Salvaguardia e sostenibilità per un villaggio d'alta montagna
Erika Favre
Salvaguardia e sostenibilità per un villaggio d'alta montagna.
Rel. Roberto Pagani. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009
Abstract
Introduzione
Architettura rurale e paesaggio, sintesi ed equilibrio tra costruito e natura, sono beni ricchi di valore storico, culturale ed ambientale, documenti di un territorio in lenta ed inarrestabile trasformazione che necessitano un'accurata opera di conservazione e salvaguardia.
Il naturale rapporto tra dimore tradizionali e paesaggio caratterizza la Valle d'Aosta, ricca di esempi di architettura rurale nata in relazione alle esigenze dell'uomo e dell'ambiente, caratterizzata da un'apparente spontaneità che è invece il prodotto, in ogni luogo, di secoli di prove ed adattamenti, esaltazione di legami tra tecniche costruttive, materiali e paesaggio.
La Valle di Gressoney (in specifico Gressoney La Trinité e Gressoney Saint Jean come realtà a me più vicine) è caratterizzata dalla presenza di architetture ed insediamenti walser, grandi esempi di case e villaggi rurali, frutto di un determinato contesto socio-economico e culturale, testimonianza di un passato di cui ci parlano e peculiarità del paesaggio di cui sono parte.
La prima esigenza è quella di conservare e valorizzare le architetture tradizionali ed il paesaggio, consapevoli del fatto che il non intervento porti, in molti casi, alla perdita di una testimonianza ed al degrado del paesaggio culturale caratteristico dei nostri luoghi.
Il seguente lavoro, relativo al villaggio di Hobalté, insediamento walser sito nel comune di Gressoney Saint Jean, nasce da questa consapevolezza e quindi da un lato l'intento principale è quello di CONSERVARE; allo stesso tempo è forte la necessità di riuscire, attraverso una rispettosa RIFUNZIONALIZZAZIONE legata al contesto, a valorizzare esistente, pensando che un uso attivo e rispettoso di questi edifici tradizionali, sia fondamentale per evitare una statica e passiva musealizzazione di essi. Bisogna far si che il patrimonio rurale riesca a emergere con un nuovo ruolo attivo, cercando di risolvere le difficoltà presenti nel tradurre antichi modelli in nuovi progetti che si adeguino al "vivere contemporaneo", offrendo la possibilità di essere nuovamente usufruibile ed in questo modo osservato, conosciuto e conservato; in quest'ottica sono state mantenute nel progetto del villaggio alcune destinazioni d'uso originarie e ne sono state introdotte di nuove che ben si adattano e valorizzano l'insediamento, senza negarne specificità e valori.
La sfida più stimolante che ha fatto nascere e sviluppare questo lavoro è stata quella di riuscire a conciliare la storia ripercorribile attraverso gli edifici storici ed i concetti attuali di sostenibilità ed ecologia; partendo da alcune premesse per un costruire ecologico già presenti nelle case rurali, sono state risolte alcune problematiche relative ai vincoli posti dalla necessità di salvaguardare il valore storico e paesaggistico ed altre relative alla limitata predisposizione ad utilizzare il sole come fonte di energia.
Obiettivo principale è quello di riuscire ad individuare mirate azioni di recupero ecosostenibile, quindi soluzioni tecnologiche ottimali, che rispondano al meglio ai principi della sostenibilità.
E' quindi necessario puntare al massimo comfort abitativo ed al risparmio energetico, nel rispetto delle strutture, dei particolari costruttivi e dei materiali tradizionali, nel mantenimento del loro significato architettonico originario,cercando di trovare soluzioni a basso impatto ambientale e tenendo conto della fattibilità delle opere.
Rilevante è il tema dell'integrazione della "tecnologia" sulla preesistenza, ed è indispensabile un approccio progettuale che preveda l'uso di tecnologie innovative appropriate anche a conservare il rapporto di continuità con la tradizione costruttiva locale, garantendo il rispetto del genius loci.
Il lavoro cerca di individuare nel villaggio oggetto di intervento le azioni di recupero che rispondono a varie esigenze, si applicano a componenti diverse dell'edificio e a destinazioni d'uso diversificate nel contesto dell'architettura rurale walser; il mio intento è quello di far sì che questo progetto non sia fine a se stesso, ma che possa offrire la possibilità di trasporre queste riflessioni in interventi analoghi.
L'intervento mira a raggiungere a scala di villaggio un'autonomia energetica e di gestione delle risorse, con la massima attenzione per la tutela dell'identità e dell'integrità degli edifici e del paesaggio. La riconversione del rudere in un nuovo edificio, vuole da un lato ricostruire un volume che un tempo caratterizzava il villaggio e dall'altro soddisfare la necessità di inserire specifiche destinazioni d'uso e di affrontare le problematiche relative alla nuova costruzione in campo ecocompatibile, attraverso un progetto di architettura alpina moderna, cercando di trovare importanti spunti per un nuovo modo di costruire in montagna nel rispetto delle preesistenze.
- Abstract in italiano (PDF, 158kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 158kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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