Un progetto per edilizia convenzionata ad Oristano : progettare a partire dai vuoti urbani
Andrea Casula
Un progetto per edilizia convenzionata ad Oristano : progettare a partire dai vuoti urbani.
Rel. Michele Bonino. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2008
Abstract
Questo saggio rappresenta una riflessione dei temi e delle considerazioni affrontate progettualmente in un lavoro di tesi: un progetto urbano, che cerca di indagare sullo sviluppo della città e come questo possa essere affrontato ed indirizzato in maniera "alternativa". In contrapposizione al modello di crescita della città diffusa, che tende ad ampliare sensibilmente la sua estensione a fronte di pressanti e repentine nuove esigenze, si è infatti analizzato un approccio per il disegno della città teso a sfruttare lo spazio di risulta, quello di solito risparmiato dall'edificazione, prodotto di un tessuto diramato, espressione di singole esigenze, non certo di volontà collettive.
Lo spazio di risulta così composto"in positivo" da più luoghi recinti (o almeno delimitati) destinati a pubblici servizi, residenze, od a qualche uso produttivo e da luoghi " in negativo" quali reliquati e ritagli, avanzati dagli insediamenti principali. La nostra attenzione si è soffermata proprio lì, dove come principale intenzione si ha quella ; di instaurare profondi ed attivi scambi fra le popolazioni insediate.
Tale "negativo" non ha ancora assunto scopi precisi, non denota alcuna destinazione programmata, né alcun disegno; ai resti dei lotti e dei tracciati viari si sommano anche alcuni spazi verdi messi lì per caso. In tale "negativo" vive la gente il proprio tempo libero. In tale "negativo" avviene lo scambio residenza-servizi, si collocano i mercatini rionali, i banchetti autorizzati e quelli abusivi; lì si posteggiano le automobili dei residenti; lì si svolgono azioni comuni scandite nel tempo, scambi reciproci fitti di combinazioni ed effetti. Questi spazi che generalmente non sono direttamente oggetto di studio sono diventati il punto di partenza per questo della tesi di laurea.
Pensare ad un intervento che tragga la sua forza da uno scambio di relazioni con il preesistente, che sappia dare continuità e futuro allo spazio urbano.che riproponga quel piacevole sentimento di identità verso quei luoghi nel quale abbiamo deciso di trascorrere parte della nostra vita.1
Si presentano perciò alcuni casi studio interessanti dal punto di vista della progettazione urbana e architettonica che sviluppano i loro contenuti a partire dai vuoti urbani. È interessante osservare come queste trasformazioni abbiano particolare sensibilità, per quanto concerne i rapporti visivi e formali che intrattengono con i manufatti esistenti a corto e lungo raggio. Cercano perciò, di riproporre una densità, una compattezza dello spazio tipica dei nostri centri storici, ripristinando di conseguenza lo spazio pubblico e il suo ruolo fondamentale di tessuto connettivo. I tre diversi casi studio offrono un valido contributo sul tema della forma urbana, con particolare attenzione allo spazio compatto, agli aspetti della cucitura fra vecchi e nuovi interventi e alla continuità dello spazio costruito.
Il primo caso studio parte analizzando l'espansione diramata di un piccolo centro / urbano, offrendo perciò, alcuni spunti per indirizzare quest'ultima in maniera razionale. Esso si riallaccia significativamente alla questione della forma urbana e al suo controllo attraverso un raffinato ed ingegnoso artificio; un modo per costringere a completare gli spazi mancanti all'interno della città, prima di invadere con il costruito l'ambiente circostante.
Relatori
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