Architetto e animatore. Cosa vuoi fare da grande? spazi aggregativi ed educativi dell'extrascuola : risorse per minori in centro a Torino
Mauro Cena
Architetto e animatore. Cosa vuoi fare da grande? spazi aggregativi ed educativi dell'extrascuola : risorse per minori in centro a Torino.
Rel. Delfina Comoglio Maritano, Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
C'erano tutti quei vermetti e quelle bestioline semi corazzate che correvano da tutte le parti, dal formicaio li vicino partivano spesso truppe di esploratrici e ora visitavano anche quel posto.
Lì in effetti era molto più umido rispetto all'erba tutt'intorno, che cominciava appena, dopo le prime piogge, a diventare un po' verde, anche in tutta la parte di terra che era bruciata.
II formicaio era alto almeno trenta centimetri. La settimana prima avevo visto dei termitai, anche di grosse dimensioni, ce ne sana un sacco in altri posti dell'Africa. Lì no. Troppi pochi alberi. E la savana. Brush. Che in effetti molto spesso mi metteva un po' d'angoscia tutto quello spazio immenso, io avevo bisogno di montagne che mi delineassero un confine...
Le nuvole che danno I'immagine della rotondità della terra: quando e sereno le nuvole si stagliano bianche e formose nel cielo fino oltre I'orizzonte, non c'e nulla che le fermi. Quando e nuvoloso, e grigio peggio che il blocco di ghisa sordo dei cieli di febbraio a casa. E la ghisa sorda fa il male del pezzo di termosifone che mi cade vicino al piede mentre stavo cercando di installarlo assieme a papa, a casa. Fin da bambino ho adorato il posta in cui abito, le montagne all'orizzonte. D'estate quando e sereno ma la foschia copre le montagne sembra di essere in una pianura immensa.
Ora c'ero immerso in quella pianura immensa, e due settimane ancora mi separavano dalla via di fuga per trovare i miei limiti. Sarei andato presto sui monte Kenya, limite visivo e limite fisico (visto I'allenamento...). Roba che quando I'avessi detto ad Andrea mi sarebbe saltato in testa...
Come a dirgli di aver guidato il Land Rover. Spettacolo. Guidare di notte in Kenya (assolutamente non raccomandabile) fa abbastanza paura. Ma sulla jeep non ero solo, piuttosto ero iI solo uomo, con Anna e suor Delfina. Suor Delfina era in Kenya da vent'anni, e molto rassicurante viaggiare con lei. Mi aveva raccontato un sacco di cose su come si vive fI, poi voleva sapere cosa stavo combinando io in Italia, cosa avrei voluto fare "da grande", I'animatore 0 I'architetto... In quei pomeriggi ero andato con Anna all'oratorio della missione. Portavo la chitarra e venivo pressato dalla marea di bambini che ti guardano I'orologio ti accarezzano la barba ti toccano i capelli ti chiedono "come ti chiami?" "how are you?" "caramella!" "suona!" "sing!"...
"You're leaving?" - is, torn a Nairobi - Goodbye!!!"
COSI. Semplice. Un saluto. E dalla missione di Makuyu ora ero tornato ad Isinya e stavo suonando con i ragazzi. La versione reggae di "Piero e Cinzia". La adoravano. La ballavano tutti quanti i ragazzi, a volte anche Ie donne.
Ivonne era la più piccola. Era stata lei a fermarmi e accompagnarmi a vedere vicino al formicaio.
Qualche giorno prima avevamo visto un serpente sgusciare via proprio da n sotto.
Non so, effettivamente, dove avevo trovato iI coraggio di alzare quel sasso.
La cooperazione internazionale allo sviluppo e per me un tema molto caro e mi ha spinto, nel 2001, a passare tre mesi in Kenya, per approfondire una ricerca per la tesi su possibili soluzioni architettoniche a basso costo. La ricerca avrebbe dovuto portare alla produzione di blocchi in terra stabilizzata con cemento, ma purtroppo la terra del posta (Isinya, 40 km a sud di Nairobi) e risultata inadatta al tipo di prodotto; la sperimentazione quindi non e andata a buon fine (insieme al primo tentativo di tesi...), ma le motivazioni che mi hanno spinto fin la sono rimaste...
Lo sviluppo dei paesi poveri e la lotta alla povertà sono alla base degli interventi di cooperazione internazionale, ma spesso, nelle motivazioni, tralasciano una visione globale di questo tipo di interventi.
Riguardo a questi temi, oggi, il bisogno fondamentale e nell'educazione e
nell'informazione, più che negli interventi.
La mondialità e un atteggiamento per cui ogni nostra azione e inserita in un contesto
motto ampio, appunto, mondiale. La povertà ha cause strutturali in meccanismi e politiche che non funzionano, ma aumentano il divario tra ricchi e poveri (non solo tra nord e sud del mondo, ma anche all'interno dei paesi sviluppati).l
Queste poche considerazioni hanno basato il mio "perder tempo" degli ultimi anni per fare I'animatore; credo infatti che iI tema della mondialità (che mi ha spinto, da quasi architetto, in Kenya) non debba essere un settore di nicchia, ne una questione di carità, quanta di giustizia, per il quale pero c'e bisogno di moltissima informazione ed educazione; lavoro come animatore, dopo aver frequentato un corso della Regione per animatore professionale, e credo che anche nell'educazione la mondialità non sia di nicchia 0 di parte, ma faccia parte sola mente dell'allargamento di visione che dobbiamo fare se vogliamo davvero parlare di educazione (e quindi di vita, di rispetto e di crescita delle persone). Dopo I'esperienza in Kenya, ho deciso di svolgere la tesi di qualifica sui giochi di collaborazione e sull'educazione alla mondialità.
1 Sergio Marelli, presidente associazione ONG italiane, intervento sui tema delle Sviluppo durante il meeting "Young Words Happening" promosso dalla Città di Torino il 22,23,24 settembre 2005. Cfr. Città di Torino - Settore Politiche Giovanili e Cooperazione Internazionale (soggetto promotore), Young Words Happening - rapporto finale, Torino, 2005, p.5.
2 Mauro CENA, (relatore Luca Piazza), II giocoop sei tu, chi può darti di più? - it gioco tra competizione e collaborazione per un'educazione alla mondialità, Tesi di Diploma, Corso triennale per Animatore Professionale, CIOFS/FP Piemonte, Cumiana, A.A. 2002/2003.
In Kenya, i pili diffusi mezzi di trasporto pubblico sana i matatu, pulmini che, nello spazio dei 9 posti omologati qui in Italia, riescono a portare anche 18 0 20 persone pili i bagagli (scatole, borse, ceste con galline vive dentro...); nella giornata di formazione animatori, i ragazzi sana per questo sistemati a gruppi di 8, quattro sotto, per fare le ruote, gli altri quattro sulle spa le, I'autista, la guida e i passeggeri; cos! possono immedesimarsi bene nel matatu che viaggia nella savana per incontrare diversi personaggi, ognuno dei quali ha qualcosa da raccontare... Ogni squadra ascolta una parte del racconto di viaggio che introduce la prova da superare; a prova superata, riceve un pezzo di legno con cui costruire il centro comunitario, il maendeleo; che potrà essere completato solamente mettendo insieme i pezzi di tutte le squadre...
una possibile conclusione.
Architettura educazione: divario sostenibile?
Sostenibile riguarda le risorse utilizzate o coinvolte in un processo, e in questo caso si possono fare diverse riflessioni:
c'e un divario palese tra i propositi dei Trattati e dei Piani d'Azione circa la "città educativa" e I'operato pratico nel campo educativo preso in considerazione e in ciò che influisce su di esse (e non credo basti giustificarlo come mentalità o cultura tipica italiana); la scuola (come principale agente educativo verso i minori) e inadeguata alle nuove esigenze (stranieri, disagio sociale); ai 3 pilastri dell'educazione sanciti dall'UNESCO (1997) in "conoscere", "essere" e "fare" se ne aggiunge un quarto (su cui la scuola non forma ancora): "sa per stare con gli altri".
it "sa per stare con gli altri" e un fine dell'educazione attualmente delegato informalmente all'extrascuola; ma I'extrascuola non ha le risorse adeguate (economiche, culturali, umane, ...), COS! che sembra di tornare al divario di partenza (architettura educazione)...
Ho pensato molto al senso di questa tesi, mi sono scontrato con un certo disfattismo personale, ma più mi ci soffermavo, più trovavo conferme: dal parroco della parrocchia del centro5 all'antropologo francese in una conferenza sugli stranieri6... dal problema concreto della mancanza di spazi al diva rio, che ritorna, tra ricchi e poveri, e che sta ritornando ad essere anche nella conoscenza e quindi nell'educazione!
Quindi? Quali migliorie, a Torino centro, possono essere apportate all'esistente? ...perche le risorse sono minime, non sembra possibile fare molto di più, se non sconvolgendo i pesi (economici, politici, socia Ii,...) cui il lavoro net sociale fa riferimento...
Manutenzioni e piccoli interventi sembrano ad oggi le uniche cose fattibili e realizzabili per dare apporti positivi alla situazione, per rendere realmente "aggregativi ed educativi" molti spazi per i minori attivi a Torino.
Niente di più mi sembra fattibile e niente di più vorrei propormi di fare per non realizzare un intervento puntuale che si rivelerebbe utopico (coinvolgendo molte risorse nella realizzazione e molte risorse nella gestione), una specie di cattedrale nel deserto, che si discosterebbe da quel concetto di uguaglianza e di sovranità che I'educazione e I'animazione perseguono.
risorse, per una realizzazione piena, autonoma, da protagonisti della propria storia e della grande Storia.
3.struttura della tesi
A Barbiana avevo imparato che Ie regole delle scrivere sono: Aver qualcosa d'importante da dire e che sia utile a tutti 0 a motti. Sapere a chi si scrive. Raccogliere tutto quello che serve. Trovare una logica su cui ordinarlo. Eliminare ogni parola che non serve. Eliminare ogni parola che non usiamo parlando. Non porsi limiti di tempo.
4. Educazione: i bambini e i ragazzi, come crescono e come apprendono; il gioco e il suo ruolo nell'educazione; la percezione del contesto e la sua influenza sulla crescita. L'animazione del territorio.
. Città la città "educativa". La sostenibilità urbana e i bambini come parametro per la crescita delle persone, i progetti, le convenzioni e i trattati di riferimento; I'ambiente urbano e il suo sviluppo. Animazione e partecipazione. Torino città.
. Rete: il lavoro nel sociale e le politiche cittadine. La situazione a Torino centro, le realtà operative in campo educativo ed aggregativo per minori, il lavoro di rete e alcune problematiche emerse nel concreto.
. Spazi: le indicazioni progettuali per gli spazi per bambini, la normativa; inquadramento degli spazi analizzati e il questionario; i miglioramenti realizzati e realizzabili, sulla piccola scala.
. In allegato: dossier spazi (in collaborazione con i Servizi Sociali): analisi degli spazi "educativi ed aggregativi" esistenti sui territorio del "quartiere centro" della Circoscrizione 1 (oratori e doposcuola).
INTRODUZIONE
Architettura e animazione. Questa tesi nasce dalla necessita di impegno di fronte quello che può essere il senso della vita, almeno da un punta di vista personale, e si vede nell'impegno per gli altri I'unico motivo per cui ci si possa spendere.
Questa tesi nasce dal confronto tra le finalità espresse in merito all'educazione I progetti, direttive nazionali e dichiarazioni internazionali e la conoscenza e il lavoro nella realtà socia le torinese riguardo ai minori; una premessa non rassicurante i
quanto vuole lasciare trasparire il divario tra le intenzioni e la pratica e mettere il evidenza le difficoltà operative nel campo educativo e sociale in una città che (com. Torino) viene definita "educativa" e "sostenibile"; purtroppo uno sguardo veloce da punto di vista di bambini e ragazzi non rende giustizia a tali definizioni. Tutt'altro.
L'animazione si occupa di persone e della loro crescita, e per questo si deve anche occupare di quello che e 10 sviluppo di una comunità e del territorio, in cui le persone vivono. Questo mi ha spinto ad allargare molto I'argomento che lascia trasparire il titolo, arrivando a considerare i propositi in merito allo sviluppo di un'intera città.
La domanda iniziale, oltre che personale, e una domanda che può farsi chiunque in un processo di crescita, "cosa vuoi fare da grande?", e vuole introdurre il tema dei bambini, dei ragazzi e dei giovani come futuro della società. Una società che sempre me no Ii ascolta, e sempre più spesso introduce questo tema sola mente per poterne abusare.
Ho collaborato con alcune realtà del sociali a Torino (Oratorio Valdocco, Associazione NOI Torino, Associazione OB2 Mondo F - Mirafiori Sud) e non posso non confrontarle con quelle con cui ho collaborato a Chivasso e in provincia, dove vivo (parrocchie di Chivasso e Pastorale Giovanile Diocesi di Ivrea), vedendo quante iI contesto influenzi la vita delle persone.
Lavoro da diversi anni nell'Associazione "OB2 Mondo G", che opera nell'animazione ed educativa per ragazzi in centro a Torino, da più di 15 anni; la sede dell'Associazione, di modeste dimensioni (un buco, 0, più poeticamente, un calcette con le mura intorno), e parte di ciò che mi ha spinto ad approfondire la ricerca svolta in questa tesi.
All'ora il gioco, il teatro, il divertimento o la musica, lo spettacolo o lo sport, il naturismo e I'arte sono strumenti, in quanto tali utilissimi; ma solo mezzi, strade per arrivare al fine. Una animazione che scambia il fine con il mezzo, non e altro che superfluita barocca, consolazione o evasione. Pub darsi che I'uomo abbia bisogno di queste cose, ma allora non e necessario chiamare in causa I'animazione. Essa ha ragione di essere solo in quanto efficace strumento di liberta e potere, altrimenti e vuota. II suo compito e quello di aiutare gli individui, i gruppi e le comunità a prendere coscienza dei loro problemi e delle loro esigenze reali, a pensare criticamente a se stessi ed al mondo, a realizzare le proprie potenzialità esprimendo le proprie
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