Prospettive di sviluppo locale nelle aree montane del VCO : strategie per la valorizzazione turistica di territori sottoutilizzati dell'Ossola
Andrea Pozzi
Prospettive di sviluppo locale nelle aree montane del VCO : strategie per la valorizzazione turistica di territori sottoutilizzati dell'Ossola.
Rel. Paolo Castelnovi, Angelo Besana. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2008
Abstract
Il primo capitolo è un'analisi territoriale estesa a tutto il territorio della Provincia del VCO, con lo scopo di approfondire le conoscenze del territorio e individuare nell'analisi swot i punti di forza e di debolezza. Un aspetto rilevante che emerge da quest'analisi è il differente grado di sviluppo tra le tre macro aree che determinano la Provincia, ovvero il Verbano, il Cusio e l'Ossola.
Il Verbano con la presenza di distretti come quello lapideo e florovivaistico e un comparto turistico, quello dei laghi, che è uno dei più sviluppati del Piemonte, soprattutto per quanto riguarda il turismo lacuale e congressuale favorito dalla vicinanza con Malpensa e da una buona rete infrastrutturale, rappresenta l'eccellenza del territorio. Nel caso del Cusio, la presenza del distretto dei casalinghi e delle attività turistiche legate alla presenza del lago d'Orta fanno si che si tratti di un territorio che ha un ruolo già definito e stabile. Il territorio che mostra i segni del declino industriale degli ultimi decenni è l'area ossolana; le difficoltà che questo territorio sconta sono da ricercarsi nella crisi delle industrie chimiche e siderurgiche attestate nel fondovalle del Toce, il mancato decollo del settore dedicato alla logistica delle merci, favorita dalla presenza della linea internazionale del Sempione, i parchi che non esercitano la loro influenza sul territorio, le valli laterali sempre più marginali e lo sviluppo turistico a macchia di leopardo. Il settore turistico che viene visto come unica via di sviluppo duratura dalla classe politica locale, vede la sua eccellenza nelle stazioni sciistiche invernali e termali, che colsero nel momento opportuno la chance di sviluppo legata agli impianti di risalita e alle acque curative.
La marginalità delle valli laterali, le potenzialità inespresse dell'ambiente naturale, la possibilità di promuovere prodotti tipici locali, il sostegno delle località invernali e termali, la possibilità di incrementare i pacchetti turistici e integrarli con il resto della Provincia rendono l'Ossola il territorio che presenta le maggiori esigenze di consolidamento turistico del VCO.
Il secondo capitolo contiene le premesse al turismo montano e si occupa di sviluppo locale e pianifipazione strategica. Le premesse al turismo montano sono costituite da un paragrafo che tratta della storia del turismo montano con riferimenti all'area ossolana, per comprendere l'evoluzione del fenomeno nel tempo e per conoscere come si è affermato storicamente sul territorio. Ci si è concentrati poi su quello che è ritenuto dal bando la chiave per uno sviluppo sostenibile e duraturo nel tempo, ovvero lo "sviluppo sostenibile", perché il turismo sostenibile abbraccia più ambiti di intervento dal territorio, agli attori locali e agli utenti con il fine di preservare il territorio all'interno del quale si opera. All'interno dello scenario in cui si può operare esiste un quadro normativo in cui vi sono i provvedimenti che le leggi dispongono a favore delle aree montane.
Per quanto riguarda lo sviluppo locale l'attenzione è ricaduta sulle politiche territoriali della Regione Piemonte: in particolare sono stati analizzati le componenti della programmazione regionale DPEFR, QSR 2007-2013, e il PTR. All'interno della programmazione regionale si è dato rilievo ai suoi obiettivi e indirizzi, per capire come
10 sviluppo locale può essere attuato attraverso il PTR e come quest'ultimo possa essere
strumento di governance.
Successivamente sono stati trattati i principali documenti programmatici regionali e provinciali al fine di conoscerne le linee guida e gli obiettivi di sviluppo delle aree montane e marginali del Piemonte.
11 PSR 2007-2013 intende perseguire il sostegno alla creazione e al consolidamento di
poli locali di sviluppo integrato, capaci di invertire il declino dei territori rurali della
Regione attraverso l'asse III e IV del programma.
L'obiettivo specifico dell'asse III consiste nel "Miglioramento dell'attrattività e della qualità della vita dei territori rurali", mentre l'asse IV Leader individua obiettivi specifici dell'approccio Leader come il rafforzamento della capacità progettuale e gestionale locale e la valorizzazione delle risorse endogene dei territori. Il Piano strategico regionale per il Turismo che svolge un ruolo di rilevanza nel processo di diversificazione e rilancio dell'economia, in coerenza con le finalità strategiche che l'UE attribuisce a questo settore nell'ambito delle proprie politiche di sviluppo e di sostegno attraverso logiche di sostenibilità. I contenuti del PSRT si focalizzano poi su aree geografiche del territorio regionale, rilevanti dal punto di vista turistico, su cui sviluppare i Piani d'Area, come nel caso del Piano d'Area delle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Questo piano di programmazione, che ha come obbiettivi quello di definire il funzionamento e i ruoli nella collaborazione tra strutture regionali e realtà territoriali (Province, Comunità Montane, ATL) nonché gli elementi necessari per il reperimento delle informazioni sui prodotti e l'organizzazione delle matrici, le modalità attuative e di coinvolgimento del territorio, è stato utile per individuare il tipo di turismo su cui puntare, cioè il turismo d'ambiente, naturalistico proprio delle aree montane marginali, parte consistente del territorio della Provincia del VCO.
Il PTP che è lo strumento a disposizione dell'Amministrazione Provinciale e del territorio per l'innesco e il sostegno delle politiche di pianificazione strategica indica l'aspetto paesaggistico come elemento in grado di assumere un ruolo identitario fondamentale, e pone l'attenzione sull'ambiente, il paesaggio e il patrimonio culturale; ha come suo scopo principale quello di promuovere lo sviluppo sostenibile e quindi l'ambiente diventa l'elemento principale del processo di sviluppo sostenibile ed equo del territorio.
L'ATL è a tutti gli effetti un distretto turistico con l'obiettivo di sviluppare e valorizzare le risorse turistiche locali al fine di aumentare la competitività turistica di un'area territoriale. L'analisi del distretto turistico verbano ha permesso di individuare i compiti e le attività a supporto dello sviluppo turistico provinciale e capire come promuovere i progetti di sviluppo dell'offerta turistica nelle aree montane.
Il terzo capitolo contiene una prima parte dedicata al turismo "dolce" e all'economia dello sviluppo montano e all'analisi del quadro delle risorse materiali e immateriali come i caratteri identitari delle valli ossolane, delle due principali aree protette, Parco Nazionale Val Grande e Parco Naturale Veglia Devero, e dei principali progetti di programmazione integrato.
Per implementare l'offerta turistica all'interno del VCO si è scelto di sviluppare il progetto partendo da esperienze positive applicate in altri territori; per diversificare e integrare i prodotti turistici già presenti si è svolta una ricerca per individuare delle esperienze legate al turismo sostenibile che valorizzassero le peculiarità proprie di quei territori. Sono state così individuate due esperienze: il Parco Naturale Adamello Brenta e AlpCity con i rispettivi interventi il linea con gli obiettivi di questo elaborato. Dall'approfondimento dei casi studio si sono individuati gli interventi che per obiettivi, necessità, caratteristiche e criticità sono trasferibili sul territorio del VCO. Le possibili applicazioni sul territorio del VCO sono l'albergo diffuso (AD), la valorizzazione multifunzionale degli alpeggi e l'Ecomuseo. Per ognuna di queste è prevista una parte introduttiva generale riguardante le caratteristiche, gli obiettivi e le finalità. Per il primo progetto, l'albergo diffuso, sono state analizzate non solo le modalità di realizzazione, i punti di forza, le necessità e le criticità ma anche le diverse tipologie di gestione applicabili e i fondi da cui attingere le risorse finanziarie per lo start-up.
La creazione dell'AD a Bannio Anzino e tra Aurano e Intragna permette di incrementare la ricettività extra-alberhiera e di sostenere la nuova offerta turistica incentrata sul patrimonio naturalistico, culturale ed economico locale.
La valorizzazione multifunzionale dell'Alpe Cheggio in Val Antrona ha lo scopo di preservare parte del patrimonio storico culturale delle genti della Valle Antrona e di
realizzare interventi e azioni atti a gestire gli alpeggi in disuso. L'idea guida è quella di
implementare il settore caseario riferito ad alcuni prodotti tipici della valle e garantirne
la loro promozione.
La costituzione di un organismo ecomuseale della Valle Antigono e Formazza nasce
invece dalla presenza disordinata e disorganizzata di numerose sedi espositive sul
territorio, che necessitano di un'organizzazione che coordini la valorizzazione di questo
patrimonio beneficiando dei vantaggi derivanti dall'esser parte attiva di un Ecomuseo.
L'intervento ha come primo scopo quello di creare un'organizzazione ecomuseale che
racchiuda in sé la memoria storica delle tradizioni, della cultura e del modo in cui l'insediamento tradizionale ha caratterizzato la formazione e l'evoluzione del paesaggio
e quello di incrementare l'offerta turistica con l'ausilio del nuovo polo museale.
Il lavoro svolto ha permesso di consolidare il pacchetto turistico presente sul territorio,
diminuire la marginalità e quindi mitigare lo spopolamento e migliorare la gestione del
patrimonio ambientale. I progetti avanzati devono essere visti in un'ottica di
implementazione "dolce" delle presenze turistiche nelle località montane che vedono
una maggiore presenza di turisti italiani attenti alle tematiche ambientali. Attraverso la
proposta di una nuova offerta turistica le previsioni di crescita vedono un aumento del
flusso turistico, in linea con la crescita annuale registrata negli ultimi anni.
Per il progetto dell'AD si prevede una stima di presenze medie annue di circa 150-200
unità, mentre per l'Ecomuseo il flusso previsto è dell'ordine di 10-15 mila visitatori
l'anno, dovuto soprattutto al coinvolgimento delle scolaresche.
La Val Antrona non presentava le caratteristiche per l'insediamento di una struttura
ricettiva a causa della scarsa offerta turistica che è quasi tutta incentrata
sull'escursionismo "mordi e fuggi". Si è quindi puntato sull'implementazione
dell'offerta in un'ottica di integrazione con la struttura complementare del Rifugio del
CAI di Novara aperta circa 80 giorni l'anno. L'introduzione di una struttura
multifunzionale incrementa l'offerta di fruizione del territorio generando un aumento
della fruizione del sito, portando vantaggi anche al rifugio.
L'intento di trasferire sul territorio ossolano le esperienze positive dei casi studio che abbiamo trattato, ha come finalità futura quella di innescare un circolo virtuoso in grado di implementare l'offerta turistica e valorizzare le tipicità locali.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
