Paesaggio immaginato : il Parco Agronaturale della Dora : sistema di regimazione delle acque sul fiume Dora
Enrico Biolato
Paesaggio immaginato : il Parco Agronaturale della Dora : sistema di regimazione delle acque sul fiume Dora.
Rel. Francesca Bagliani, Stefano Ferrari, Cristina Gragnolati. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione Di Giardini, Parchi E Paesaggio, 2010
Abstract
[ ] A causa degli errori passati il nostro paese sta lentamente prendendo coscienza dell'unicità del nostro territorio e della necessità di salvaguardarlo e promuoverlo anche all'estero. L'opinione pubblica si sta rendendo conto soltanto adesso dei pesanti costi causati dal consumo del territorio: soltanto da pochi anni il tema del consumo del territorio è preso in considerazione da qualche amministrazione lungimirante. Se da una parte gli sforzi sono mirati a far sì che lo sviluppo economico sia coniugato a quello ecologico-paesaggistico (V.I.A, V.A.S, Piani paesaggistici regionali, osservatori del paesaggio, ecc...), dall'altra parte bisogna porre rimedio ai danni creati in passato. A tale fine si sono moltiplicati negli ultimi anni gli interventi di riduzione dell'impatto ambientale nelle opere già esistenti (come autostrade e ferrovie), e di rinaturalizzazione di spazi marginali a fini di miglioramento dell'ecosistema antropizzato.
Un settore che attualmente sta avendo una notevole attenzione da parte dell'amministrazione pubblica riguarda le opere di regimazione idraulica dei corsi d'acqua, che spesso sono stati imbrigliati nei piani di ampliamento delle città con effetti a volte catastrofici in eventi di piena.
[ ] Il sistema-fiume è un ambiente di rilevante importanza poiché in esso si incrociano necessità sia ecologiche, a causa della biodiversità più elevata lungo le sponde, sia antropiche, riguardanti non solo la sicurezza (da ondate di piena) ma anche lo svago della popolazione. Le casse di espansione sono progettate in luoghi a monte dei nuclei urbani, e spesso la vicinanza alla città è tale da poterne permettere la fruizione qualora venisse previsto non solo un fine tecnico, ma anche naturalistico-ricreazionale. Considerate le dimensioni di queste opere, la soluzione progettuale solitamente prevede vari aspetti al fine di ottenere un paesaggio eterogeneo e più gradevole: si avranno così zone più naturaliformi (non naturali in quanto comunque artificiali) con prospicienti finalità ecologiche, altre più antropizzate a fini agricoli o di fruizione. Inoltre la creazione di sistemi di regimazione dei corsi d'acqua prevede una necessaria manutenzione e un controllo del territorio al fine di evitare dissesti nell'opera che possano pregiudicarne l'operatività. [ ] Si può quindi affermare che i bacini laminazione delle piene si prestano per l'utilizzazione a fini di fruizione, sebbene sia necessaria una maggior cura nei confronti della sicurezza delle persone e del sistema di casse di espansione. La maggior utilizzazione da parte del pubblico di queste aree, od almeno di parte di esse, presuppone un maggior impegno economico da parte dell'ente pubblico, che comunque deve garantire la sicurezza e i servizi minimi. Infine si segnala la possibilità non trascurabile di utilizzare gli invasi come serbatoi di acqua irrigua e contemporaneamente la possibilità di utilizzo idroelettrico delle portate. Anche queste utilizzazioni devono tuttavia essere coniugate con la fruibilità da parte del pubblico.
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