Il colore nelle residenze universitarie
Manuela Maria Stella Cattani
Il colore nelle residenze universitarie.
Rel. Silvia Belforte. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
Sulla natura del colore si ¨¨ discusso per parecchi secoli.
Si ¨¨ pensato che il colore fosse attaccato ai corpi e se n'¨¨ addirittura ipotizzata un'esistenza soggettiva. Ad oggi il problema resta ancora pieno d'interrogativi.
Chi ha pensato al colore come a qualcosa di oggettivo non ha certamente visto giusto.
Tra le ipotesi di coloro che se ne sono occupati, appare particolarmente significativa quella di Padre Grimaldi che consider¨° i colori come "modificazioni" dei raggi luminosi.
Tali raggi, secondo lo studioso, non procederebbero in linea retta, ma in maniera sinuosa. In tal modo, i diversi colori non sarebbero altro che risposte psicologiche diverse alla penetrazione nell'occhio di raggi aventi sinuosit¨¤ di varia frequenza.
Anche Newton* diede il suo contributo alla causa.
In seguito al famoso esperimento del 1666, realizzato con un prisma di vetro triangolare, nel quale proietta per circa sette metri un fascio luminoso uscente dal solido, per separare la luce bianca nei suoi elementi costitutivi, afferma che la luce del sole ¨¨ composta di raggi che differiscono per un numero indefinito di gradi di rifrangibilit¨¤ e che quando vengono separati uno dall'altro differiscono proporzionalmente anche nei colori semplici ed omogenei, quanti sono i gradi di rifrangibilit¨¤.
La luce si scinde di conseguenza in tutte le sue componenti cromatiche (rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, violetto) e ciascuna di esse subisce una deviazione differente.
In particolare, si poteva osservare come il rosso deviasse molto meno del violetto, mentre gli altri colori avessero un comportamento intermedio.
Osservando dal prisma di Newton, diretto verso una parete bianca, non si poteva vedere lo spettro dei colori: il bianco rimaneva inalterato ad eccezione della zona in cui una parte chiara confinava con una pi¨´ scura.
Tutti i colori sono di conseguenza contenuti nella luce bianca, la quale a sua volta ¨¨ costituita da fasci di raggi di atomi che il prisma pu¨° separare; queste componenti luminose, risultanti dalla rifrazione e riconducibili ai sette colori dell'arcobaleno sono associate alle sette note della scala diatonica musicale3.
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