Partendo dal riconoscimento di una ex Cava oggi in disuso e presente in una un porzione di tessuto periferico della città di Orbassano, si è posto l'obiettivo di organizzare la riqualificazione del comparto abbandonato allo scopo di allo scopo di restituire alla natura ed alla collettività uno spazio urbano organizzato secondo le funzioni riconosciute strategiche per l'interesse generale.
Non si tratta solo di un recupero ambientale ma si tratta della restituzione di una porzione di territorio alla collettività, attraverso una strategia di intervento a differente scala di influenza sociale, da quella locale a quella territoriale; nel tentativo di rendere questo spazio come un polo attivo per il territorio, sfruttando anche la sua localizzazione nell'area adiacente all'Ospedale San Luigi, allo scalo Merci di Orbassano, e al Torrente Sangone.
Il principio reggente dell'intera azione in progetto è convenire il luogo abbandonato dall'uomo verso le sue origini attraverso un processo di riambientazione del tessuto esistente così da istituire un polo di attrazione ed nuova forma di estrazione di interessi generali, non più incentrati sul prelievo di beni semmai sul riconoscimento dei vigenti ambiti naturali.
Le azioni di promozione del luogo iniziano con l'individuazione delle opere naturali preesistenti, quali ne sono il Torrente Sangone e lo specchio d'acqua, in secondo luogo dalla presa in carico delle opere infrastrutturali presenti (Ospedale San Luigi, scalo merci) e future (nuova stazione ferroviaria RFI).