Lo stadio di tutti e i barbari in galera. Studio ad indirizzo sociologico - urbano sul ruolo dello stadio nella società contemporanea e tutto quello che ruota intorno a questo mondo parallelo
Luca Squinzani
Lo stadio di tutti e i barbari in galera. Studio ad indirizzo sociologico - urbano sul ruolo dello stadio nella società contemporanea e tutto quello che ruota intorno a questo mondo parallelo.
Rel. Luca Davico. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura Per Il Progetto, 2007
Abstract
Ogni domenica (ed oggi anche il venerdì, sabato, lunedì, martedì e mercoledì... ma non
staremo esagerando?), milioni di persone affollano gli stadi di tutto il mondo, Colorano gli
spalti, tifano per la loro squadra, applaudono, fischiano, imprecano, ridono, piangono... Non
importa che si assista ad una partita di calcio, di rugby o baseball, la passione e devozione che
ci mettono e sempre la stessa. Proprio per questo ho deciso di provare a definire quale sia oggi
il molo dello stadio nella nostra società, come questo possa essere gestito, e di conseguenza,
del perche il pubblico adotti determinati comportamenti all'apparenza insensati 0 privi di
spiegazione al suo interno (ovviamente anch'io sono un tifoso, "Granata da legare" come il
granatissimo Massimo Gramellini). Ho scelto per questo lavoro, il titolo "Lo stadio di tutti",
nella speranza che 10 stadio, possa davvero diventare luogo universale anche nella realtà, in
ogni parte del mondo, ed al suo interno si svolga una festa, dove si balli e si canti, come
avviene in terra Carioca. Il libro, vuole fornire pillole di riflessione, che il lettore, sarà libero
di assumere a suo piacimento.
Stadi, stadiacci e ruderi sono parte delle nostre città e della nostra vita. Quando terminai
questo manoscritto nell' agosto del 2006, non avrei mai pensato che queste pagine fossero
oggi più attuali che mai, in una sorta di stasi spazio temporale della nostra società, o ancora peggio, in una sorta di regressione culturale. Proprio per questo ho deciso di non modificare
parole e pagine del libro, per renderci conto dei pochi passi in avanti e, dei molti passi "falsi"
fatti a ritroso. Stadi o popolo di bipedi che li popolano, non importa: tutto fa brodo. Dopo gli
errori (voluti?) di Italia '90, "Calciopoli Atto I" (tempesta seguita da sentenze ingiustamente
zuccherate per molti, ma non per tutti), dopo le nuove invasioni barbariche da stadio che
hanno invaso tutta l'Europa, il quadro e tutt'altro che incoraggiante e, se poi le scorribande di
qualche barbaro imbecille hanno come terra di conquista anche la Svizzera e l'Inghilterra:
allora dobbiamo seriamente rimboccarci le maniche. Altrimenti si salvi chi può! Nonostante le
ultime ordalie siciliane, avrei giurato nella non meritatissima assegnazione degli Europei 2012 all'Italia. Più per mancanza di concorrenza, che per meriti propri, anche se e vero si, siamo
campioni del mondo. Non e andata cosi. Il 18 aprile a Cardiff, Polonia e Ucraina l'anno
spuntata su Abete & C. Più una scelta politica di apertura alle federazioni dell' est Europa, che
per altro. Anche li, non si fanno mancare problemi politico - sportivi consistenti. Gli ultimi
gravi - gravosi fatti già citati e, "Claciopoli Atto II" hanno fatto il resto. Il problema stadi,
comunque, e un virus globale della nostra crostaccia terraquea: hooligans inglesi ed olandesi
non lesinano razzie in terra straniera. Ora, dopo anni, ci si accorge che in Italia gli stadi sono
da rifare (anche quelli del '90). Volevamo cogliere I'occasione e i finanziamenti, ed allora
l'Europeo 2012 sarebbe stato benvenuto. Mi auguro che ora, svanito il miraggio, non si
abbandoni il processo di modernizzazione delle strutture e d'educazione del pubblico.
Purtroppo, noi non siamo mai all'ultimo stadio, ma al massimo al penultimo. Se il cantiere
continuerà a rimanere aperto, andando avanti, forse "Lo stadio di tutti" non e poi cosi lontano.
Corriamo pero il rischio di incorrere nell'indifferenza dopo I'estasi: cerchiamo di evitarlo.
Almeno un aspetto positivo nella vicenda c'e: it problema stadi di Torino è stato risolto.
Relatori
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