UNA CASA PER TUTTI: UNITA' MINIMA A PERMANENZA TEMPORANEA: indagine metodologica sulle forme dell'abitare flessibile: il progetto Shift House e la verifica prestazionale del modulo abitativo
Irene Cerruti, Silvia Grimaldi
UNA CASA PER TUTTI: UNITA' MINIMA A PERMANENZA TEMPORANEA: indagine metodologica sulle forme dell'abitare flessibile: il progetto Shift House e la verifica prestazionale del modulo abitativo.
Rel. Massimo Camasso, Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009
Abstract
Introduzione
In relazione alla portata delle trasformazioni socio-culturali in atto e a partire dal concetto di "casa", oggi non necessariamente assimilabile alla sua forma tradizionale di dimora stabile e permanente, l'unità abitativa contemporanea può diventare un oggetto architettonico "temporaneo", emblema delle dinamiche neonomadiche e della flessibilità caratterizzante l'epoca in cui viviamo. Come suggerisce Roberto Bologna "la progettazione dello spazio abitativo diventa anche progettazione della precarietà; pone la questione del riconoscimento della molteplicità dell'abitare e delle consequenziali diverse interazioni che lo spazio è in grado di instaurare con gli elementi con cui si relaziona. Prefabbricazione, modularità, leggerezza, trasportabilità, flessibilità diventano allora le parole chiave di un nuovo stile di vita, quello dell'abitare temporaneo, le cui diverse modalità di realizzazione sono rappresentate dalla casa container, la casa prefabbricata, o i sistemi modulari di costruzione".
Questa tesi si propone di dare risposta agli scenari delineati dal bando di concorso "Casa per tutti" indetto dalla Triennale di Milano e finalizzato alla selezione di una serie di progetti di moduli abitabili, capaci di offrire una soluzione possibile alle emergenze abitative delle aree metropolitane e delle aree colpite da calamità improvvise. Attraverso tutti quegli esempi progettuali, prototipi e sperimentazioni, che con fini e metodologie spesso notevolmente differenti, si sono susseguiti dagli anni '60 ad oggi, si è cercato di restituire la mutevolezza e l'instabilità caratterizzanti certi contesti. Pure provocazioni artistiche, ripari costituiti da materiali poveri e riciclati o spazi minimi tecnologicamente attrezzati, che sebbene apparentemente distanti tra loro e dalle tipologie architettoniche più tradizionali, riflettono il bisogno di ridisegnare nuovi modi di abitare nelle città del XXI secolo. "E' il caso delle architetture espositive, delle installazioni temporanee, [ ..] delle case destinate a categorie sociali o lavorative "instabili" o "nomadiche", delle case per vacanze concepite anche in risposta a forme di turismo sostenibile. E' il caso, notevole e - purtroppo - sempre più ricorrente, delle abitazioni per l'emergenza conseguente al verificarsi di eventi disastrosi naturali o antropici". La metodologia di indagine, delineatasi grazie a strumenti di analisi creati con l'intento di comprendere il tema oggetto di studio, è stata fondamentale al fine di inquadrare l'ambito della trattazione. Declinando i requisiti caratterizzanti la contemporanea tendenza di architetture mobili, flessibili e effimere, la fase di analisi induttiva si è conclusa e concretizzata nella proposta di un modulo abitativo minimo a permanenza temporanea, la Shift House, capace di sostituire per tempi limitati la sede definitiva dell'abitazione, assumendo la funzione di "casa ponte". Il momento progettuale è stato risolto cercando di coniugare diversi aspetti, da quelli compositivi a quelli strutturali e tecnologici, giungendo all'analisi prestazionale dell'oggetto architettonico stesso. L'approccio ai diversi ambiti affrontati nel corso della trattazione, infatti, ha permesso di indagare, attraverso visioni e suggestioni tipologiche, il tema della casa per tutti, proponendo, come sostiene Cherubino Gambardella, di "dotare le scene metropolitane di una quota di flessibilità abitativa, attraverso riconfigurazioni minimali del territorio ". Emerge dunque, in questo lavoro, la declinazione della casa temporanea inserita in una cornice più strutturata e pianificata: è infatti possibile immaginare un reale sviluppo di questi sistemi aggregativi dando vita a insediamenti stabili ad uso temporaneo, pronti ad accogliere soggetti con esigenze diverse ma capaci di vivere a stretto contatto. Suddetto studio ha aperto, con uno sguardo teso alla multidisciplinarietà architettonica, ambiti complessi, quali quelli sociologici, storici, tecnici e artistici, stimolando opportunità di approfondimenti futuri sul tema dell'abitare temporaneo, mobile e flessibile.
Relatori
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