A Public Library : secondo i criteri illuminotecnici
Alban Kovacaj
A Public Library : secondo i criteri illuminotecnici.
Rel. Pierre Alain Croset, Anna Pellegrino. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
Questo lavoro si sviluppa a partire dall'idea che la Biblioteca pubblica contemporanea in quanto strumento di mediazione tra docuverso e persone possa essere contemporaneamente:
• organizzazione democratica e gratuita di comunicazione che garantisce l'accesso all'informazione e alla conoscenza. Tutte le persone, fin dai primissimi mesi di vita, possono utilizzarla per maturare personalmente e condividere socialmente esperienze di lettura, ricerca e conoscenza;
• "istituto dell'apprendimento" in quanto organizzazione che si propone di garantire l'accesso alla conoscenza fornendo ai priori utenti gli strumenti e le capacità necessarie per manipolare e valutare criticamente tutte le fonti informative;
• "laboratorio di metacomunìcazione" nel quale biblioteca e utenti confrontano saperi, linguaggio e strumenti relativi alla comunicazione nella società contemporanea, ne costituiscono di nuovi contaminandosi vicendevolmente, acquisendo piena coscienza, l'una e gli altri, delle proprie capacità concettuali e operative
verificando, sul campo, la validità delle proprie strategie, finalità, obiettivi.
Quindi alla biblioteca come servizio fondamentale per lo sviluppo culturale e conoscitivo del cittadino, si chiede il grande sforzo di rivoluzionare non solo i locali, ma anche l'intera offerta al fine di divenire un terreno collettivo di cultura e spazio per incontrarsi e comunicare, luogo aperto ed accessibile a tutti 3. La biblioteca così concepita potrà essere percepita come "biblioteca amichevole" se riesce ad adottare una filosofia organizzativa e comunicativa "incentrata sull'utente". Per realizzare, e mantenere nel tempo, questo obiettivo, essa deve essere disponibile a collaborare con il suo pubblico, o meglio con i suoi "pubblici', per mettere a disposizione "servizi che servano" ed essere quindi considerata non più come un luogo del sapere destinato esclusivamente agli studiosi o ai "lettori ostinati", ma un "laboratorio dei saperì" disponibile per tutti.
Scrive Giovanni Solimine in una sua recente pubblicazione: "Una biblioteca improntata alla soddisfazione degli utenti, e che orienti le sue scelte alla ricerca della massima efficacia, si lascerà plasmare dall'andamento dei servizi e risulterà condizionata dall'uso che il pubblico ne farà. Essa, quindi, è definibile anche come il risultato dell'interazione con una determinata utenza e con i suoi bisogni; possiamo dire, in definitiva, che essa è la risposta a questi bisogni". Negli ultimi anni autori, architetti e bibliotecari hanno animato la discussione con entusiasmo e spirito provocatorio nella speranza di convincere e soprattutto coinvolgere chi ancora sembra esitare. Una breve indagine sull'evoluzione del ruolo della biblioteca nella società e nella città ha dimostrato come questo luogo si è evoluto rispetto alle esigenze che si sonno susseguite nella stona. Inoltre, la biblioteca deve saper dialogare con la città di cui è espressione, e sapersi qualificare in modo forte ed autorevole come "uno spazio non sostituibile per l'esercizio di fondamentali diritti della cittadinanza, alle infonvazioni e alla conoscenza lungo tutto l'arco della vita". Un tema, quello della biblioteca, complesso e ricco di nuovi elementi, ma sicuramente attuale. Sono molte le città italiane che intraprendono in questi anni una politica di investimento per la costruzione di nuove biblioteche o centri culturali che possono rappresentare per i cittadini un luogo di ritrovo e di scambio oltre che una valida alternativa a, diventati ormai il principale luogo di agproposito, il comune di Torino ha investito particolioteca, creano '80, una rete di biblioteche pubbliche di città. La dimensione di quartiere permette di risplle espre più differenziate, della città.
Inosta di progettare una nuova biblioteca di quartiel limiComune di Torino, all'interno di un edificion come deposito temporaneo. La proposta è stata ava bibliotecario di Torino, Paolo Messina, in occasionesi nell'anno accademico 2008/2009.
In seg della biblioteca pubblica, mi ha portato ad esplorare in modo più dettagliato le dinamiche che regolano l'attuale necessità di programmare interamente il servizio offerto. Il presente lavoro illustra le tappe di questo progetto. Nella prima parte l'obiettivo analitico è di capire l'evoluzione storica dei diversi modelli che hanno caratterizzato la biblioteca pubblica nelle diverse epoche, per delineare lo scopo reale che quest'istituzione ha assunto in diversi momenti della storia sino al presente, per poi trattare diversi aspetti specifici dell'architettura delle biblioteche in relazione alle funzioni, ai servizi, ai requisiti tecnici ed ambientali, sempre nella prospettiva degli obbiettivi da raggiungere al servizio degli utenti. Attraverso l'analisi del significato culturale di ogni modello e dei fattori che hanno contribuito alla sua comparsa e scomparsa, si è cercato di disegnare un modello di biblioteca pubblica adattato alla società dell'informazione. Nella seconda parte viene introdotto il progetto su cui si è posta enfasi di questo lavoro, a partire dall'analisi dell'area e dei caratteri salienti del sito saranno definite le linee di sviluppo del progetto. Uno dei primi obiettivi è, infatti, quello di garantire l'integrazione fra l'edificio e il contesto urbano al fine di favorire la visibilità, l'accessibilità e la funzione da parte dei cittadini. Successivamente sarà definita la distribuzione interna sulla base del programma funzionale richiesto e dalle esigenze di garantire il benessere e il comfort derivanti dalla qualità dell'illuminazione naturale all'interno dell'edificio. La luce naturale, infatti, rap¬presenta non solo un elemento fondamentale al fine di svolgere le attività di lettura e ricerca, ma anche uno strumento basilare per facilitare l'orientamento, definendo in modo chiaro le gerarchie degli spazi e dei percorsi. Inoltre, questo fenomeno na¬turale, se ben progettato e controllato, permette di assicurare il benessere psicofisico degli occupanti e di ridurre il costo di esercizio dell'edificio consentendo di limitare l'uso della luce artificiale.
Un'ultima parte di verifica permetterà di accertare la validità delle scelte effettuate e di integrare alcuni sistemi schermanti necessari agli eventuali problemi legati a un'eccessiva e soprattutto incontrollata presenza di luce naturale in ambiente, che possono influire sul comfort termico
Relatori
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