L'acqua in architettura: ipotesi di valorizzazione per il nuovo parco-museo della stazione idrometrica di Santhià
Daniela Assunta Lo Calzo
L'acqua in architettura: ipotesi di valorizzazione per il nuovo parco-museo della stazione idrometrica di Santhià.
Rel. Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
Nell'ambito del vastissimo patrimonio archeologico - industriale localizzato sui territorio italiano, la Stazione Idrometrica di Santhià costituisce sia per quali estetico - funzionali che per I'eccezionalità del suo state conservativo, un esempio lungimirante di connubio Ira architettura e tecnologia.
La ricerca, di seguito presentata, si articola in tre parti, di cui la prima può essere considerata un'introduzione alle sezioni successive. II capitolo iniziale ha per oggetto lo studio dell'acqua e i suoi impieghi, nell'arco dei secoli, in ingegneria e architettura. Partendo dal rapporto di dipendenza e subordinazione nei confronti delle forze naturali che caratterizzava le società primitive, si e ripercorso il lento ed inesorabile mutamento delle relazioni stabilite dall'uomo con un elemento, innanzitutto indispensabile alla vita. La prima parte e perciò una breve rassegna delle principali innovazioni tecnologiche che hanno segnato, oltre al progresso storico, un mutamento nel modo di pensare e confrontarsi con I'acqua nelle scienze e nelle arti. Per tale sezione si e fatto riferimento soprattutto al volume LOFFI, S, G, Piccola Storia dell' idraulica, pubblicato sui site del Consorzio Irrigazioni Cremonesi, Cremona, 2005, opera che offre numerosi spunti di riflessione sulle più rilevanti scoperte ingegneristiche dall'antichità al passato recente.
II secondo capitolo costituisce invece un approfondimento su alcuni complessi idrometrici costruiti in Italia nell'Ottocento, fondamentali centri di misurazione nell'erogazione delle acque e al tempo stesso luoghi di ricerca sperimentale. In particolare ci si e soffermati sui caso della Stazione Idrometrica di Santhià, sito nato ufficialmente con la legge n. 446 del 6 agosto 1903, grazie al coraggioso impegno di uomini di scienza che seppero precorrere i tempi e sostenere la realizzazione di un avveniristico progetto, fondamentale per il successive sviluppo della fisica idraulica nel nostro Paese. II capitolo ripercorre la difficile via intrapresa per portare a compimento un'opera di eccezionale ingegno e valore. Tuttavia, la chiusura della Stazione Idrometrica, avvenuta intorno agli anni venti, ha comportato un progressive abbandono e decadimento del sito, sui cui recupero il dibattito e al momento aperto. La terza sezione del lavoro, ha perciò I'intenzione di offrire alcune indicazioni su una possibile rivalorizzazione del complesso. Tenendo conto che la Stazione non costituì soltanto uno dei maggiori centri di studio esistenti a cavallo dei due Secoli passati, ma che si dimostra essere importante testimone delle vicende politiche dell'allora neonate Stato italiano, e stata svolta un'elaborazione progettuale, tesa innanzitutto a tutelare la struttura come bene integrale. Per tale ragione si e voluto valorizzare il grande trascorso del sito, ideando percorsi museali che potessero restituirci memoria della Stazione e dei contributi offerti alla ricerca scientifica, insieme ad attività didattiche pensate per bambini e ragazzi. Infine, considerando I'affermarsi in questi ultimi anni di politiche gestionali sempre più attente a bilanci, si e ritenuto importante rendere il sito attrattivo e aperto ad occasioni anche economicamente vantaggiose. Per tale ragione sono stati previsti punti vendita, di ristoro e di ritrovo, al fine di ospitare eventi e meeting.
La tutela e la valorizzazione della Stazione Idrometrica di Santhià non si risolve dunque in se stessa, ma vuole offrire nuove opportunità ad un territorio che, come quello italiano, e ricchissimo di storia e offerte culturali, risorse indispensabili alla crescita economica e sociale del nostro Paese, al passo con una domanda turistica sempre più esigente, articolata e attenta alla qualità dell'offerta, primato a cui, con ottime possibilità, l'Italia deve ambire.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
