Tetti verdi e acqua per una riqualificazione ecocompatibile degli insediamenti industriali
Elisa Franchino, Manuela Laddaga
Tetti verdi e acqua per una riqualificazione ecocompatibile degli insediamenti industriali.
Rel. Alessandro Depaoli, Elena Piera Montacchini, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2008
Abstract
Il lavoro di tesi si è svolto nel corso del progetto Unilab, laboratorio di ricerca tecnologica per l'ambiente e l'edificio sostenibile. L'argomento scelto è nato dalla considerazione che in molte aree del territorio italiano coesistono paesaggio naturale e attività industriali impattanti. Dato che non è possibile rinunciare a nessuno dei due elementi, volendo ridurre l'impatto visivo delle aree industriali e contemporaneamente permettere un risparmio di energia e di risorse, il nostro lavoro ha avuto come fine quello di proporre una riqualificazione paesaggistica ed ecocompatibile degli insediamenti industriali attraverso due tecnologie specifiche: il tetto verde e il recupero dell'acqua piovana.
Il tetto verde permette agli edifici industriali di inserirsi in modo armonioso nel contesto e contemporaneamente da numerosi vantaggi tra cui quelli termici, idrici, climatici e biologici. Il recupero dell'acqua piovana è una tecnologia sempre più diffusa: permette di risparmiare acqua potabile spesso utilizzata nei processi industriali, e riduce il problema dell'impermeabilizzazione dei suoli e dell'interruzione del ciclo dell'acqua, che è particolarmente sentito nei contesti urbani e industriali. Molti autorevoli e ormai noti studi avvertono che una crisi idrica è da prevedersi nei Paesi del Bacino del Mediterraneo; il forte aumento della richiesta di acque dolci potrà generare carenze di approvvigionamento, fenomeni di competizione e un aumento considerevole dei costi. Inoltre il settore industriale è, dopo quello agricolo, quello che consuma più acqua in Italia. Una gestione eco-efficiente delle acque a livello di area produttiva rappresenta uno dei punti di forza nel raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.
Tutte le aree industriali sono fortemente impattanti nel territorio ma in particolare quelle che si inseriscono in ambienti di pregio paesaggistico. La nostra applicazione progettuale è stata nell'area industriale Moglia di Cherasco poiché questa si trova in zona di particolare pregio. Per il raggiungimento dell'obbiettivo il nostro lavoro ha avuto una prima parte di ricerca sullo stato attuale dei regolamenti edilizi per capire quanto tengono conto delle due tecnologie e in che modo. Abbiamo poi studiato lo stato dell'arte delle due tecnologie, le soluzioni proposte dalle case produttrici, le normative di riferimento, le analisi sperimentali fatte in molte parti del mondo sul comportamento del verde pensile e i casi studio di edifici che presentano queste tecnologie.
La seconda parte del nostro lavoro è stata di applicazione progettuale nell'area di Cherasco. Questa è iniziata con un'attenta analisi dei capannoni presenti per poi passare alla progettazione dettagliata su due capannoni tipo in quanto il nostro intende essere un intervento estendibile ai molti insediamenti industriali presenti sul nostro territorio, ciò è reso possibile dal fatto che la maggior parte dei capannoni hanno struttura assimilabile perché prefabbricata. Il primo caso che abbiamo scelto è quello di un edificio con struttura prefabbricata in cemento armato e copertura a falde con un'area verde esterna da irrigare. Il secondo caso è quello di un edificio con struttura prefabbricata in metallo e copertura a falde in cui si svolge un'attività di lavorazioni meccaniche, che richiedono quindi molta acqua non pregiata.
Relatori
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