Risanamento e trasformazione urbana nelle città storiche piemontesi nel XIX secolo
Maria Desi Durbano
Risanamento e trasformazione urbana nelle città storiche piemontesi nel XIX secolo.
Rel. Mauro Volpiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2010
Abstract
Nel corso dell'Ottocento il volto delle città piemontesi è modificato da interventi che si propongono di adeguare il costruito alle nuove esigenze che si evidenziano nel corso del secolo. Queste operazioni si configurano essenzialmente come ampliamenti e come trasformazioni del nucleo consolidato; rispetto a queste ultime, molte sono le cause che hanno portato alla stesura di piani che prevedono la modifica del costruito, e non sempre i risultati rappresentano la soluzione ai problemi che hanno originato le riforme.
Questo elaborato si propone di indagare sulle motivazioni che sono alla base degli interventi più significativi, contestualizzando il panorama piemontese all'interno del contesto europeo e italiano. In questa prima parte di analisi, l'attenzione è rivolta non tanto ai singoli casi presentati, quanto alla visione critica che di questi viene data dalla storiografia contemporanea. Le vicende delle principali città sono quindi considerate da differenti punti di vista, a seconda dell'interpretazione offerta dai diversi autori: economico, sociale, legislativo, urbanistico, architettonico e sanitario. Per quanto riguarda il quadro europeo, sono prese in considerazione le principali città capitali oggetto di interventi di riassetto interno: Parigi, Londra, Bruxelles, Barcellona e Vienna. In Italia, l'osservazione dei cambiamenti riferiti ai nuclei storici delle città si concentra fondamentalmente su Roma, Milano, Napoli e Firenze, con un'attenzione particolare alla normativa successiva all'unità d'Italia, con l'introduzione del concetto di Piano Regolatore.
Successivamente ci si introduce all'interno dell'esperienza piemontese, esaminando in primo luogo gli episodi occorsi nella capitale del Regno Sardo, Torino. Anche in questo caso la vasta storiografia permette di considerare le vicende della città secondo i diversi aspetti, descrivendo i fattori che hanno portato alla realizzazione di interventi importanti quali la creazione di via Pietro Micca e di via IV Marzo.
Lo scenario piemontese viene poi completato indagando le esperienze delle principali città del Regno Sardo, comprese Genova, Aosta e Cagliari, che hanno subito il progetto, o talvolta anche la realizzazione, di operazioni di revisione dell'abitato.
Lo studio di tali vicende viene effettuato in un arco di tempo che va, a seconda dei casi, dalla fine del Settecento ai primi anni del Novecento, cercando di mettere in evidenza i fattori che caratterizzano le diverse epoche. Per quanto riguarda il contesto europeo, le esperienze sono suddivise tra quelle attinenti il periodo napoleonico e la Restaurazione e quelle riferite alla seconda metà del XIX secolo. Il quadro italiano è, invece, analizzato prendendo in considerazione separatamente il periodo francese, l'età preunitaria e quella postunitaria, quest'ultima particolarmente importante in quanto introduce il concetto di 'risanamento'.
A conclusione di questa indagine viene proposto lo studio di due casi paradigmatici dell'esperienza piemontese; il «Piano Topografico per gli abbellimenti della Città di Saluzzo» del 1827 e il «Piano Regolatore e di Ampliamento della Città di Biella» del 1873.
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