Il Castello di Castellero (AT): studi per la rifunzionalizzazione
Federica Macario
Il Castello di Castellero (AT): studi per la rifunzionalizzazione.
Rel. Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Obiettivo della presente tesi è la formulazione di un progetto che miri alla conservazione e alla valorizzazione del Castello di Castellero, un bene di grande interesse ma, allo stesso tempo, poco conosciuto, situato m provincia di Asti.
La storia del Comune di Castellero fu sempre strettamente legata alle vicende che coinvolsero il suo castello; infatti, il toponimo continua la voce latina castellarius, derivato da castellimi, diminutivo latino di castrimi, fortezza o campo munito. Sulla sommità di quella che oggi è la collina di Castellero, sorse intorno al XII secolo un piccolo nucleo fortificato dotato di torre di guardia. Col passare del tempo il complesso si ampliò e, quando la funzione difensiva venne meno, il castello assunse sempre più l'aspetto di una residenza signorile, la quale, dopo numerose vicende, raggiunse la configurazione attuale. In disuso dalla metà del Novecento, dopo esser stato spogliato di tutto ciò che poteva essere commercializzato, l' edificio si trova ormai da molti anni in stato di abbandono.
Innanzitutto è stata condotta un'analisi territoriale per poter inquadrare spazialmente l' edificio, cui è seguita la fase di ricerca storica, la quale ha richiesto un elevato impegno a causa della scarsità di documenti reperibili. Le fonti utilizzate per tale analisi sono state tratte dall'Archivio di Stato di Asti e da quello di Torino, dall'Archivio Storico dì Asti, dall'Archivio comunale e da quello parrocchiale di Castellero, dalla Biblioteca del Seminario vescovile di Asti, e da altre biblioteche di Asti e di Torino.
Contemporaneamente all'analisi storica, è stato effettuato il rilievo, al fine di correggere e integrare l'ultimo rilievo esistente dell'edificio. Durante questa fase sono state acquisite numerose informazioni relative alla fabbrica: dati geometrici, metrici e materici, che sono confluiti in numerosi elaborati grafici. A supporto del rilievo sono stati realizzati anche i raddrizzamenti fotografici di tutti i fronti del castello, sia quelli verso il parco che verso il cortile interno.
Le informazioni ottenute da queste indagini si sono rivelate utili alla formulazione della successiva fase di analisi inerente alle stratificazioni costruttive, in modo da dare in parte risposta ai dubbi relativi alle fasi di ampliamento e trasformazione cui il castello è stato oggetto nel tempo.
Avendo quale fine il riuso del fabbricato, è stata approfondita l'analisi dei locali che lo compongono, sia dal punto di vista degli elementi costitutivi, che del loro stato di conservazione, mediante la realizzazione di apposite schede di censimento relative ad ogni ambiente.
Tale percorso di conoscenza ha portato a definire un progetto di rifunzionalizzazione avente come elemento cardine la conservazione spaziale, strutturale e morfologica dell'edificio attraverso opere strettamente conservative e una limitata serie di azioni dì restauro ritenute necessarie al nuovo uso. Questo castello, come tanti altri, fa parte del patrimonio castellano astigiano e, proprio perché qualificante il paesaggio, è opportuno che venga salvaguardato e rivalutato. A questo scopo, viene ipotizzato un uso pubblico del bene, che avrebbe così la possibilità di inserirsi in una visuale di recupero più ampia, non puntiforme, estesa al coinvolgimento in un discorso unitario anche dei centri limitrofi, nel tentativo di individuare strategie comuni, evitando di frammentare gli interventi e facendoli confluire in un'unica pianificazione che metta insieme turismo, cultura ed economia, e che sia finalizzata a migliorare e arricchire un vasto bacino di utenza, non solo quello del paese di Castellero.
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