Il rilievo finalizzato al progetto di conservazione: la tenuta di Nebbione a Carisio (Vercelli)
Alessandro Munaro, Davide Riva
Il rilievo finalizzato al progetto di conservazione: la tenuta di Nebbione a Carisio (Vercelli).
Rel. Grazia Tucci, Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2006
Abstract
Dopo aver effettuato una ricognizione sul territorio vercellese ci siamo subito resi conto di quanto fosse vasto il suo patrimonio architettonico e di quanto fosse caratterizzato da numerosi complessi agricoli di notevoli dimensioni spesso arricchiti da residenze nobiliari come i castelli.
In seguito a un'analisi volta alla verifica dei siti già conosciuti e ampiamente presenti in letteratura, abbiamo ristretto la nostra ricerca su quelle realtà rimaste ancora inesplorate. Il primo ostacolo affrontato è stato quello di ottenere, da parte dei proprietari di questi beni, per lo più appartenenti a famiglie nobili, anche solo il permesso di poterli visitare. Dopo numerosi tentativi andati a vuoto, siamo riusciti a ottenere un incontro con il Marchese Ottaviano Incisa della Rocchetta, il quale ci ha concesso la disponibilità di accedere a una delle sue tenute: quella sita a Nebbione, una frazione del Comune di Carisio.
Ci siamo subito resi conto del grande valore architettonico conservato in questo luogo e in seguito a una preliminare ricerca di archivio ci siamo accorti della mancanza, quasi totale, di informazioni storiche attestanti le consistenze ivi presenti. A questo punto, visto lo stato dei fatti, abbiamo ritenuto interessante, in qualità della nostra formazione di architetti conservatori, realizzare un rilievo accurato volto alla conoscenza dei numerosi fabbricati edificati in questo luogo, in epoche diverse, tra i quali trova collocazione anche un castello di modeste dimensioni.
Durante una ricognizione più attenta, volta a comprendere l'estensione della Tenuta, abbiamo potuto constatare come questa realtà rappresentasse un vero e proprio borgo, in grado di produrre tutto ciò che era necessario per la vita dei suoi abitanti, che nel 1840 erano addirittura 180 individui. Ci siamo quindi posti come obbiettivo quello di fornire le basi per la conservazione delle caratteristiche fisico-architettoniche dell'intero complesso, ottenibili, in primo luogo, con una campagna di rilievo architettonico.
Il nostro lavoro è stato inoltre seguito con interesse dagli stessi Proprietari, poiché propensi a effettuare al più presto, opere di restauro atte innanzitutto al mantenimento in sicurezza delle strutture.
Il nostro elaborato finale è stato strutturato secondo il percorso da noi seguito in questo ultimo anno e mezzo.
Siamo partiti con un inquadramento territoriale di Nebbione, utile a farci comprendere meglio le caratteristiche di quest'area geografica. Contemporaneamente abbiamo intrapreso una ricerca d'archivio per scoprire più notizie possibile sulle vicende che hanno interessato nei secoli il luogo. Abbiamo provato a documentarci oltre che sulla tenuta anche sulle casate che l'hanno posseduta. Purtroppo non siamo stati molto fortunati, poiché le notizie rinvenute sono da considerarsi piuttosto scarne, nonostante siano stati visitati molti archivi e ci sia stata data la possibilità di consultare alcuni documenti facenti parte di un archivio privato.
Poiché Nebbione è sempre appartenuta a famiglie nobili, abbiamo ritenuto interessante uno studio sull'araldica per leggere i blasoni delle due famiglie che si sono avvicendate sulla proprietà: i conti Caresana e i conti Avogadro, questi ultimi attuali proprietari.
Successivamente ci siamo occupati dell'analisi del costruito. Abbiamo suddiviso la proprietà in tre nuclei distinti, sia per funzione, sia per epoca costruttiva: il borgo, l'azienda e il castello. Per ciascuno è stata fatta una descrizione fisico architettonica delle consistenze.
Molte considerazioni fatte in questa fase descrittiva sono scaturite dall'attento esame che abbiamo eseguito durante le fasi di rilievo architettonico. Quest'ultimo è stato realizzato con metodologia sia strumentale, sia diretta. Tutto il complesso è stato restituito graficamente in scala 1:100. Per una migliore comprensione di alcuni fabbricati è stato realizzato un modello tridimensionale. Questa tesi di laurea è stata svolta come conclusione di un percorso formativo impostato sulla conservazione e sulla valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, e si è rivolta particolare attenzione alle discipline del rilievo. Nell'affrontare questo lavoro sono state utilizzate gran parte delle conoscenze acquisite in questi anni di studio. Oltre a quelle apprese nel campo della storia e del restauro, sono state fondamentali le discipline della rappresentazione e del progetto conservativo.
Il nostro obiettivo è stato quello di rendere manifesti i caratteri originari delle strutture, sperando che queste non vengano stravolte da ristrutturazioni incoerenti.
Ci auguriamo che le analisi conoscitive effettuate, accompagnate da una esauriente restituzione grafica, siano in grado di fornire le basi necessarie per gli opportuni interventi di recupero.
- Abstract in italiano (PDF, 144kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 144kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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