Bagni e Lavatoi pubblici in Torino
Alessia Giachetti, Katiuscia Rosa Ierardi
Bagni e Lavatoi pubblici in Torino.
Rel. Micaela Viglino Davico, Simonetta Pagliolico. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2003
Abstract
La tesi si propone di appròfondire le motivazioni che hanno portato alla nascita di strutture igienico-sanitarie, i bagni ed i lavatoi, connesse allo sviluppo industriale della città di Torino, di tracciarne l'evoluzione storica e di analizzarne l'attuale stato conservativo. L'analisi preliminare ha permesso di riunire, entro un quadro organico, tutti gli esempi presenti sul territorio cittadino. La consultazione dei documenti conservati presso l'Archivio Storico della Città di Torino, l'Archivio Edilizio della Città di Torino ed in alcune biblioteche civiche ha messo in luce la presenza di quattordici strutture, attualmente rinvenibili sul territorio, e di diversi impianti che sono stati demoliti nel corso del Novecento.
La seconda fase della ricerca ha approfondito l'apporto delle teorie legate al movimento igienista, che contribui alla diffusione dei bagni e dei lavatoi anche in ambito europeo
paramenti esterni degli edifici analizzati.
Le prime strutture sorte sul suolo urbano sono costituite da alcuni lavatoi a vasca unica, localizzati all'interno della prima cinta daziaria del 1853. Questi stabilimenti, dotati di grandi vasche per lavare, di essiccatoi e di stenditoi, erano nati con lo scopo di allontanare le donne dal corso dei fiumi, ed evitarne la permanenza in ambienti umidi esposti alle intempene.
Lo sviluppo industriale degli ultimi anni dell'Ottocento innescò un processo di rapida crescita urbana che interessò, in modo particolare, i sobborghi nati oltre la cinta daziaria. L'Amministrazione comunale, spinta dai coevi studi medico-scientifici condotti in campo igienico, dispose la realizzazione di bagni e lavatoi per limitare la diffusione delle epidemie e migliorare le condizioni di salute della classe operaia.
Il primo stabilimento in legno entrò in funzione nel 1887, in Borgo Nizza. Queste strutture, impiegate soltanto nel periodo estivo, vennero ben presto demolite a causa della scarsa resistenza del legno all'azione dell'umidità. Nel 1902, essi vennero sostituiti da impianti in muratura, consentendone l'utilizzo anche durante la stagione invernale: il primo stabilimento di questo tipo fu costruito in via IV Marzo. Grazie al favore dimostrato dalla cittadinanza ed a causa delle precarie condizioni igien~che che caratterizzavano la città, nel corso del Novecento ogni borgo venne dotato di una propria struttura igienico-sanitaria. I tempi di realizzazione coprirono un ampio arco temporale: a cominciare dal 1905 con il Borgo -San Secondo, per finire nel 1956 con Borgata Vittoria. La progressiva introduzione d'impianti igienico-sanitari direttamente all'interno delle abitazioni, determinò un progressivo abbandono dei bagni e dei lavatoi, a partire dagli anni settanta del Novecento. Attualmente, delle strutture analizzate, otto conservano unicamente la funzione di bagno pubblico e sei sono state riutilizzate dall'Amministrazione comunale per ospitare uffici pubblici e servizi circoscrizionali decentrati.
L'analisi condotta sul territorio torinese ha evidenziato l'importante contributo scientifico e culturale attribuihile al movimento igienista, le cui teorie promossero una politica di salvaguardia della salute pubblica, che si concretizzò anche attraverso la realizzazione d'impianti igienico-sanitari accessibili ad ogni classe sociale. Nato intorno alla metà dell'Ottocento, in seguito agli studi condotti in ambito batteriologico, il movimento igienista fu caratterizzato da una prima fase prettamente teorica, sviluppata in campo medico. La disciplina dell'igiene entrò a far parte dei programmi didattici universitari e permeò gli ambienti amministrativi, determinando la diffusione delle nozioni igieniche tra la popolazione, grazie all'introduzione della materia ad ogni livello d'istruzione. La spinta igienista fu una delle cause che portarono alla promulgazione, nel 1888, di una legge sanitaria estesa a tutto il territorio italiano, permettendo la dotazione di reti idriche, fognarie e di strutture igienico-sanitarie. I precetti igienici si diffusero, quindi, anche in ambito ingegneristico, favorendo la nascita di una nuova disciplina: l'ingegneria sanitaria.
Il movimento igienista coinvolse non soltanto l'Italia, ma anche i maggiori paesi europei fra i quali la Gran Bretagna, la Germania e la Francia. La Gran Bretagna fu la prima ad essere dotata di bagni che, inseriti all'interno degli stabilimenti industriali per iniziativa privata, avevano la funzione di preservare la salute degli operai; soltantò successivamente il servizio fu esteso all'intero territorio nazionale, permettendone un'utilizzazione pubblica.
Un ulteriore approfondimento ha permesso di mettere in luce alcuni tra gli stabilimenti più significativi realizzati nelle maggiori città italiane; relativamente alla loro diffusione geografica si è evidenziata una scarsità di strutture igienico~sanitarie nelle regioni centrali ed una carenza in quelle meridionali.
Studio del degrado.
L'analisi degli edifici torinesi si è soffermata sullo studio dei processi di degrado, che hanno interessato i materiali costituenti i paramenti esterni dei quattordici impianti tuttora esistenti. Tra questi è stato individuato un caso studio significativo per condurre un ulteriore approfondimento sul tema del degrado. L'indagine svolta sulla natura e sull'impiego dei materiali utilizzati, seguita dall'individuazione e catalogazione dei maggiori degradi riscontrati, ha evidenziato nell'umidità la maggiore causa di deterioramento, come prevedibile, considerata la tipologia edilizia presa in esame.
La scelta del bagno di borgo San Paolo come caso studio è stata motivata dalla volontà di indagare il pessimo stato di conservazione di una delle strutture ritenuta tra le più significative, approfondendone le tematiche legate a materiali e degradi, per mezzo di analisi di laboratorio mirate e di elaborati sintetici che permettano una lettura globale dei fenomeni in atto.
I risultati di questa vasta indagine possono costituire un utile quadro conoscitivo preliminare, per eventuali operazioni di riqualificazione o di rifunzionalizzazione delle strutture presenti in ambito torinese.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
