La linea ferroviaria Dronero-Busca: problemi di conservazione e rifunzionalizzazione
Ilaria Delfino, Valentina Giaccone
La linea ferroviaria Dronero-Busca: problemi di conservazione e rifunzionalizzazione.
Rel. Maria Grazia Vinardi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2008
Abstract
La linea ferroviaria Dronero - Busca si proponeva di mettere in collegamento il comune di Dronero con la rete ferroviaria piemontese, tramite il raggiungimento di Busca.
L’idea di una tratta ferroviaria facente capo a Dronero fondamentale per rompere l’isolamento della Valle, procurare lavoro alla popolazione che non versava in buona condizioni economiche, [ ] e bloccare quindi l’incremento di migrazione in atto che si stava aggravando, valorizzare prodotti locali e commerciali con un buon guadagno.
Nata nel 1912, dopo più di cinquant’anni di studi e ripetuti tentativi di realizzazione, non riuscì a realizzare le speranze che avevano animato i suoi promotori e la popolazione della Valle.
Lunga 12 chilometri, la ferrovia attraversa la pianura che unisce le due cittadine della Valle, toccando le due frazioni intermedie, Castelletto di Busca e Monastero Pratavecchia. Attraversa numerose strade, sia comunali, che vicinali, arricchendosi così di parecchi caselli, rispetto ad altre tratte ferroviarie.
La parola fine, dopo anni di oblio, la pone il DM 73/T DEL 15 04 1987 con cui viene definitivamente soppresso il servizio viaggiatori, mentre nulla viene stabilito al riguardo del servizio merci, che verrà eliminato nel 2000, quando ormai erano attive solo più due corse giornaliere.
La nostra tesi propone lo studio delle testimonianze fisiche di questa linea ferroviaria, con un triplice obiettivo:
in primo luogo quello di far conoscere una tratta ormai dismessa;
in secondo luogo, quello di sottolineare il fatto che la linea considerata “secondaria” o “ minore” solo perché collega piccoli centri, possa comunque essere importante per la vita della popolazione locale, e quindi sia proponibile la sua valorizzazione, anziché la soppressione;
in terzo luogo favorire la conoscenza di “edifici minori”, e opere d’arte oggi non valorizzate a sufficienza, o addirittura dimenticate, mentre degni esempi di beni architettonici e culturali del panorama ferroviario italiano, da studiare, ed eventualmente tutelare.
Il comune di Dronero e la regione Piemonte hanno avanzato alcune proposte riguardo al riutilizzo di questa tratta, ma sino ad oggi non è stato ancora realizzato nulla.
Quale potrebbe essere il futuro della linea ferroviaria dismessa Dronero-Busca?
Relatori
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