Un itinerario a misura di bambino sulla pittura del '900
Stefano Navino
Un itinerario a misura di bambino sulla pittura del '900.
Rel. Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
Il termine museo deriva dal greco tnuseion, un sostantivo usato nell'antica Grecia per indicare i templi dedicati alle Muse, nei quali si svolgevano cerimonie funebri, competizioni di carattere poetico, letterario e musicale. Secondo i racconti mitologici, le Muse erano le nove figlie di Mnemosyne, la personificazione del concetto di memoria, e di Zeus, signore dell'Olimpo. Esse erano considerate le divinità protettrici e ispiratrici di ogni forma del pensiero umano, dall'eloquenza alla storia, dall'astronomia alla danza, dalla poesia al teatro (Fig.l).
L' origine del museo è in un gesto squisitamente privato. Collezionare, raccogliere, salvare oggetti dalla distruzione fa parte di un comportamento che l'uomo sembra esser tenuto costantemente nel tempo, a partire dal gesto elementare di disporre oggetti intorno a sé, nella forma di una microstruttura protettiva, fatta di reperti legati alla vita e alle persone [Lugli, 1992].
Se nel gesto del collezionare si riconosce uno degli archetipi del comportamento umano, non può stupire che oggi venga attribuita così grande importanza al museo, il cui ruolo istituzionale è proprio quello di raccogliere, conservare, ordinare e valorizzare diverse tipologie di oggetti.
Esistono attualmente due discipline specifiche che studiano i problemi legati al museo: la museogratia e la più recente museologia.
La museogratia si occupa degli aspetti strutturali e tecnici connessi al funzionamento del museo, quindi ad esempio dei problemi di conservazione degli oggetti, del sistema di esposizione (illuminazione, arredo), della struttura architettonica, dei modi per trasmettere al pubblico contenuti chiari ed efficaci. La museologia invece si occupa della storia del museo e della sua vocazione, cioè dei suoi compiti istituzionali e della sua funzione all'interno della società. E evidente il carattere complementare delle due discipline, che è spesso anche all'origine dell'uso indistinto dei due termini, perché l'adeguata risoluzione di problemi pratici è possibile solo se in accordo con le finalità che il museo vuole raggiungere.
La nozione giuridica di museo ha avuto, in questi ultimi anni, una profonda trasformazione. Il museo non può essere considerato un contenitore di beni, ma costituisce piuttosto l'assetto organizzativo preposto alla tutela, alla fruizione ed alla valorizzazione della cultura: il soggetto in grado di svolgere unitariamente la conservazione, la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali. La qualità di un
museo non deriva soltanto dalla rilevanza del patrimonio e dei beni contenuti, ma anche dalla capacità di fornire servizi, di promuovere ricerca e cultura, di qualificare lo sviluppo del territorio circostante. Al pari della natura dei beni museali, della loro eccezionalità rileva la qualità complessiva del sistema, la sua capacità di rendere efficiente ed efficace la gestione, di consentire la fruizione, la trasmissione nel tempo della cultura, l'approfondimento delle conoscenze.
Attraverso una gestione moderna e dinamica del museo si può instaurare più stretta relazione tra bene culturale ed ambiente esterno; così come si possono creare sinergie tra i beni esposti, l'ambiente culturale che li ha prodotti ed il contesto sociale ed economico circostante. La cultura può favorire lo sviluppo locale, soprattutto nelle realtà in cui il sistema dei musei interviene in un'area caratterizzata dalla presenza di consolidati "giacimenti" culturali ed ambientali. In tale contesto, si può ipotizzare che i musei rappresentino un'efficace soluzione al problema dello sviluppo del territorio, stante la loro capacità di convogliare - attraverso l'integrazione tra soggetti pubblici e privati, tra strutture di ricerca ed imprese - risorse economiche e conoscenze [Rolla, 2005].
Chauncey J. Hamlin, presidente dell'International Council of Museum (ICOM), definisce il museo "un'istituzione al servizio della società e del suo sviluppo; generalmente aperto al pubblico (anche se si tratta di un pubblico ristretto, come nel caso di certi musei estremamente specializzati, quali i musei universitari o di medicina, per esempio), il museo deve cogliere tutte le occasioni di svolgere il suo ruolo di risorsa educativa utilizzabile da tutti gli strati della popolazione o dal gruppo specializzato a cui il museo è rivolto. Laddove il programma o le necessità del museo lo richiedono, personale specializzato e qualificato, in possesso di una formazione nel settore della didattica museale potrebbe essere incaricato di questo compito. Il museo ha il dovere importante di attirare a sé nuove e più ampie fasce di pubblico, proveniente da tutti gli strati della comunità, della località o del gruppo che ha nei suoi fini di servire, ed esso deve permettere alla comunità in generale, come alle persone e ai gruppi specifici che ne fanno parte, di essere coinvolti nelle sue attività, e di poter sostenere i suoi obiettivi e la sua politica." [Hamlin, 1946]
In questo lavoro l'attenzione è rivolta ad una particolare fascia di pubblico, i bambini. Questi hanno bisogno di comprendere, di spiegarsi il mondo esterno e il loro mondo interno, di dare un ordine e un senso a ciò che accade fuori e dentro di loro. Diviene importante quindi che l'insegnamento da una parte, e il museo come luogo educativo non formale dall'altra, intrattengano legami e relazioni collaborando reciprocamente per contribuire a quello che è l'obiettivo ultimo cioè la formazione del futuro visitatore adulto [Jacoby e Coppey, 1996].
Relatori
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