Strumenti operativi per la continuità ambientale : esperienze di pianificazione "intorno" alle aree protette
Bianca Maria Seardo
Strumenti operativi per la continuità ambientale : esperienze di pianificazione "intorno" alle aree protette.
Rel. Claudia Cassatella. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2008
Abstract
Le finalità del lavoro sono riconducibili alle seguenti due: in prima istanza ci si preoccupa di indagare il ruolo delle Aree Protette (intese sia come territorio tutelato, che come Enti preposti alla sua gestione) in un campione di casi scelti dalla vasta gamma di strumenti della pianificazione generale e speciale, che prevedono la realizzazione di un disegno di continuità ambientale a varia funzionalità.
L'altro aspetto ricercato riguarda le modalità di attuazione e gestione dei suddetti progetti di continuità ambientale, con particolare attenzione al ricorso ai nuovi approcci alla pianificazione (copianificazione fra enti pubblici, negoziazione con i privati, integrazione fra politiche settoriali...), all'impiego di strumenti innovativi nella fase di attuzione, al ricorso a specifiche fonti di finanziamento, all'innesco di processi partecipativi e di attività di monitoraggio. Tutto ciò nell'ottica di individuare possibili "buone pratiche" estendibili in maniera maggiormente sistematica alla pratica di pianificazione da parte dei vari soggetti istituzionali che a "scale differenti" si occupano di pianificazione territoriale ed urbanistica.
Una volta chiariti gli obiettivi, il percorso logico seguito per strutturare la ricerca è stato sostanzialmente incentrato in due parti: la prima è volta a rispondere alla domanda cosa e perchè?, ovvero ad inquadrare brevemente le ragioni ed i documenti principali che, elaborati in seno al dibattito scientifico internazionale, fissano le ragioni della necessità di occuparsi della "ricucitura" di particolari porzioni di territorio, con esplicito riferimento a quelle specificamente protette, in virtù di peculiari caratteristiche ambientali e paesaggistiche; in secondo luogo, si cerca di chiarire cosa si intenda con l'espressione di continuità ambientale nell'ambito di questo lavoro.
La seconda parte è articolata in modo da rispondere alla domanda chi e come?, contenendo la rassegna di tredici casi studio e la sintesi dei dati in essi riscontrati; a questa segue la presentazione di alcune "buone pratiche" a cui i vari soggetti della pianificazione (tanto generale quanto speciale: Stato, Regioni, Province, Comuni e Parchi) possono attenersi in occasione dell'elaborazione di piani o progetti di continuità ambientale.
Nella conclusioni si aggiungono inoltre alcune considerazioni sulla multifunzionalità delle reti ambientali, traendo spunto dalle esperienze esaminate in precedenza.
Sembra necessario infine esplicitare quali sono i "confini"necessariamente delineati nel presente lavoro -tanto più perchè modesto- di ricerca.
In primo luogo, non può rientrare fra gli obiettivi la verifica della bontà dell'assunto della riconnessione (fra habitat, paesaggi etc.), sebbene se ne appoggi implicitamente la veridicità indagando modalità e strumenti per renderla concretizzabile tramite gli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica.
Obiettivo centrale del lavoro è infatti l'aspetto operativo legato a progetti di continuità ambientale e proprio per questo motivo, nella compilazione delle schede di sintesi dei casi studio, non sono state approfondite le modalità di indagine ed analisi delle componenti territoriali, propedeutiche alla compilazione dei piani e dei progetti.
Per quanto riguarda la selezione dei casi studio, essa è avvenuta principalmente tramite la onsultazione di letteratura, riviste specialistiche e siti web, basandosi sì su alcuni criteri-guida (cfr. .1 Criteri di classificazione e schedatura), ma senza la volontà di restituire un insieme di sperienze da considerarsi un campione "statisticamente" rappresentativo. A questo proposito bisogna infatti ricordare che è stato necessario restringere il campo di
ricerca, escludendo ad esempio, casi di piani di settore (di bacino o forestali).
Relatori
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