Internazionalizzazione della tutela in caso di guerra. Torino nel quadro dei provvedimenti italiani.
Luigi Salerno , Cinzia Scala
Internazionalizzazione della tutela in caso di guerra. Torino nel quadro dei provvedimenti italiani.
Rel. Laura Antonietta Guardamagna. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2011
Abstract
Intento ultimo dell'elaborato con cui concludiamo il nostro percorso di studi è la ricognizione ed identificazione dei provvedimenti di tutela adottati dalle Istituzioni preposte alla salvaguardia del «patrimonio artistico nazionale» dai pericoli che l'ultima guerra combattuta sul suolo italiano vi poteva arrecare, con particolare riferimento alla situazione di Torino e del Piemonte.
Il testo che presentiamo si struttura su due piani complementari tra loro. Il primo affronta la questione ad un livello 'generale', includendo nell'universo del discorso diversi aspetti della tutela del patrimonio che sfumano nella normativa italiana e nel diritto internazionale bellico, nella mobilitazione civile e in quella militare. Il secondo piano invece, in dipendenza dal primo, contestualizza le nozioni acquisite nella sezione precedente nell'ambito geografico di riferimento di cui ci si è occupati.
Nel dettaglio la Prima Parte è organizzata in cinque capitoli cronologicamente consequenziali, ognuno dei quali tratta uno specifico argomento, e, ove necessario, integrati da materiale iconografico e allegati, utili ad una più ampia comprensione delle tematiche.
Il primo capitolo, La difesa territoriale e la Protezione Antiaerea, presenta il susseguirsi delle Istruzioni per la difesa territoriale passiva delle popolazioni e degli edifici, dalla Grande Guerra ai Regolamenti emanati durante il Ventennio fascista, concludendosi con la disamina delle Convenzioni internazionali sugli usi e costumi della guerra che presentavano interesse anche per la materia della protezione del patrimonio storico-artistico, argomento questo che viene affrontato in maniera dettagliata nel capitolo terzo, Decreti, circolari e norme. Qui vengono infatti esaminati gli strumenti legislativi predisposti fin dal tempo di pace sotto il Regime fascista e messi in atto, a conflitto aperto, dal Ministero dell'Educazione Nazionale e dalle Soprintendenze, organi questi ultimi che vengono analizzati nelle loro strutture amministrative, anche in riferimento alla stagione delle grandi riforme, nel capitolo L'amministrazione dello Stato a sostegno della tutela: Organi centrali e periferici.
Se l'analisi dei provvedimenti italiani applicati durante la guerra verrà descritta nella Parte Seconda dell'elaborato, nella sezione corrente abbiamo tuttavia deciso di soffermarci su come operarono gli eserciti stranieri combattenti sul suolo nazionale dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943 per la 'tutela' del nostro patrimonio storico, artistico, bibliografico ed archivistico. Il capitolo "Guerra all'arte: spoliazioni, distruzioni e tutela" contrappone gli interventi delle Forze Alleate alle azioni dei Nazisti. In stretta connessione con quello precedente, il capitolo "Le restituzioni delle opere d'arte trafugate" ci introduce all'operato svolto dagli Alleati vincitori, dalla Comunità Internazionale e dall'Amministrazione italiana per rientrare in possesso di quei beni illecitamente esportati in Germania e sottratti dai gerarchi nazisti.
Come accennato la Seconda Parte è incentrata su quanto fu fatto a Torino, sia in preparazione alla possibilità di un evento bellico sia durante gli effettivi cinque anni di guerra. Anche in questo caso il testo, suddiviso in due capitoli, è corredato da numerosi allegati documentali ed iconografici. Nel capitolo sesto, «Arriva Pippo!» L'attacco aereo su Torino, l'argomento è distinto tra i piani di protezione, dei civili e del patrimonio immobile, e i danni di guerra causati dalle incursioni aeree, dei quali viene dato un approfondimento sulle 'ferite' riportate dagli edifici di interesse storico. L'ultimo capitolo entra nel dettaglio dei provvedimenti attuati dagli Enti preposti alla tutela ad opera dei Soprintendenti, alle Gallerie prof. Carlo Ani, ai Monumenti arch. Vittorio Mesturino, i professori Carlo Carducci e Giulio Farina per le Soprintendenze alle Antichità I e II, il dott. Gian Carlo Buraggi Soprintendente Archivistico e la dott.ssa Ester Pastorello per la Soprintendenza Bibliografica, e dal Comune di Torino, in particolare nella persona del prof. Vittorio Viale, riguardo allo sfollamento delle collezioni storiche, artistiche, bibliografiche ed archivistiche dei principali Istituti torinesi. Viene inoltre presentata la situazione dei beni demaniali in uso alla Corona, il cui destino era strettamente legato agli eventi storici che investirono il Regno d'Italia.
Le ricerche svolte per la stesura dell'elaborato hanno coinvolto sia materiale bibliografico sia archivistico. I testi consultati, molti dei quali editi durante il periodo considerato, hanno costituito la base soprattutto per la redazione della Prima Parte, che non sarebbe risultata però esaustiva senza un indispensabile approfondimento attraverso numerosi documenti archivistici.
L'Archivio di Stato di Torino conserva alcune serie documentali tra le più interessanti per il nostro lavoro. Ad esempio la consultazione del fondo Sovrintendenza speciale al Museo delle Antichità Egizie di Torino ha costituito il punto di partenza per la definizione del quadro normativo italiano circa il tema da noi affrontato. Di particolare interesse sono anche i fondi Prefettura di Torino, sezioni Gabinetto e Atti amministrativi, e Genio Civile del Piemonte e della Valle d'Aosta che hanno concorso ad una migliore comprensione delle politiche di Protezione Antiaerea attuate in città.
Per quanto riguarda il capitolo quarto è da sottolineare il fatto che, a fianco dell'ampia bibliografia rintracciabile, è stato possibile integrare in parte le nozioni acquisite con la consultazione di materiale archivistico del fondo British Committee on the Preservation and Restitution of Works of Art, Archives and Other Material in Enemy Hands (Macmillan Committee): Minutes, Correspondence and Papers messo a disposizione sul web dal National Archives britannico. Sempre per merito della tecnologia informatica è stato possibile visionare il materiale fotografico dei National Archives and Records Administration statunitensi e del Bundesarchiv tedesco.
La Seconda Parte ha invece nei carteggi archivistici il proprio fondamento, supportato da un ricco apparato bibliografico a conferma di quanto desunto e rintracciato nei documenti stessi.
Relativamente all'iconografia di questa sezione risulta fondamentale citare i fondi Ufficio Protezione Antiaerea e Tipi e Disegni presso l'Archivio Storico della Città di Torino e gli Archivi fotografici della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella, Vercelli e della Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici del Piemonte.
Gli Archivi delle Soprintendenze e dei Musei Civici di Torino, insieme all'Archivio di Stato, fondo Archivio dell'Archivio di Stato di Torino, e all'Archivio Storico della Città di Torino, fondo Affari Lavori Pubblici, ci hanno permesso di ricostruire le vicende relative alla protezione dei beni immobili e di quelli mobili degli Istituti della Città. Negli stessi fondi d'archivio numerosi sono stati i documenti inerenti le altre sezioni trattate nel nostro elaborato.
Strumento di rilevante interesse è poi l'Archivio Storico del quotidiano «La Stampa» poiché attraverso gli articoli del tempo, benché pregni di retorica e propaganda di regime, è possibile rilevare dati tangibili sulla situazione della città in guerra.
Molte altre sono le carte consultate, che, nonostante non siano state direttamente citate nel testo, rappresentano comunque un fondamentale background di conoscenze per gli argomenti affrontati: si tratta ad esempio di quelle contenute nel fondo CLN Regionale Piemontese conservate all'Archivio dell'Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea e quelle della sezione Servizio Danni di Guerra del fondo Intendenza di Finanza all'Archivio di Stato di Torino.
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
