[...] High Bridge, il ponte facente parte del primo acquedotto di NYC (1842) che è sempre stato pedonale fino alla chiusura negli anni'80 del novecento, si appoggia sull'omonimo parco sulle rive dell'Harlem River, che si divide tra Washington Heights (Manhattan) e Highbridge (The Bronx) e, nelle visioni dell'organizzazione del concorso, ne diventa elemento connettivo. L'organizzazione del concorso lascia ai partecipanti completata libertà a livello di programma e di occupazione del territorio: il tema generale è un centro d'arte vincolato al Bronx Museum of Modern Art e a Artist Unite, un'organizzazione di artisti di Washington Heights cui manca la sede, ma le funzioni specifiche da inserire, i metri quadri necessari, così come il dove intervenire, sono scelte lasciate ai progettisti con delle indicazioni di massima.
Questa condizione è ottimale per esprimere le proprie idee progettuali, ma rende necessario crearsi dei vincoli cui ancorarsi: abbiamo deciso di utilizzare i junkspace di cui l'area è ricca limitandoci il campo d'intervento, oltre a costruire sul ponte, elemento fulcro dell'area e del progetto.
Dal punto di vista operativo, il lavoro è stato suddiviso in tre parti, funzionali prima al concorso, poi al sopralluogo e infine alla discesa ad una scala architettonica di parte del progetto.
Inizialmente è stato analizzato il contesto dal punto di vista urbanistico e sociologico, ed è stato redatto un progetto ad ampia scala che coinvolge l'intera area e copre le esigenze richieste dal bando. L'analisi è stata in seguito approfondita in previsione del sopralluogo sull'area, nel quale effettuare delle verifiche e constatazioni più che una vera e propria ricerca.
L'ultima fase è stata una revisione delle precedenti alla luce di quanto osservato in situ seguita da una maggiore definizione dell'intervento sul ponte.