Flessibilità e adattabilità nell'ambiente domestico: la cellula abitativa come stimolo alla trasformazione dell'interno
Efisieto Orrù
Flessibilità e adattabilità nell'ambiente domestico: la cellula abitativa come stimolo alla trasformazione dell'interno.
Rel. Chiara Comuzio. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
I molteplici legami, le relazioni, le variabili legate a tipologie distributive ed impiantistiche che interessano un ambiente tanto complesso quanto allettante come quello della cucina, mi ha fatto fin da subito riflettere sulla limitatezza che un'analisi delle sole trasformazioni dell'ambiente in questione nel corso degli anni avrebbe portato.
Troppi sono infatti i condizionamenti e le interferenze con le quali questo locale deve convivere: nascita di nuovi bisogni, trasformazioni delle abitudini alimentari e sociali, mutamenti delle strutture edilizie e familiari.
Non ultimo per importanza, in seguito alle trasformazioni dei modi di abitare, il cambiamento dei rapporti tra l'ambiente in questione e gli altri locali della casa e, in particolare, il locale che ne rappresenta la naturale estensione, il soggiorno.
Questi fattori, questa vera e propria frattura tra gli ambienti, dettata da caratteri distributivi vincolanti, costringono il più delle volte l'utilizzatore ad una occupazione degli spazi che si risolve nella sola scelta del modo di assemblare i mobili, in locali nei quali la separazione tra il privato ed il sociale è netta, locali in cui la disposizione spaziale degli arredi determina staticità ed ingombri notevoli.
Il modello tipologico che il razionalismo porta con se è quello della cucina chiusa che limita, nel vero senso della parola, le possibilità e le scelte del fruitore. ecco allora che si ricorre, all'interno dell'ambiente in questione, alle sole tipologie distributive possibili: in linea, in parallelo, ad "elle", ad "u", a isola a penisola o al monoblocchi, quando lo spazio lo consente.
In questo quadro appare fin da subito evidente che il posizionamento di questo locale all'interno dell'appartamento e le sue relazioni con gli altri locali sono legate a due problemi: il primo è un problema di tipo impiantistico, quale il posizionamento delle condutture di adduzione e scarico, il secondo è di tipo distributivo, legato in molti casi a progettazioni obsolete rispetto all'evoluzione dinamica della società generate da una totale assenza di rapporto tra il progettista e il fruitore.
Nel mercato immobiliare questa mancanza del cliente reale si traduce in una serie di postulati su come vuole vivere la gente che rappresenta un impedimento all'evoluzione della sfera domestica.
La modifica a la trasformazione di questi ambienti nella
PROGETTAZIONE DI EDIFICI PLURIFAMILIARI È POSSIBILE SOLO SE SI PENSA AD UNA CELLULA ABITATIVA COMPLETAMENTE DIVERSA, SVINCOLATA DAI LIMITI CHE LA PROGETTAZIONE ODIERNA SI PORTA CON SÉ: UNA PROGETTAZIONE NELLA QUALE L'ARCHITETTO COMINCIA A LAVORARE SEGUENDO UN PROGRAMMA FITTIZIO DI NECESSITÀ BASATO SU INFORMAZIONI STATISTICHE E NON SUI BISOGNI REALI DEL FRUITORE.
ECCO ALLORA CHE SOLO PARTENDO DALLA PROGETTAZIONE DI UN AMBIENTE SGANCIATO DAI MODELLI TIPOLOGICI CLASSICI È POSSIBILE IMMAGINARE SPAZI IN CUI LE RELAZIONI TRA UN AMBIENTE E UN ALTRO SONO CONTINUI, FLUIDI E SOPRATTUTTO FLESSIBILI SIA DAL PUNTO DI VISTA SPAZIALE (LIBERTÀ DI SCELTA DELL'UTILIZZATORE) CHE DA QUELLO TEMPORALE (POSSIBILITÀ DI ADATTAMENTO NEL TEMPO ALLE DIVERSE ESIGENZE QUALI PER ESEMPIO IL CAMBIAMENTO DEL NUCLEO FAMILIARE).
La condizione sociale risulta, oggi più che mai, molto più agile e dinamica dello statico settore immobiliare; il mercato della casa, basato in larga parte sugli stereotipi di una famiglia standard non rispecchia assolutamente la realtà molteplice nella quale viviamo.
In questo quadro si delineano nuovi scenari che, attraverso l'evoluzione delle strutture familiari, sia a livello di composizione, sia di cambiamento degli stili di vita, vanno a modificare l'ambiente nel quale viviamo, trasformando e riconfigurando continuamente i rapporti che intercorrono tra un ambiente e l'altro della casa.
La progettazione degli alloggi negli edifici residenziali, sembra non tenere conto dei veloci mutamenti che interessano la società nella quale viviamo, siamo sempre ricondotti all'interno di edifici che solitamente non riservano pari energie progettuali alle facciate quanto all'articolazione degli spazi interni. tuttavia alcuni progettisti, all'interno di questo panorama stagnante, hanno proposto nel corso degli anni una serie di casi che trasformano la cellula domestica in uno dei campi di sperimentazione architettonica più rilevanti degli anni
RECENTI.
La flessibilità nell'abitazione, appare come l'unico meccanismo in grado di compensare la mancanza di connessione esistente tra il progettista e l'utilizzatore anonimo.
Solo così si può immaginare un organismo edilizio che permette al fruitore libertà di utilizzo e la modifica dell'ambiente nel corso degli anni, secondo le necessità che si ritengono opportune di volta in volta.
Un ambiente trasformabile che permette alle diverse zone della casa di relazionarsi tra di loro in modo diverso, consente di trasformare non solo la cucina o il soggiorno, ma anche il loro intorno, e, attraverso la modifica delle relazioni che intercorrono tra gli ambienti di ottenere in breve una nuova identità.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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