Il patrimonio industriale, un progetto di valorizzazione. Applicazione delle tecniche di visual control per il miglioramento degli ambienti di lavoro
Elisa Trimarchi
Il patrimonio industriale, un progetto di valorizzazione. Applicazione delle tecniche di visual control per il miglioramento degli ambienti di lavoro.
Rel. Silvia Gron, Antonio Carlin. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Quando una persona pensa all'architettura, la prima cosa che le viene in mente è un edificio residenziale o al più uno adibito a uffici; difficilmente, se non si tratta di un addetto ai lavori o di qualcuno interessato all'argomento, assocerà al concetto di architettura quello di industria.
Anche a livello accademico la situazione è molto simile. Nelle facoltà di architettura, il concetto di costruzione viene affrontato sotto molteplici aspetti ma raramente, fatta eccezione per alcuni corsi a carattere storico o per gli edifici industriali progettati da architetti famosi o imprenditori illuminati, il problema dell'architettura industriale è reputato degno di nota.
Eppure se pensiamo al nostro territorio e alle nostre città, questo elemento è fortemente presente e incide in modo rilevante sia sull'ecosistema sia sulle relazioni sociali delle popolazioni delle aree circostanti.
Abitualmente gli edifici industriali sono considerati come costruzioni "edili" di interesse prettamente ingegneristico e quindi con poca attrattiva architettonica. Questo scarso interesse ha portato a uno scostamento sempre più accentuato tra la figura dell'architetto e quella dell'ingegnere che, al contrario, soprattutto in questo campo dovrebbero collaborare, scambiandosi reciprocamente esperienze, formazione e cultura.
Giunta al termine del mio ciclo di studi, ritengo quindi molto interessante approfondire questo ramo della progettazione, cercando di rafforzare il ponte culturale tra le due suddette figure professionali e ricercando alcuni elementi che possono rendere più vivibile questa realtà. Infatti come disse Giovanni Agnelli nel discorso che tenne a Roma nel 1996 per il cinquantenario della Vespa "la funzione dell'industria non è solo e neanche principalmente quella del profitto. Lo scopo è migliorare la qualità della vita mettendo a disposizione prodotti e servizi.
Per effettuare questo studio ho deciso di realizzare una prima parte di testo in cui analizzo l'azienda sotto i suoi aspetti principali. La prima cosa da me fatta per affrontare questo tema è stata quella di pormi tre domande preliminari: se penso all'industria, cosa mi viene in mente? Cos'è esattamente l'industria e da cosa è costituita? Rispondere a questi interrogativi può sembrare a prima vista molto facile, proprio per la teoria semplicistica a cui troppo spesso si associa questa realtà: un'industria non è altro che un capannone in cui si producono materiali. Questo concetto è corretto ma non esaustivo poiché, a un'analisi più attenta, ci si rende conto che un'azienda è costituita da un insieme di elementi, spesso relazionati tra loro in modo articolato e variabile a seconda del tipo di produzione e del contesto in cui l'azienda stessa si inserisce. Ho cercato, quindi, di schematizzare gli elementi principali che caratterizzano l'industria dalla sua nascita a oggi e di individuarne le interrelazioni, per poterle poi successivamente approfondire.
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