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Per una valutazione preventiva del rischio sismico : costruzione del quadro conoscitivo alla scala di aggregato per gli insediamenti storici di Verna e Chiarmetta in Giaveno (TO)

Bellassai, Roberta and Pegoraro, Jessica

Per una valutazione preventiva del rischio sismico : costruzione del quadro conoscitivo alla scala di aggregato per gli insediamenti storici di Verna e Chiarmetta in Giaveno (TO).

Rel. Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016

Abstract:

INTRODUZIONE

La scelta di svolgere una tesi di Restauro e Riqualificazione deriva dalla necessità che ogni architetto dovrebbe avere, ovvero, prima di approcciarsi alla progettazione del nuovo, è necessario guardare quello che è stato fatto in passato, rispettando, preservando, tutelando il patrimonio.

L'elaborato di tesi da noi perseguito si va ad inserire all'interno di un filone di ricerca che ha come obiettivo quello di instaurare un metodo di lavoro per la valutazione della vulnerabilità sismica degli insediamenti storici siti su aree in cui è attestata una media/ alta pericolosità sismica, avente un focus specifico sulla tipologia di aggregato.

I punti cardini per l'elaborazione del metodo sono stati lo "Studio propedeutico all'elaborazione di strumenti d'indirizzo per l'applicazione della normativa sismica agli insediamenti storici". "Lo Studio è finalizzato a promuovere e stimolare una politica di prevenzione sismica attiva a livello di insediamenti storici concepiti, nei toro insieme morfologico e funzionale, come componente vitale dei centri urbani' ".Tale documento è risultato la nostra linea guida sia per quanto concerne il nostro operato, sia per l'acquisizione delle nuove nozioni in merito all'applicazione della normativa sismica (NTC2008, Norme tecniche delle Costruzioni) ora integrate ll'interno del documento con uno sguardo verso il patrimonio culturale prendendo come entità da analizzare i centri storici "rappresentazione deità cultura stratificata di una comunità, luogo di memorie storiche comunitarie e individuali patrimoni identitari e di auto riconoscibilità della popolazione 2 "che non devono necessariamente aver accertato un particolare interesse storico-architettonico che li classifichi come vincolati ma che solo per il semplice fatto di essere centri storici ricadenti su aree a rischio sismico devono essere tutelati e conservati perché parte del patrimonio architettonico-culturale nonché documento e memoria del passato.

L'obiettivo, infatti è quello di seguire l'iter di lavoro metodologico proposto dallo Studio propedeutico al fine di definire uno strumento che abbracciando diverse discipline aiuti a disegnare un quadro molto più chiaro sullo stato di conservazione dei centri storici su cui si va operare e nello stesso tempo verificare il grado di vulnerabilità (la capacità che un sistema urbano ha di subire e reagire rispetto al sisma) e fare valutazioni a livello preventivo in vista di evento tellurico; si tratta di un percorso di conoscenza basato su livelli che gradualmente conferisce una certa consapevolezza su come operare sul costruito, dove "Conoscere "non significa semplificare ma cogliere tutti gli elementi, tutti i caratteri che rendono complesso quell' oggetto 3. Le discipline che entrano in gioco sono molteplici, anche se l'ottica su cui è stato condotto il tutto rispecchia la logica dell'urbanistica che permette una lettura più attenta del territorio, in cui tutti gli elementi che lo connotano sono legati a sistema; Il restauro architettonico che ha come priorità quella di instaurare un legame fisico e materico con il costruito e che attraverso l'esame visivo e il rilievo critico portano alla luce le peculiarità insite nei manufatti, come pure le discipline strutturali che fanno in modo di capire come gli elementi di un manufatto siano costituiti e come siano legati tra di loro prevedendone i comportamenti futuri se non soggetti a prevenzione. Partendo dal presupposto che il costruito appare come un'entità complessa e stratificata ci siamo prefissate di valutare esso attraverso tre diversi ambiti, quello della conoscenza, della previsione e quello progettuale.

Le differenti discipline aiutano in tale iter in quanto il processo di conoscenza avviene dal generale al particolare senza che nessun elemento venga tralasciato, quindi partendo dalla scala territoriale si passa dall'isolato storico, all'aggregato urbano fino all'ispezione del singolo manufatto.

Il territorio che abbiamo ritenuto consono all'adozione del metodo è quello piemontese e nello specifico si è scelto di approfondire, attraverso un primo sopralluogo le borgate appartenenti al comune di Giaveno, per poi focalizzare l'attenzione su due: Verna e Chiarmetta.

Gli elaborati redatti hanno come finalità di andare a definire il livello di rischio sismico del suddetto Insediamento Storico, concetto che è possibile comprendere attraverso le nozioni di pericolosità sismica, esposizione e vulnerabilità sismica, che successivamente verranno puntualmente spiegati.

La nostra si è prefigurata come una sfida, un viaggio alla scoperta di un territorio dai connotati particolari, ricchi di sapere e cultura tradizionale che via via si stanno perdendo. L'essenzialità delle forme, la purezza dei materiali e il loro modo di relazionarsi con il paesaggio ha fatto si che fosse il luogo a scegliere a scegliere noi.

Relatori: Monica Naretto
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GH Scienze Ambientali
R Restauro > RD Tecniche del restauro
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio
Classe di laurea: Nuovo ordinamento > Laurea magistrale > LM-04 - ARCHITETTURA E INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4892
Capitoli:

INDICE

PREMESSA

1.LA SISMICITÀ' NEL TERRITORIO ITALIANO

1.1.Le origini della Terra e le teorie a supporto

1.2.Gli elementi caratterizzanti dei terremoti

1.2.1.Le deformazioni naturali della Terra e l'energia dissipata

1.2.2.Le Onde sismiche

1.2.3.La misurazione dei terremoti

1.3.Il monitoraggio, concetti generali

1.3.1.Il monitoraggio strumentale su territorio Nazionale

1.3.2.Il monitoraggio per i monumenti tutelati per la conoscenza e la conservazione

1.4.La classificazione sismica italiana

1.5.La storia degli eventi sismici in Italia che hanno stimolato la crescita delle Normative sismiche

1.5.1.Le regioni Sicilia e Calabria

1.5.2.Le regioni Basilicata e Campania

1.5.3.Le regioni Puglia, Abruzzo e Molise

1.5.4.Le regioni Lazio, Umbria e Marche

1.5.5.Le regioni Toscana e Emilia Romagna

1.5.6.Le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto

1.6.L'azione sismica

1.6.1.I livelli di sicurezza sismica

1.6.2.Il rischio sismico

1.6.3.Pericolosità, Vulnerabilità ed Esposizione sismica, Studio e approccio sul territorio

2.LA SISMICITÀ IN PIEMONTE E LA SUA NORMATIVA

2.1.Cenni sulla sismicità regionale del Piemonte

2.2.Storia della classificazione sismica in Piemonte

2.3.La Microzonazione Sismica

2.4.La Rete Sismica regionale

3.APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA PROPOSTA DALLO STUDIO PROPEDEUTICO NEL CASO STUDIO DI VERNA - CHIARMETTA

3.1.L'evoluzione della Normativa: dalla Tutela del singolo Monumento all'Insediamento Storico

3.2.La scelta del caso studio

3.3.Il Rilievo Urbano

3.4.Sviluppo diacronico

3.5.Destinazioni d'uso

3.6.Analisi dei fattori di rischio

3.7.Rilievo della consistenza architettonica

3.8.Insediamento Storico: individuazione degli aggregati e prima graduatoria di criticità

3.9.Insediamento Storico: individuazione delle unità strutturali negli aggregati n4 e n13

3.10.Rilievo Architettonico tematico delle Unità Strutturali USI, US2, US3, US4, US5, US6, US7, US8, US9, US10: Analisi dei Materiali e Degradi

4.IL QUADRO CONOSCITIVO NELLE BORGATE DI VERNA E CHIARMETTA

4.1.Inquadramento territoriale

4.1.1.Val del Tauneri

4.1.2.Il sistema economico tradizionale nelle valli di Giaveno

4.1.3.L'emigrazione nelle valli di Giaveno

4.1.4.Sismicità storica nelle valli di Giaveno

4.2.La lettura dei Catasti

4.3.Analisi dello stato di fatto: il Rilievo Urbano

4.4.Analisi delle destinazioni d'uso e dei fattori di rischio

4.5.Dinamiche insediative delle Borgate montane nel Territorio di Giaveno

4.6.Le tipologie e i materiali dell'architettura montana riscontrati nelle valli di Giaveno

4.6.1.Piante e Prospetti

4.6.2.La cellula base

4.6.3.Le coperture

4.6.4.I materiali impiegati per le strutture portanti

4.7.Il sistema architettonico nelle borgate Verna e Chiarmetta in relazione alla vulnerabilità sismica

4.7.1.Forma e struttura

4.7.2.Le fondazioni

4.7.3.Le murature

4.7.4.Le aperture

4.7.5.Gli orizzontamenti

4.7.6.I ballatoi

4.7.7.La copertura

4.7.8.I comignoli

4.7.9.Passaggio coperto, portico o androne

4.7.10.Le strutture di collegamento verticale

4.7.11.I collegamenti viari

4.7.12.Le trasformazioni

4.7.13.I fronti urbani

4.8.La vulnerabilità negli aggregati n.4 - n.13 e le relative unità strutturali Inquadramento territoriale

4.8.1.US 1

4.8.2.US 2

4.8.3.US 3

4.8.4.US 4

4.8.5.US 5

4.8.6.US 6

4.8.7.US 7

4.8.8.US 8

4.8.9.US 9

4.8.10.US10

CONCLUSIONI

BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA

ALLEGATI

ELABORATI GRAFICI

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