TECNOLOGIE COSTRUTTIVE AMBIENTALI E RISPARMIO ENERGETICO NEL CONTESTO DELLA VALLE D'AOSTA. UN CASO STUDIO AD ARVIER, FRAZIONE PLANAVAL
Carlos Eurico Marques
TECNOLOGIE COSTRUTTIVE AMBIENTALI E RISPARMIO ENERGETICO NEL CONTESTO DELLA VALLE D'AOSTA. UN CASO STUDIO AD ARVIER, FRAZIONE PLANAVAL.
Rel. Rossella Maspoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2009
Abstract
Uno dei principi fondamentali dell'architettura moderna risiede nell'assunzione delle tecnologie del nostro tempo.
In questa fase dell'architettura bioclimatica, apprendiamo il desiderio di superare le soluzioni settoriali al problema energetico, si cerca di ovviare alla dislocazione differenziata dei livelli e dei luoghi di decisione, da tale situazione possono scaturire talvolta pari disfunzioni nell'organismo costruito: se ad esempio l'attenzione viene posta soprattutto sugli impianti che consentono di ottenere i necessari livelli di confort interno, può accadere che vengano sottostimate componenti altrettanto importanti nell'edificio, come la distribuzione spaziale e funzionale degli ambienti a destinazioni d'uso diverse. In questo caso, la priorità data alla fase in cui sono decise le posizioni di interfaccia di uscita degli impianti, potrebbe generare una collocazione delle attività diversa da quella che scaturisce da altre esigenze, non solo di benessere, ma anche di fruibilità, di gestione dei vari spazi, di percorribilità.
Il problema opposto può verificarsi quando, nel dare priorità alle decisioni stazionali e dimensionali, e nel trascurare il giusto contributo degli impianti, si creano delle inadeguatezze funzionali sia dal punto di vista delle modifiche delle soluzioni architettoniche, che vengono cosi snaturate e distorte, in conseguenza alla ricerca di un possibile inserimento a posteriori dei sistemi stessi, creata dalla frammentazione e dall'eccessiva specializzazione delle competenze.
L'integrazione di sistemi energetici "attivi" nella prospettiva bioclimatica deve essere pensata in funzione delle risorse disponibili e potenzialmente ecologicamente efficienti nel territorio: dai collettori solari che convertono la radiazione solare in calore (acqua e aria calda), ai pannelli fotovoltaici che producono per effetto fotoelettrico energia elettrica anche convertibile in calore, ai generatori eolici che sfruttano le periodicità del vento per produrre energia eolica, alla possibilità di sfruttamento idroelettrico dei dislivelli d'acqua attraverso micro-turbine, all'adozione di pompe di calore geotermico che utilizzano il terreno o l'acqua di falda come fonte di calore, ai sistemi di produzione energetica a biogas che in area a forte presenza di allevamento sfruttano in prevalenza il sottoprodotto letame animale attraverso i batteri di decomposizione.
Nel caso della Valle d'Aosta, il tema dell'integrazione fra conservazione della tradizione ed innovazione legata alla sostenibilità ambientale si scontra con l'atteggiamento vincolistico maturato dopo le esperienze degli anni '70 in cui prevalse un approccio speculativo..
Nel progetto si pone il problema dell'impatto che potrebbero causare, nella realtà, soluzioni innovative dei pannelli in legno multistrato" di facciata, o l'adozione di una cogenerazione energetica a biogas con la presenza di una rampa ottagonale.
La normativa della Valle d'Aosta è, infatti, molto sicura delle ragioni intrinseche nella cultura della valle di lasciare il massimo possibile rarchitettura autoctona ed i pochi spazi fondiari ancora liberi. Il trasferimento delle conoscenze acquisite a livello europeo alla situazione italiana, in zona alpina e valliva in Valle d'Aosta pone in luce problematiche inerenti i vincoli alle regole ed ai materiali costruttivi prescritti secondo i piani paesaggistici e i regolamenti edilizi.
Relatori
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