Oltre le frontiere : i progetti interreg e la cooperazione dell'U.E
Luigi De Salvo
Oltre le frontiere : i progetti interreg e la cooperazione dell'U.E.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Nell'intraprendere una tesi di approfondimento sui meccanismi di cooperazione dell' U .E. ed in particolare sugli strumenti utilizzati per la sua attuazione, quali i progetti INTERREG, ci siamo dovuti liberare definitivamente da quel comune modo di pensare la nuova Europa, come un aggregato di stati a se stanti sottesi, tanto a salvaguardare la propria identità, quanto a sottovalutare le caratteristiche che accomunano una nazione ad un'altra. La natura stessa di INTERREG ed il quadro concettuale e normativo entro cui si è svolto ed in futuro si svolgerà il suo percorso, denunciano, già dagli albori, lo spiccato senso di compartecipazione e cooperazione tra gli Stati dell'Unione.
Nell'intento dei legislatori, tale senso, avrebbe dovuto convivere con la legittima istanza legata alla tutela dei particolarismi e delle specificità localistiche
Ma per collaborare con la Commissione Europea occorre essere anche altamente competenti in materia di metodologie da applicare e soprattutto aver voglia di trovare delle intese nei confronti dei propri partners che spesso operano in contesti e con stili e tempi diversi. Si parla spesso di "integrazione comunitaria" dimenticandosi che, per raggiungere questo obiettivo, bisogna far capire al singolo individuo che diventare europei significa poter arricchire il proprio bagaglio di conoscenze senza rinunciare alle proprie tradizioni. Occorre maturare con consapevolezza collettiva l'idea che i benefici dell'integrazione andranno conquistati faticosamente, giorno per giorno, e che nessuno regalerà nulla, solamente seguendo questo percorso le Regioni riusciranno a competere proficuamente tra loro all'interno della Nuova Europa. Riteniamo infine, e non a caso ci siamo cimentati in un tale studio, che sia un occasione da non perdere anche per lo sviluppo della Regione Piemonte, che da oltre dieci anni partecipa alla programmazione e gestione dei fondi comunitari: cioè quelle sovvenzioni che -a diverso titolo -vengono predisposte concordemente da Commissione Europea, Stato e Regione per contribuire allo sviluppo economico e sociale delle aree regionali, e di cui più dettagliatamente si parlerà nella seguente premessa. INTERREG è stata formalmente lanciata alla vigilia dell ' apertura delle frontiere e del completamento del mercato interno (dicembre 1992) come Iniziativa Comunitaria "a favore della cooperazione transfrontaliera nell ' interesse delle popolazioni locali'. Sono già stati realizzati due cicli di programmazione: il primo dal 1991 al 1993, il secondo dal 1994 al 1999. Il 23 maggio 2000, con la pubblicazione da parte della Commissione europea della Comunicazione agli Stati membri che stabilisce gli orientamenti dell'iniziativa comunitaria riguardante la cooperazione transeuropea (2000/C 143/08), è stata formalmente avviata una nuova fase dell'iniziativa INTERREG, la terza, che coprirà il periodo 2000/2006. L'obiettivo enerale dell'iniziativa rimane, come per INTERREG I e INTERREG II, quello di evitare che i confini nazionali ostacolino lo sviluppo e equilibrato e l'integrazione del territorio europeo. Il primo INTERREG (1989-1993) è nato come programma (o Iniziativa Comunitaria) della CEE a favore delle zone di confine, concernente sia le zone attraversate da una frontiera interna sia quelle situate a ridosso dei confini esterni della Comunità. Fu introdotto allo scopo di accelerare l'integrazione delle aree di frontiera interna in un unico mercato e di ridurre l' isolamento delle aree di frontiera esterna. .A seguito della Comunicazione CEE 1562/3 del 30/08/1990, sono stati avviati in tutti i territori transfrontalieri della Comunità incontri fra i diversi organismi al fine di predisporre i relativi programmi operativi, poi confluiti in un unico programma presentato ufficialmente alla Comunità dai partners interessati a collaborare insieme al progetto.
Tale programma, approvato dalla CEE il 3/04/1992, prevedeva anche la creazione di una Commissione mista il cui compito si è concretizzato nella gestione dell'intera iniziativa. Facevano parte della Commissione i rappresentanti dei due Stati e dei governi degli enti locali interessati ed i rappresentanti designati dalla Commissione delle Comunità europee. Inoltre la Commissione mista è stata affiancata da un Comitato tecnico permanente (organo della stessa), e dai tre Gruppi territoriali di lavoro, -istituiti in coerenza con la suddivisione del territorio-. Dalla sua nascita ad oggi l'iniziativa è stata replicata altre due volte attraverso INTERREG II ( nel periodo 1994- 1999), e INTERREG III (per il periodo futuro 2000- 2006), anche se inizialmente non si era pensato all' eventualità di riproporre il progetto negli anni seguenti; ciò spiega come mai ci si riferisca al primo INTERREG semplicemente chiamandolo INTERREG, (anche se per praticità in questa sede userò apporgli un "I" per evidenziarne il primato). L'iniziativa INTERREG Il si articola lungo due direttrici distinte, cooperazione transfrontaliera e completamento di reti energetiche. in quanto ingloba gli interventi che rientravano precedentemente nell' ambito di INTERREG le amplia il campo operativo alla reti energetiche. Infatti da un lato ha perseguito l' obiettivo di sviluppare la cooperazione transfrontaliera e di aiutare le zone di frontiera interna ed esterna dell 'Unione Europea a risolvere gli specifici problemi determinati dalla posizione di relativo isolamento nel contesto delle economie nazionali ed in quello dell'intera Unione. Dall'altro, si è adoperata per promuovere il completamento di alcune reti di energia elettrica e del gas naturale in diverse regioni di Portogallo, Spagna, Italia e Grecia,collegandole a più estese reti europee, (nuovo obiettivo aggiunto ai quattro precedenti individuati nel primo INTERREG). Dopo aver consultato il Parlamento europeo e i Comitati dei rappresentanti degli Stati membri nel Febbraio del 2000, la Commissione europea ha adottato il 28 aprile 2000, il testo finale degli orientamenti per l'iniziativa comunitaria INTERREG III, per sviluppare processi di cooperazione transfrontaliera e interregionale, con particolare attenzione allo sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio comunitario. In conformità all'art. 20 del regolam. generale 1260/99 del Consiglio, la Commissione ha deciso di avviare, tra le altre, anche questa importante iniziativa di cooperazione. Il contributo complessivo del Fondo europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) alla nuova iniziativa sarà di 4 miliardi e 875 milioni di Euro per il periodo 2000-2006. Se INTERREG II ha permesso di acquisire una certa esperienza riguardo la cooperazione su grandi spazi transnazionali, -anche con la partecipazione delle autorità locali, regionali e nazionali- con lo scopo di raggiungere un più alto grado di integrazione territoriale di queste zone, la sfida principale per la nuova ( e ultima) fase di INTERREG sarà quella di basarsi sulle esperienze positive di vera cooperazione nel quadro di programmi attuali e sviluppare progressivamente strutture per tale cooperazione all'interno dell 'UE e coi Paesi vicini. Il fine della nuova Iniziativa "Cooperazione transeuropea per uno sviluppo equilibrato" è quello di promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale e lo sviluppo equilibrato del territorio europeo. Di conseguenza l'intervento mirato sulle frontiere e sulle zone frontali ere interne ed esterne è al cuore dell'iniziativa. Nella prospettiva dell' allargamento ai paesi dell 'Est, sembra appropriato accordare una importanza maggiore alle zone che oggi rappresentano le frontiere esterne dell'Unione. Ciò non esclude le frontiere interne, ma implica piuttosto di concentrare le priorità sui "colli di bottiglia" che le riguardano. Un'attenzione particolare deve essere ugualmente data alle regioni ultraperiferiche ed insulari, così come alla cooperazione interurbana.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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