Il piano urbano della mobilità sostenibile : dalle linee guida europee all'applicazione nelle aree metropolitane italiane
Stefano Del Signore
Il piano urbano della mobilità sostenibile : dalle linee guida europee all'applicazione nelle aree metropolitane italiane.
Rel. Luca Staricco. Politecnico di Torino, Master of science program in Territorial, Urban, Environmental And Landscape Planning, 2014
Abstract
Introduzione
La Mobilità Sostenibile e i trasporti in generale costituiscono una delle politiche comuni dell’Unione Europea. Tale politica non ha più come obiettivo soltanto le esigenze economiche ma si concentra anche sulle esigenze sociali ed ambientali, con il fine ultimo di perseguire uno sviluppo in linea con i principi della sostenibilità. La maggior parte delle aree urbane europee sta affrontando una serie di problematiche comuni, legate non solo alla propria espansione fisica e demografica, ma anche all’ambiente e alla società. Il costante aumento della domanda di mobilità, la mancanza di un servizio di trasporto pubblico efficiente e l’uso quasi esclusivo dell’auto privata, nel tempo ha generato non poche esternalità. La congestione del traffico, l’inquinamento acustico e dell’aria, il fenomeno della sovra crescita urbana, così come la sicurezza stradale, sono tutti temi che si pongono sul cammino di uno sviluppo urbano sostenibile. La mobilità basata sull’auto è una parte importante nella pianificazione delle politiche di trasporto ma si devono trovare nuovi modi per incoraggiare l’uso di sistemi alternativi (trasporto pubblico, bicicletta e a piedi).
La definizione della disciplina della Mobilità Sostenibile a livello comunitario e nazionale è avvenuta attraverso progressivi aggiustamenti volti ad accrescere l’efficienza del sistema. La strategia europea è basata sulla diffusione delle migliori pratiche che le varie realtà urbane riescono ad attuare. Tale strategia propone l’adozione di un nuovo strumento di pianificazione: il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
Lo scopo di questo lavoro è condurre uno studio comparativo sulla Mobilità Sostenibile in alcuni Paesi UE (Francia, Gran Bretagna e Italia) per mostrare se le esperienze attuate in aree metropolitane, ormai consolidate come quelle francesi e inglesi, possono essere prese come esempio da emulare nelle future Città Metropolitane italiane. L’area metropolitana è stata scelta come unità di analisi in quanto permette una visione e una programmazione d’insieme. Infatti solo attraverso la pianificazione intercomunale e l’elaborazione di strategie a medio lungo termine si riusciranno a risolvere i problemi comuni dei territori.
Il lavoro si apre, quindi, con una descrizione della politica europea sulla mobilità urbana, presentando in ordine i vari documenti strategici comunitari sulla mobilità sostenibile che hanno portato, dal primo Libro Verde sui trasporti del 1992, alla nascita del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e alla definizione di un processo di piano condiviso da tutti i Paesi membri.
Nel secondo capitolo è stato necessario calarsi nella realtà francese e inglese e procedere ad uno studio di dettaglio delle disposizioni previste in materia di mobilità sostenibile in ciascuna di esse.
Nel terzo capitolo, si è cercato di evidenziare gli strumenti che in Italia regolano la mobilità urbana. Inoltre è stato approfondito il tema della Città Metropolitana sotto l’aspetto giuridico (passato ed in itinere).
Il problema della delimitazione delle aree metropolitane e del loro governo è stato approfondito soprattutto mettendo in luce quelli che sono gli strumenti di pianificazione strategica e della mobilità oggi utilizzati da molte città. A tal proposito sono state analizzate alcune singole realtà cercando di fare, seppur con differenze sostanziali, un primo confronto con le esperienze straniere e dare un giudizio rispetto a quanto previsto dall’Unione europea.
Infine, nel quarto capitolo, è stato analizzato nel dettaglio il caso di Torino in rapporto con i comuni di cintura. In particolare ci si è concentrati sul Comune di Venaria Reale, in quanto è stato sede di tirocinio ma soprattutto è uno dei pochi Comuni che ha predisposto un PUM senza obbligo di legge.
Questo studio aiuterà a capire meglio, se i problemi legati alla mobilità possono essere risolti con migliori risultati in un’ottica metropolitana.
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