Architettura dei Fari. La conoscenza per la conservazione : esperienze in Sardegna
Paola Addis
Architettura dei Fari. La conoscenza per la conservazione : esperienze in Sardegna.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
INTRODUZIONE
La vista di alcuni fari ormai abbandonati e dimenticati lungo le coste della nostra penisola, mi ha spinto ad analizzare e studiare questi manufatti, che fanno parte del nostro patrimonio architettonico, oltre ad essere parte integrante del paesaggio costiero della nostra penisola. Ogni faro è unico, diverso da tutti gli altri segnalamenti presenti sul territorio, grazie a caratteristiche diurne e notturne univoche, che permettono ai naviganti, grazie all’ausilio dei portolani, che ne descrivono dettagliatamente i caratteri tipizzanti, di stabilire immediatamente la loro esatta posizione.
La mia analisi affronta le diverse metodologie adottate per la loro rappresentazione nel corso dei secoli, partendo dai disegni di progetto e di rilievo, fino a studiare come questi siano rappresentati nell’arte e nel cinema. Successivamente viene definita una classificazione tipologica dei fari presenti sul territorio nazionale, per giungere allo studio dei tipi di fari presenti lungo le coste della regione Sardegna attraverso un’attenta ricerca d’archivio.
L’analisi dei fari effettuata sul territorio nazionale permette quindi di studiare la trasformazione della sua geometria e del suo perfezionamento, passando da torri/faro a base quadrata a quelle a base circolare, più adatta a contrastare la spinta delle onde e del vento. Lo studio della geometria, della simmetria e della forma viene affrontato nel capitolo 1. Un’attenzione particolare è dedicata al colore nel paragrafo 1.5, dove viene studiato osservando i fari nell’architettura e successivamente la loro rappresentazione nella pittura e nell’arte, abbracciando diversi stili pittorici compresi tra la metà del XVII secolo e la fine del XX.
Nel capitolo 1 si è inoltre ipotizzata una classificazione tipologica dei fari, che possa permettere un agevole confronto tra i diversi segnalamenti delle nostre coste, individuandone quattro tipi differenti sull’intero territorio nazionale. Vengono analizzati il tipo a torre, la Lanterna di Genova ne è un esempio, il blocco con faro a torre, come il bellissimo segnalamento di Punta Scorno, presente sull’isola dell’Asinara, il tipo a blocco, il meno utilizzato, privo di torre come il faro dell’Isola di Santa Maria nell’Arcipelago della Maddalena e i fari su fortezza o torri d’avvistamento, come il faro di Forte Stella presente sull’Isola d’Elba.
Successivamente nel capitolo 2 si affronta la trasformazione architettonica dei fari avvenuta nel corso dei secoli, dalla loro comparsa, presumibilmente coincidente con la costruzione del Faro di Alessandria fino ai giorni nostri. Le tecniche costruttive utilizzate nella costruzione dei fari sono diverse. La scelta è dettata in base alla loro collocazione spazio-temporale. Vengono scelti solitamente materiali da costruzione direttamente reperibili sul luogo. Le costruzioni possono essere in muratura, in legno, in ferro, ghisa, acciaio o calcestruzzo armato. Il capitolo 3 è dedicato al sistema ottico del faro, indispensabile per l’individuazione notturna del segnalamento.
Sono quindi indispensabili il colore e la forma per la comunicazione diurna, mentre il gioco di luce ed eclissi dati dall’ottica sono importantissimi per la comunicazione notturna.
Nell’ultimo capitolo viene approfondito lo studio e l’analisi dei fari della Sardegna, grazie ad un’attenta consultazione dei documenti reperiti nell’Archivio di Stato di Torino e successivamente in quelli di Sassari e Cagliari.
I fari vengono studiati e raggruppati in base al tipo e successivamente organizzati in ordine cronologico, partendo dal più antico, in modo da poter osservare come i diversi tipi si siano trasformati nel corso degli anni.
Questo lavoro non vuole essere una semplice catalogazione, bensì un’importantissima risorsa utile ai fini della conservazione e tutela di questi importanti manufatti architettonici e per la trasmissione di questi importanti documenti.
Relatori
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