Atene: il valore dell'impianto urbanistico neoclassico e il dato dell'edilizia minore
Mara Raffaghello
Atene: il valore dell'impianto urbanistico neoclassico e il dato dell'edilizia minore.
Rel. Giovanni Maria Lupo . Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2010
Abstract
La "vecchia Atene" è rimasta quasi invariata fino ai giorni nostri. Numerose, nel corso del tempo, sono state le proposte e le realizzazioni, soprattutto per le aree archeologiche, i quartieri di Plaka e Monastiraki. Anche se numerose proposte hanno previsto la creazione di nuovi assi di comunicazione che tagliano il centro, aumentando il traffico in quelle stesse zone, oggi l'interesse sembra spostarsi verso la valorizzazione, la conservazione e il restauro del centro storico. "Qui è impressa la storia di tre millenni, dall'antichità, dai tempi dei Romani, da Bisanzio e dalla Turcocrazia fino agli anni più recenti. Qui sono rappresentate l'architettura e l'urbanistica popolare, con Plaka e le sue estensioni.
Inoltre qui si manifestano le correnti europee del neoclassicismo e dell'architettura monumentale del XIX secolo
Nel 2006 inizia, da parte del Ministero PE.XO.DE., la creazione di una banca dati con tutti gli edifici e gli insediamenti tradizionali sottoposti a tutela dello Stato, oggi consultabile attraverso il sito internet del ministero (http://estia.minenv.gr): gli edifici catalogati sono, fino ad ora, più di 10000 e gli insediamenti tradizionali più di 800, di cui quasi 3000 nel Municipio di Atene.
Approfondiremo in seguito il caso di Psyrri (che annovera più di 200 edifici tutelati), quartiere del Centro Storico di Atene che, nella sua storia lunga parecchi secoli (dall'epoca ellenistica), è sempre stato densamente popolato, con una prevalenza del carattere manifatturiero, ulteriormente rafforzatosi dopo il 1922 con l'afflusso dei profughi dell'Asia Minore, soprattutto nei settori del pellame e delle calzature, e noto per le sue taverne dalle illustri frequentazioni e i caffè dei vecchi Ateniesi. Nella seconda metà del '900, con l'aumento del bisogno alloggiativo e la carenza di controlli sulle speculazioni edilizie, hanno luogo numerose demolizioni e nuove edificazioni di palazzoni in cemento armato, a scapito della qualità della vita e dei bisogni dei residenti del quartiere. Si è assistito, quindi, allo spopolamento di Psyrri, all'abbandono delle abitazioni, più che mai prede dell'incuria, e all'arrivo di una nuova tipologia di "residenti": immigrati pakistani e cinesi, da un lato, e indigenti, senzatetto e tossicodipendenti, dall'altro, che vanno ad occupare più o meno legalmente gli edifici ormai vuoti, gli spazi liberi delle strade e delle piazze. Restano le attività manifatturiere e commerciali ad esse collegate (anche se in misura minore) e le attività ricreative (soprattutto notturne). Molti uffici, studi di architettura, gallerie e laboratori artistici si insediano nelle vecchie residenze ristrutturate. L'interesse che suscita Psyrri riguarda essenzialmente due fattori: il binomio del suo disegno urbanistico, con le strade strette e tortuose dell'epoca turca nella parte più antica del quartiere e il successo del piano Kleanthis-Schaubert nella parte più recente (la zona di piazza Eleftherias, o Koumoundourou), e il suo carattere architettonico, con edifici di diversi periodi (neoclassici, o meglio del Classicismo Popolare, eclettici e del periodo tra le due Guerre) che sono stati classificati come beni sottoposti a tutela dello Stato.
Relatori
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