L'habitat popolare periferico: caso studio Bogotà
Vanessa Gutierrez Herrera
L'habitat popolare periferico: caso studio Bogotà.
Rel. Cristiana Rossignolo, Silvia Saccomani. Politecnico di Torino, Master of science program in Territorial, Urban And Environmental Planning, 2012
Abstract
L'emarginazione delle persone che abitano nei quartieri popolari e appunto in periferia della città, l'aumento della popolazione al suo interno, e la diminuzione dei terreni per la costruzione, hanno generato deficit quantitativo e qualitativo nell'assetto abitativo colombiano. La mancanza di opportunità per la gente di acquistare una casa o un luogo di abitazione, nella maggior parte dei casi è dovuta alla mancanza di lavoro che impedisce che ogni famiglia abbia un reddito sufficiente per coprire questa spesa, pertanto sono spesso costretti a costruire le loro case, il più delle volte minacciando le loro vite, le loro famiglie e i vicini con l'utilizzo di tecniche e materiali costruttivi che non sono sempre adeguati, inoltre i luoghi d'insediamento sono localizzati il più delle volte in zone ad alto rischio sia d'inondazioni sia di frana..
L'esigenza immediata di formare un habitat residenziale e il piccolo numero di soluzioni abitative da parte dello Stato e di aziende private, che non rispondono né alla domanda né alle qualità spaziali richieste da questa popolazione, obbliga le persone all'auto-gestione e all'auto-costruzione di alloggi in accordo con le loro capacità economiche.
Il tracciato urbano generato nella cosiddetta "città informale" risulta della suddivisione dei lotti con dimensioni minime dove la prima esigenza è avere uno spazio sul quale costruire la propria abitazione. Per questo non si prende in considerazione la necessità di lasciare grandi spazi per l'uso pubblico e nemmeno la fornitura dei servizi pubblici; inoltre i locali commerciali e l'attrezzatura dei luoghi d'incontro della popolazione che compaiono dopo la creazione dell'insieme abitativo, non sono sufficienti per coprire i fabbisogni degli abitanti di un quartiere.
Lo scopo di questo lavoro è di capire le caratteristiche e le dinamiche della problematica dell'habitat popolare della "città informale" nella periferia urbana a Bogotà, le cause e le conseguenze degli insediamenti informali, e la risposta istituzionale alla problematica, analizzare una zona di origine informale e avanzare una ipotesi di scenario futuro per tale zona.
Il lavoro si divide in tre parti: la prima propone uno sguardo sulla situazione generale della città di Bogotà; nella seconda parte è spiegato il problema dell'urbanizzazione informale in periferia, le sue cause e le sue caratteristiche e successivamente viene descritta la risposta istituzionale alla problematica per capire le opportunità e le debolezze dalle soluzioni proposte dalla pianificazione urbanistica in Colombia, e in particolare a Bogotà; nella terza parte viene esaminata una specifica area della periferia della capitale colombiana, il bordo sud, e si avanza una ipotesi che possa dare risposta alle criticità identificate; in fine nelle conclusioni del lavoro vengono indicati gli spunti da tenere presenti nei futuri interventi sui bordi della città d'origine informale e su aree da sviluppare con alloggi nuovi.
All'interno dei doveri etici dell'architetto c'è quello di offrire degli spazi adeguati che rispondano ai bisogni della gente. Questo comporta indirizzare la progettazione e costruzione di spazi per gruppi umani la cui vita è influenzata direttamente o indirettamente dagli edifici, dagli spazi urbani e dell'ambiente circostante. Per questo il professionista che opera nel campo dell'architettura e dell'urbanistica deve essere interessato al bene comune e contribuire al miglioramento delle condizioni sociali con le conoscenze acquisite puntando al benessere sociale e quindi collaborare al suo sviluppo, tenendo conto dell'insieme dei fattori che costituiscono la città.
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