Antonio Garofalo
Project management per la valorizzazione di beni storici: il caso di Stupinigi.
Rel. Rocco Curto, Diego Giuseppe Ferrando. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Heritage Preservation And Enhancement, 2012
Abstract
ABSTRACT
La Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel suo inscindibile rapporto con il parco, il Castelvecchio, il borgo mulino, le esedre e le cascine lungo Viale Torino, rappresenta un unico complesso di difficile approccio progettuale sia per l'eccellenza del sito sia per le diverse criticità che lo caratterizzano.
La Palazzina di Caccia di Stupinigi costituisce un'espressione significativa del primo Settecento europeo, rappresentando attraverso il dinamismo morfologico uno degli elementi chiave del percorso linguistico juvarriano.
Il progetto di valorizzazione non può che considerare la complessità dell'intero sistema e porre un'attenzione particolare sia nel momento progettuale sia nella continuità della sua gestione. La valorizzazione e gestione del complesso di Stupinigi non può non considerare le sue potenzialità e la capacità di aprirsi a una fruizione culturale, tale da consentire le ricadute necessarie in termini sociali e culturali e nello stesso tempo di garantire la sostenibilità economica, finanziaria e gestionale. In questo contesto, dove la valorizzazione deve confrontarsi con la scarsità delle risorse finanziarie pubbliche, si è reso necessario utilizzare principi e strumenti propri del project management,assumendo una visione temporale all'interno della quale collocare i diversi interventi in ragione della loro capacità di autofinanziarsi. La tesi assume e pone in alternativa temporale parco, museo (dell'ammobigliamento,dell'arte venataria) e giardino, verificati sia in relazione al costo degli interventi sia in relazione alla capacità di ciascuno di autosostenersi.
Dalle analisi svolte emerge come di fatto la soluzione più sostenibile sul piano finanziario e della gestione risulti essere quella relativa all'ampliamento dell'attuale museo dell'ammobigliamento al piano terra con il contestuale inserimento del museo dell'arte venataria al piano interrato, seguita dalla sistemazione del giardino storico. Il costo marginale di restauro e di gestione prefigurano infatti - stando ai risultati delle analisi finanziarie condotte - rientri finanziari marginali capaci di perseguire attraverso l'ottimizzazione dei costi di gestione l'equilibrio di bilancio. Le analisi mettono oltretutto in evidenza la possibilità per l'Ente proprietario di produrre al suo intemo le risorse finanziario - monetarie necessaire per la gestione, senza fare ricorso a fonti esteme di finanziamento.
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