Riuso e riqualificazione urbanistica del complesso ospedaliero universitario di Santa Chiara a Pisa
Marta Zucca
Riuso e riqualificazione urbanistica del complesso ospedaliero universitario di Santa Chiara a Pisa.
Rel. Paolo Castelnovi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2009
Abstract
INTRODUZIONE
Nei febbraio del 1996 il Consiglio Comunale pisano approvò il documento per "Per Pisa. Indirizzi per la pianificazione urbanistica". In realtà in tale data veniva definito un grande piano di recupero della città di Pisa, intesa come città europea del XXI secolo.
In coerenza con il Piano Strutturale, il Regolamento Urbanistico del 2001 disegnò uno scenario imperniato su scelte strategiche di natura funzionale, cui si associarono corrispondenti scelte di natura fisica ed infrastrutturale tra cui la decisione definitiva di trasferire la sanità pubblica, fino a quel momento situata nel Polo Santa Chiara, nell'area ospedaliera di Cisanello.
Con l'approvazione definitiva, il 26 Gennaio 2006, del Piano Attuativo per il nuovo polo ospedaliero-universitario di Cisanello si procede al trasferimento completo del complesso ospedaliero e delle cliniche universitarie, ospitate fin dal 1257 negli edifici dell'area di S. Chiara, superficie di oltre 10 ettari, situata nel cuore del centro storico di Pisa, a pochi metri dallo straordinario patrimonio dell'umanità rappresentato dalla Piazza dei Miracoli.
Lo spostamento della sanità pubblica nella periferia pisana apre ufficialmente il tema del recupero urbanistico dell'area di S. Chiara, per la quale nel 2007 è stato indetto il concorso internazionale dl progettazione urbanistica "Riqualificazione urbanistica del complesso ospedaliero universitario di Santa Chiara, prospiciente la Piazza dei Miracoli".
La conoscenza dell'argomento, tratto precedentemente in sede di tirocinio, e gli episodi sopraccitati hanno posto le basi e gli stimoli per lo svolgimento dell'elaborato di tesi.
Il progetto per l'area di santa Chiara è stato pensato a partire da una visione della città contemporanea come spazio aggregativi e nella convinzione che ripristinare lo spazio pubblico sia il modo più rapido ed efficace per dare un nuovo tono ambientale a tutto un quartiere e soprattutto per recuperare una coscienza sociale urbana.
Partendo da questi presupposti, il nuovo intervento influirà non solo nel miglioramento dell'intorno fisico, ma anche nell'equilibrio demografico e, come conseguenza, nell'impianto definitivo di una popolazione. Affinché lo spazio pubblico soddisfi oggi queste funzioni è necessario che dia risposta allo stesso tempo a due domande sovente contraddittorie: essere uno spazio per l'uso della collettività ed essere un contributo fondamentale per il consolidamento dell'identità del quartiere. Deve quindi essere funzionale e rappresentativo, uno spazio aperto agli usi ed un "monumento".
Inoltre nel caso dell'area di S.Chiara credo che essa debba assumere un ruolo culturale importante nell'ambito della città, e costituire un nuovo punto di riferimento "attivo" nel panorama culturale, associato a quello "contemplativo" generato dal Campo dei Miracoli.
Relatori
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