sita in Sicilia tra le provincie di Catania ed Enna.
L'idea progettuale prende spunto, innanzitutto, dalla constatazione dell'interesse che la Regione Siciliana sta esprimendo fin dal 2003' per questa modalità di recupero del cospicuo patrimonio regionale di ferrovie ormai dismesse, con l'obiettivo di realizzare una rete di infrastrutture viarie dedicate alla cosiddetta mobilità dolce.
La Regione Siciliana, infatti, nel 2004 con il Progetto Revermed, ha tracciato le linee guida per la realizzazione di una "rete di percorsi verdi dedicata alla mobilità non motorizzata" nelle quali si prevedeva, tra l'altro, anche il recupero come greenway della quasi globalità delle ferrovie dismesse, o in via di dismissione, ricadenti sul territorio regionale. Nel 2006, quindi, questo progetto è stato recepito dalla legislazione regionale attraverso il Piano della mobilità non motorizzata in Sicilia.
Le indicazioni del Piano, quindi, sono state recepite o sono in corso di recepimento da parte degli Enti Locali, in particolare dalle Provincie, che stanno procedendo alle redazione dei Piani Territoriali, cui i Comuni dovranno poi adeguare i propri strumenti urbanistici.
Negli ultimi anni, inoltre, anche le Ferrovie dello Stato stanno mostrando un notevole interesse verso il recupero come greenways del notevole patrimonio di linee ferroviarie dismesse o in corso di dismissione, in quanto questo, ormai, si è affermato come il modo migliore per la loro valorizzazione. In particolare, poiché la Sicilia è, fra le regioni italiane, quella col maggior numero di linee dismesse, le FS hanno sviluppato insieme all'Associazione Italiana Greenway e al Dipartimento Regionale ai Trasporti, una serie di studi volti alla verifica della fattibilità del recupero come greenway della quasi totalità delle linee dismesse.
Al giorno d'oggi nell'Isola esiste un patrimonio di oltre 600 Km di tracciati ferroviari ormai dismessi o in corso di dismissione, che attraverso interventi di recupero relativamente semplici, nelle ipotesi del Piano dovrebbero essere convertiti in greenways e collegati con altri percorsi lungo gli argini dei fiumi, le regie trazzere e la viabilità lungo le foreste demaniali, per la creazione di una rete di percorsi per la mobilità non motorizzata ed eco-sostenibile.
Questo lavoro, quindi, partendo dall'importanza della valorizzazione del patrimonio culturale e materiale della linea ferroviaria Motta S. Anastasia -Regalbuto, sviluppa un tema progettuale che, come accennato, trova ampio riscontro negli strumenti attualmente vigenti di programmazione dello sviluppo territoriale siciliano. L'ipotesi progettuale viene, quindi, sviluppata nella forma di un masterplan, prevedendo sia gli interventi per la trasformazione del percorso ferroviario in greenwqy, sia le modalità per il recupero dei beni immobili.
Il piano di definizione della "Greenway dei Due Fiumi" ha avuto come presupposto, innanzitutto, la realizzazione di un percorso verde lungo i due corridoi fluviali del Simeto e del Salso, col fine di creare un itinerario dedicato alla mobilità non motorizzata che permettesse sia la fruizione di queste aree di particolare pregio naturalistico, che il collegamento reciproco di particolari emergenze paesaggistiche e monumentali presenti nel territorio attraversato dalla linea. Per questo motivo, quindi, nella redazione del masterplan si è prestata particolare attenzione allo studio e alla valutazione delle peculiarità territoriali e del rapporto dell'opera con le ipotesi e i programmi esistenti per lo sviluppo economico ed ambientale.
Relatori
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