La tesi propone lo studio delle testimonianze fisiche di due linee, una ferroviaria (la Biella-Santhià) e una tramviaria (la Biella-Balma), con tre obiettivi principali:
- in primo luogo quello di far emergere il legame tra la rete ferroviaria biellese, l'industria laniera, gli stabilimenti idroterapici e i percorsi di fede del Biellese (i santuari di Oropa, Graglia e Andorno), illustrando le connessioni stabilite tra tracciati e siti di ogni categoria, ottenendo un quadro di unione che funga da "racconto del territorio";
- in secondo luogo, quello di mostrare come la linea Biella-Santhià costituisca oggi, come al tempo dell'inaugurazione, un'infrastruttura necessaria e vitale per la città di Biella, voluta dalla classe imprenditoriale ottocentesca per scongiurare l'isolamento della provincia che, tuttora, talvolta è avvertito. In particolare, si è cercato di analizzare la storia della linea, puntando l'attenzione al dibattito sui temi tecnici e progettuali che interessarono gli ingegneri e le amministrazioni preposte durante la costruzione del tracciato;
- in terzo luogo favorire la conoscenza di quella "architettura ferroviaria" piemontese oggi raramente valorizzata, se non dimenticata, ma che fu senz'altro uno dei temi compresi nel panorama ferroviario sabaudo, in particolare di prima fondazione, e che meriterebbe maggiore tutela e conservazione. La Biella-Santhià, infatti, compare tra le prime linee inaugurate in quel Piemonte sabaudo che pativa il confronto commerciale con Francia e Inghilterra.