IL TRENO ENTRA IN CITTÀ: percezione e rappresentazione del paesaggio urbano e indirizzi progettuali
Daniele Vittorio Segre
IL TRENO ENTRA IN CITTÀ: percezione e rappresentazione del paesaggio urbano e indirizzi progettuali.
Rel. Mauro Berta, Liliana Bazzanella. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2009
Abstract
Un tema che a volte viene affrontato è quello di come si presentano le città ai viaggiatori che vi giungono dopo un lungo percorso. La città di destinazione è sempre presente nella mente del viaggiatore per l'intera durata del viaggio: se la città non è ancora conosciuta direttamente, probabilmente egli avrà in mente delle immagini simbolo che le città, in modo studiato o involontariamente, trasmettono al mondo esterno; se invece la città di destinazione è ben conosciuta, o magari è la sua città, dove vive, il viaggiatore avrà ben in mente alcuni simboli e punti di riferimento che gli permettono di distinguere il territorio generico da quello che circonda la propria città.
Spesso, infatti, in un lungo viaggio, si attraversano territori differenti, aree residenziali più o meno piccole, valli e montagne, si oltrepassano fiumi e si costeggiano mari; c'è però un momento in cui il viaggiatore si accorge che il viaggio è finito e che presto sarà arrivato a destinazione, alla città che tanto si è immaginato ,oppure, se sta tornando a casa, alla sua città dove vive e risiede.
Un tempo le città avevano le mura e le porte e il limite delle aree urbane era ben delimitato e distinguibile. Oggi, poiché non c'è più una distinzione fisica che separa le città, si parla comunque di "porta urbana" la quale non è più una vera e propria porta, ma piuttosto un'area di transizione tra territori extraurbani e area cittadina. Oggi poi gli ingressi e le uscite dalle grandi città avvengono solo più con mezzi motorizzati e quindi il concetto di "porta urbana" rimane legata ormai a quello di un veicolo. Nella maggior parte degli studi sulle "porte urbane" contemporanee però, si è considerato come veicolo l'automobile e come "porta urbana" delle grandi città è stata individuata quell'area di contano tra la viabilità autostradale (o di grandi strade di scorrimento extraurbane) e quella urbana, con previsione e realizzazione di interventi al fine di riqualificare e simbolizzare quest'area.
Il sistema autostradale, per il viaggiatore, rappresenta un po' un mondo a parte, separato dal territorio, con elementi caratteristici e un'alta velocità di marcia. L'uscita dalle autostrade e l'ingresso in città, quindi l'attraversamento della "porta'1, implica uscire dal mondo separato e progettato delle autostrade per entrare in un territorio di competenza comunale, pur rimanendo chiusi nel proprio autoveicolo. Gli elementi che caratterizzano le "porte urbane" rappresentano le prime immagini che un viaggiatore percepisce della città, sono punti di riferimento che identificano quella determinata arca urbana e contemporaneamente la conclusione del percorso extra-urbano, generalmente autostradale. Gli ingressi in grandi arce urbane dopo un lungo viaggio possono avvenire però anche con i treni a lunga percorrenza i quali, in questo periodo stanno avendo una fase di rilancio dovuto alle linee ad alta velocità. Esse possono essere considerate come "autostrade ferroviarie" in quanto col legano solo i grossi centri urbani, senza stazioni in città intermedie, neanche oltrepassate in velocità, nessun passaggio a livello, nessuna costruzione vicina e appunto velocità maggiori rispetto a quelle di attraversamento delle aree urbane. Fino a pochi anni fa, un'obiezione che si poteva avanzare nel considerare i viaggi ferroviari come quelli autostradali era che le ferrovie, anche fuori delle grandi città, attraversavano paesi, fermavano nelle stazioni e che quindi il distacco tra extra-urbano e grandi città non fosse così diverso e sentito come per chi viaggiava in autostrada. A parte che gli ingressi nei grandi nodi ferroviari sono comunque distinguibili rispetto ai percorsi in linea, la diffusione delle linea ad alta velocità per i viaggi a lunga percorrenza ha assimilato ulteriormente i percorsi ferroviari extra-urbani alle autostrade.
Qual è la "porta urbana" per coloro che arrivano in treno? La "porta urbana" ferroviaria potrebbe essere considerata la stazione; molto si è detto in questi anni sulle "stazioni AV" delle città; grandi strutture, nuovi poli urbani che rappresentano la porta tra la rete ferroviaria e la città e quindi che necessitano di edifici legati a grandi e significativi progetti. Questo è vero, la stazione è sicuramente un edificio importante che mette in comunicazione il mondo ferroviario con quello urbano. Eppure, anche il treno, prima di fare il suo ingresso nelle stazioni, entra nelle città dalla periferia, percorre tratti urbani, passa in prossimità di edifici o altri elementi cittadini. Il primo contatto con l'ambiente urbano, per i viaggiatori dei treni, non avviene, quindi, dentro le stazioni, alla discesa dal treno, ma si ha in periferia, più o meno nelle stesse aree dove arrivano le autostrade. E' vero, dal treno non si può interagire direttamente con la vita urbana, non ci si può fermare fino all'arrivo in stazione, ma anche in automobile, il guidatore generalmente rimane a bordo del veicolo fino alla sua destinazione finale. Come per le automobili la "porta urbana" è considerata la parte periferica delle città confinanti con le autostrade, così in questo lavoro si è provato ad applicare il concetto di "porta urbana" ai tratti urbani ferroviari, quelli che attraversano le periferie, che penetrano nelle città, che congiungono le ferrovie extraurbane o ad alta velocità con le stazioni centrali: tratti che troppo spesso vengono trascurati. "1 Il treno entra da dietro, dalla porta posteriore delle città. Sull' autostrada è come avere una vetrina. Guardate le fabbriche, mettono la roba meglio girata verso l'autostrada. Sono aeree espositive a poco prezzo, anzi, non più a poco prezzo [...] è l'immagine che vuoi dare del tuo paese. Col treno nessuno prova a fare niente. [...] vedere il dietro delle case, il dietro delle fabbriche, le baracche, gli orti, tutto quello che si affaccia sulla ferrovia è il dietro del paesaggio. "2 Le città si sono sviluppate e sono state progettate per apparire ai visitatori. Gli edifici espongono il loro lato migliore verso i grandi assi di scorrimento e le amministrazioni comunali cercano di qualificare l'immagine delle città ai visitatori in arrivo. Dal treno invece, nonostante sia ugualmente presente un'immagine visibile per i viaggiatori in arrivo, questa non viene qualificata, anzi, spesso essa raggruppa tutti gli elementi di degrado e le funzioni non gradite. Per questo motivo si è voluto provare a considerare l'intero percorso ferroviario, dal momento in cui il treno entra in città fino all'ingresso in stazione, come un percorso caratteristico e da valorizzare. Questi sono percorsi che possono essere lunghi anche una decina di chilometri e possono essere percorsi, a seconda dei casi, anche in dieci - quindici minuti e quindi un tempo comunque non trascurabile.
Si è voluto dimostrare che quel percorso, tra la fine dell'alta velocità, o comunque, di ingresso ad un'area più urbanizzata e la stazione di arrivo, è un percorso significativo, è la prima faccia che una città presenta a coloro che vi giungono da lontano e può contenere elementi simbolici che comunicano al visitatore che è arrivato. Per di più questo è un tratto particolarmente interessante in quanto generalmente le aree che la ferrovia attraversa tra il termine delle linee ad alta velocità e la stazione centrale sono quelli che Sieverts, in un suo testo del 1998, definisce Zwischenstadt, ovvero città di mezzo: una città intermedia sotto diversi aspetti: intermedia perché è a metà tra la città compatta e la campagna, ma anche intermedia in senso teorico e temporale e cioè che rappresenta essa stessa un nuovo tipo di città che si sta delineando e formando nel tempo ed anche intermedia dal punto di vista politico in quanto spesso posta al confine tra diverse amministrazioni. Essa è caratterizzata da uno spazio disarmonico, in cui si intervallano scorci di distese non edificate ad aree residuali adibite a discarica o zone industriali; sono i luoghi dove si collocano quelle funzioni necessarie, ma che le città non desiderano e pongono all'estremo dei confini amministrativi. Spesso queste aree, quando vengono studiate, hanno come altra caratteristica la presenza di infrastrutture di attraversamento, linee ferroviarie che devono venire in qualche modo inglobate nei progetti di riqualificazione . In questo lavoro, il punto di vista è stato spostato proprio sulle infrastrutture ferroviarie di attraversamento e la città di mezzo, insieme con il tratto di città visibile nei percorsi di ferrovia urbana, è stata considerata come il biglietto da visita della conurbazione urbana ai visitatori che vi giungono in ferrovia.
L'immagine della città dal treno rappresenta il punto di contatto tra il mondo ferroviario e l'ambiente urbano e per questo dovrebbe venir valorizzato in modo tale da instaurare un dialogo attraverso gli elementi percepiti tra la città e il viaggiatore: uno scambio di informazioni tra la città con i suoi caratteri, i suoi edifici e i suoi simboli e il viaggiatore a bordo del treno con le sue sensazioni. Oggi invece, purtroppo, il contatto tra la ferrovia e la città è caratterizzato da diversi conflitti e la percezione che il passeggero ha della città dove sta entrando spesso è caratterizzata da elementi di degrado.
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