Centallo dal castrum al borgato percorso di lettura di un insediamento rurale
Paolo Ferrero
Centallo dal castrum al borgato percorso di lettura di un insediamento rurale.
Rel. Claudia Bonardi, Enrico Lusso. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2002
Abstract
La villa fortificata di Centallo ha ricoperto nei secoli un ruolo importante per il controllo dei territorio e dei commercio nel Piemonte meridionale. Essa si trova in prossimità delle principali vie che mettono in comunicazione da una parte la Provenza con il Piemonte sud-occidentale, attraverso le valli Vermenagna, Gesso e Stura, dall'altra quest'ultimo con il Piemonte settentrionale e nordorientale.
La comunità fa risalire la sua nascita a tempi assai lontani e nell'arco dei secoli fu oggetto di attenzione da parte di importanti casate. Sebbene non sia possibile risalire a una data precisa sulla fondazione di un insediamento abitativo, sembra che in epoca romana si trattasse di un territorio popoloso e fortificato. L'insediamento rurale in tutto l'Occidente europeo, a partire dagli ultimi decenni del sec. IX e per almeno duecento anni, fu caratterizzato dall'incastellamento. La costruzione di numerosi castelli (castra, castella) fu determinata da due forze concomitanti e opposte: da un lato lo sviluppo economico e l'incremento demografico, dall'altro la diffusa insicurezza nella quale gli uomini erano costretti a vivere e ad operare, sullo sfondo dello sfacelo politico del regno italico e della generale tendenza alla frammentazione del potere.
Nel sec. XI il paesaggio dei Piemonte sud-occidentale era profondamente diverso da quello attuale, non c'erano città, ma soltanto insediamenti rurali alcuni dei quali fortificati.
Le tracce di un castello in una città o villaggio, rappresentano, anche quando siano materialmente scomparse come a Centallo, un elemento di prestigio dei centro abitato.
Le informazioni più circostanziate sul castello, sono state prodotte per descriverne la fine, maturata attraverso alcuni episodi militari nella seconda metà dei sec. XVI; tuttavia, proprio esse, costituiscono il solo punto fermo della sua vicenda storica perché, essendo composte dalla parte avversa, offrono garanzie di attendibilità sui contenuti e sulla valutazioni delle strutture materiali. Le espressioni castrum et villa, ricorrenti nei documenti dei secoli XII-XIV, corrispondono effettivamente a strutture edilizie fra esse ben differenziate anche se la loro reciproca posizione ebbe a subire nel tempo più di un mutamento. Appare dei resto normale che il fortalizio non dovesse, in origine, essere circondato da case esigendo uno spazio libero per le necessità della sua difesa; un castello privo di tale spazio era infatti un castello debole, un palese controsenso. L'esistenza di sedimina all'interno delle mura indica più chiaramente che qui si potevano rifugiare gli abitanti della villa vicina. Nel Cuneese le strutture fortificate signorili e comunitarie, a partire dal sec. XIII, paiono essere sempre compresenti ma distinte. La compresenza dei due nuclei, tra loro differenziati, può tuttavia assumere caratterizzazioni diverse. Ricetto e castello possono essere in coerenza, ma assolutamente autonomi, con accessi indipendenti, usufruendo insieme di parte delle difese esterne. Altre volte, come nel caso di Centallo, le due strutture coesistono entro una fortificazione comune, usufruendo di due aree di terreno congruenti: l'una è lottizzata, l'altra è sede della fortezza signorile, ulteriormente difesa dai propri fossati e mura. Dell'antico centro del borgo di Centallo si distinguono due nuclei, i cantoni della Villa e del Borgato, separati tra loro da una larga fascia inedificata, poi destinata a piazza. Il nucleo più antico o ricetto è strutturato a forma di pentagono irregolare entro il quale si individuano cinque isolati e due assi incrociatisi ad angolo acuto. La disposizione delle vie interne consentiva al solito una notevole facilità di accesso alle mura, smantellate con i bastioni e il castello intorno alla metà dei sec. XVI. La struttura urbanistica indica l'esistenza di un piano preordinato, nonostante alcune imperfezioni di dettaglio nell'impianto (specie negli allineamenti).
Una delle questioni più complicate, legate alla situazione delle comunità rurali, è quella che riguarda le relazioni con le chiese. Affrontando questo discorso ci si addentra in quella intricata rete di rapporti che intercorrono tra i vari enti ecclesiastici, e che vedono il sovrapporsi all'interno di uno stesso territorio, d'influenze assai diverse.
La vita religiosa si organizza a partire dalla seconda metà del Duecento attorno alla pieve di San Michele. I principali luoghi di culto centallesi sono, nella realtà dei fatti legati a diversi enti ecclesiastici.
Per una corretta comprensione dello sviluppo urbano di Centallo è stata effettuata un'attenta analisi dei Catasti conservati presso l'Archivio Comunale di Centallo alla categoria V. La ricerca è stata effettuata procedendo a ritroso a partire dal Catasto figurato del 1770 che grazie alla restituzione planimetrica delle proprietà ha permesso di effettuare una immediata corrispondenza tra le particelle identificate sulle mappe e gli intestatari.
Il dato che più emerge dallo studio dei registri catastali è la mancanza quasi totale di intestatari dei cantoni del Borgato e della Villa nei catasti del 1597, 1616, 1680 e 1702 mentre risultano censite numerose abitazioni nella Villa e nel Borgato nel catasto figurato del 1770.
Questo interessantissimo dato è stato analizzato interpretando quanto le fonti esaminate nel lavoro di ricerca hanno rivelato e cioè l'esistenza di un castrum utilizzato come castello-ricetto e la formazione di un ampliamento di impianto regolare al di fuori delle mura per accogliere una popolazione sempre più numerosa in prossimità del centro di comando.
Alla luce di quanto riportato nei consegnamenti del 1618 e del 1662, che non hanno rivelato un controllo totale del Borgato e della Villa da parte dei marchesi di Centallo, ma che hanno comunque evidenziato attraverso quanto riportato sui forni e sul sito del castello demolito, una costante presenza dei signori nelle vicende urbane, risulta sostenibile la tesi secondo la quale nel Quattrocento il cantone dei Borgato sia sorto su iniziativa dei signori di Centallo come villanova per raccogliere la popolazione nei pressi dei castello a scopo di difesa e di controllo; questa eventualità dimostra la mancanza di riferimenti nei catasti relativi ai Cantoni della Villa e del Borgato. Dall'analisi dei catasto 1770 inoltre si è potuto constatare che la il cantone della Villa alla fine dei secolo XVIII era diventata la sede delle abitazioni più prestigiose, tutte ricostruite o ristrutturate, che si sviluppano attorno ali' area commerciale della via maestra; per contro erano quasi scomparse le abitazioni con parte rustica.L'abbattimento delle mura non ha prodotto la saldatura delle due parti dell'abitato, ma ha generato la separazione dell'insediamento con la formazione, sull'area rimasta libera, di una fascia di giardini davanti ai palazzi.Il catasto napoleonico 1811 registra ben poche differenze per ciò che riguarda le destinazioni d'uso delle aree costruite.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
